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Fatturato record per le imprese turistico-balneari: 31,9 miliardi di euro nel 2022

Il dato di Jfc si riferisce a tutta la filiera e non solo agli stabilimenti

Aumentano i fatturati e le presenze per le imprese turistico-ricettive delle nostre località costiere. Lo afferma l’osservatorio Jfc sulle destinazioni balneari italiane, sottolineando come i numeri del 2022 siano addirittura superiori al 2019, ultimo anno prima del covid, che aveva fatto registrare ottimi risultati. In particolare, secondo Jfc le previsioni di fatturato complessivo del comparto balneare nazionale sono pari a 31 miliardi 878 milioni di euro, con 25 miliardi e 4 milioni provenienti dalla clientela italiana (in crescita del +17,4% sui dati consuntivi dell’estate 2021) e un fatturato generato dalla clientela straniera pari a 6 miliardi 873 milioni (con un incremento del +59,6% sul 2021). In crescita anche le presenze, per un totale di 418 milioni 580 mila, anch’esse maggiori rispetto al 2019, che si era fermato a 411 milioni 890 mila. I numeri relativi al fatturato, va sottolineato, non riguardano solo gli stabilimenti balneari bensì tutta la filiera alimentata dalle vacanze in spiaggia, dunque alberghi, ristoranti, bar, trasporti, eccetera.

A fronte dell’aumento di turisti, l’osservatorio di consulenza turistica Jfc registra anche una crescita piuttosto cospicua in termini di prezzi. Secondo lo studio, infatti, gli alberghi delle località balneari del centro-nord Italia hanno apportato un aumento di prezzo del loro listino pari al +9,6%; gli alberghi delle località balneari del sud Italia e delle isole del +9,9%; le strutture ricettive open air delle località balneari hanno aumentato i loro prezzi del +8,8%; le altre strutture ricettive extra-alberghiere hanno apportato un aumento dei prezzi pari al +7,1%; con un incremento medio per il settore dell’hospitality nella sua totalità del +9,2%. A registrare aumenti ancora più cospicui sono i servizi spiaggia su base nazionale, con una crescita del +13,8% rispetto ai prezzi della scorsa estate e la ristorazione con un +12,2%. Aumentano anche del +18,1% i costi di viaggio fra carburante e trasporti pubblici.

Una delle considerazioni più interessanti dello studio Jfc è quella che riguarda il sistema di prenotazione prescelto dai clienti: quelli che si rivolgono alla filiera tradizionale del turismo sono aumentati di circa 4 punti percentuali (dall’11,3% del 2021 al 15,4% del 2022), mentre i vacanzieri che preferiscono la prenotazione stabilimenti balneari online sono cresciuti in modo molto più sostenuto, ovvero dal 21,1% della scorsa estate al 33,4% di quest’anno. Quest’ultimo dato, se sommato alla prenotazione diretta, fa ben capire come passata la paura della pandemia, si torni a preferire il fai da te.

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  1. salvinicrepa says:

    questo dato é sterile. Associandolo a 100 milioni di canoni, si fa più danno e si giustifica una porcata di legge .
    In un endoorcement del quotidiano La Stampa sotto data al voto di fiducia sul ddl concorrenza con porcata inclusa ,qualche giornalista idiota ha parlato di reddito medio per ? concessione socio , non si capiva secondo lui basso .
    L idiota non sapendo che ” guadagno uguale ricavo meno costi, involontariamente riconosceva che tanti altri, oltre al canone sono i costi di impresa. IMU a mero esempio .

  2. 31 miliardi diviso le famose 30.000 aziende = 1.033.000 € di fatturato
    …certo togliendo le mostruose spese di IMU e canone demaniale, rimane ben poco… 😉

  3. forse non hai finito di leggere l’articolo:
    non riguardano solo gli stabilimenti balneari bensì tutta la filiera alimentata dalle vacanze in spiaggia, dunque alberghi, ristoranti, bar, trasporti, eccetera. Fonte: MondoBalneare.com

    • Certo che l’ho letto tutto, come potrei trascurare l’indotto… sono i 30.000 stabilimenti balneari che non mi tornano, forse nei 30.000 sono compresi anche “alberghi, ristoranti, bar, trasporti, eccetera” e così torna di nuovo tutto.

  4. Mistral, stabilimenti balneari sono poco più 7000 forse ti sbagli con le 30.000 famiglie che ci lavorano.
    Guardati le statistiche di Unioncamere, la stragrande maggioranza(statistica su societa’ di capitali) ha un fatturato inferiore a 250.000 eu.

    • se l’ obbiettivo é sfogare l odio sulla categoria, però, la narrazione deve per forza essere diversa. Se anziché usare il buon senso la politica crede invece di avere vantaggi a parlare alla pancia del paese, faccia attenzione che quello aria fritta con cui la stanno riempiendo, non gli si ritrova contro.

    • Scusa Meridio,ma se gli stabilimenti sono 7000 saranno 7000 anche le famiglie che ci lavorano.Penso invece che alcuna di queste famiglie detiene piu’ di una concessione.Se ho detto una stupidaggine mi scuso anticipatamente.

  5. Ilaria perchè secondo te è obbligatorio che in una concessione ci lavori soltanto una famiglia?
    di fianco al mio stabilimento balneare uno a destra e uno a sinistra , ci sono due stabilimenti balneari, in uno ci lavorano 2 famiglie ed in un altro ne lavorano 3 tutte legate da rapporto di parentela, e penso sia una cosa abbastanza comune.

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