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Estensione concessioni balneari, Bergamini: “Vittoria importante, ora dritti verso riforma demanio”

La deputata di Forza Italia commenta l'approvazione dell'emendamento al decreto rilancio che rafforza il prolungamento al 2033

È la prima firmataria dell’emendamento al decreto rilancio che ha rafforzato l’estensione delle concessioni demaniali marittime al 2033, già istituita a dicembre 2018 con la legge 145 e ora ancora più vincolante per i Comuni che non l’avevano voluta applicare. Dopo avere incassato molti attacchi ed essere riuscita a portare comunque a casa il risultato, la deputata di Forza Italia Deborah Bergamini torna sul tema con un’intervista a Mondo Balneare, per rispondere alle tante falsità diffuse in questi giorni da alcuni giornalisti ed esponenti politici e per definire i prossimi obiettivi che riguardano il settore.

L’estensione delle concessioni demaniali marittime al 2033 era stata già istituita un anno e mezzo fa, con la legge 145/2018. Perché è stato necessario tornare sulla materia con un ulteriore provvedimento?

«Nonostante la legge 145/2018, molto Comuni stavano andando avanti con le devoluzioni delle concessioni e ciò stava provocando un’enorme confusione sulla gestione del demanio marittimo. Quindi con il nostro emendamento abbiamo voluto impedire esplicitamente ai Comuni di istituire le gare sulle concessioni in essere, ribadendo il principio sacrosanto dell’estensione al 2033 già prevista per legge».

In fase di discussione dell’emendamento si è scatenata una violenta campagna mediatica contro i balneari, partita da alcuni esponenti politici (in primis Calenda e Bonelli) e arrivata su quasi tutti i giornali. Come risponderebbe alle tante falsità diffuse in questi giorni?

«Sono molto dispiaciuta per ciò che è accaduto. Alcuni esponenti politici sono incapaci di affrontare i temi nella loro complessità e questo porta loro a esporsi con forti contrapposizioni, senza la voglia o la capacità di approfondire le vicende di cui si occupano. Sui balneari, in particolare, ci sono degli stereotipi consolidati da anni, che sono molto lontani dalla realtà: si parla di “prenditori”, di “casta di privilegiati” che “sfrutta beni pubblici ed evade le tasse” – per citare solo alcune delle espressioni che abbiamo sentito in questi giorni. Al contrario, i concessionari balneari sono generalmente dei piccoli imprenditori onesti, titolari di aziende familiari, che devono fare i conti con una confusione normativa che rende molto difficile lavorare e investire sul medio-lungo periodo. Una categoria costretta a vivere alla giornata, come nessun’altra impresa potrebbe permettersi di fare. L’estensione delle concessioni è stata istituita proprio per dare a queste migliaia di piccole aziende almeno un orizzonte temporale certo per consentire loro di andare avanti con le proprie attività, che peraltro sono il fiore all’occhiello del turismo europeo. Non si capisce perché, quando le cose funzionano, dovremmo cambiarle per farle andare peggio. E istituire le gare significherebbe proprio questo: peggiorare un sistema che funziona bene».

Un altro pretesto per attaccare la categoria è quello dei canoni bassi…

«I canoni sono responsabilità dello Stato e non dei balneari, che stanno alle regole in vigore. Anzi, gli imprenditori del settore sono i primi a chiedere da anni un riordino complessivo della materia, mentre lo Stato è inefficiente e non è mai stato in grado di dotarsi di una mappatura completa delle coste né di attuare una politica virtuosa sullo sfruttamento dei canoni demaniali».

Tuttavia l’emendamento salva-pertinenziali, che proponeva di alzare i canoni minimi da 362 a 2500 euro e al contempo di abolire gli spropositati valori Omi, è stato stralciato nonostante fosse sostenuto da tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione. Cosa è accaduto?

«Sulla riformulazione dell’articolo 182 del decreto rilancio, che trattava sia l’estensione delle concessioni che il riordino dei canoni, c’è stato l’intervento a gamba tesa della Ragioneria dello Stato. Si tratta di un organo tecnico che dovrebbe limitarsi a verificare le coperture economiche, e che invece si è intromesso nell’iter legislativo con una corposa relazione colma di valutazioni sia sull’estensione delle concessioni che sul riordino dei canoni. Questa intromissione, avvenuta nelle ore frenetiche che precedevano il voto in commissione, ha prodotto una frenata e paradossalmente ha comportato lo stralcio dell’emendamento salva-pertinenziali. Il risultato è che la drammatica ingiustizia che ha colpito queste circa trecento imprese è rimasta aperta e anche stavolta si è persa l’occasione per giungere a una soluzione».

Dopo avere ottenuto il rafforzamento dell’estensione delle concessioni, quali sono i prossimi obiettivi di Forza Italia per il settore?

«Il tema dei pertinenziali resta la priorità e ci stiamo già impegnando per risolvere il loro problema. Inoltre speriamo di poter iniziare a ragionare con le altre forze politiche per avviare un percorso comune di riordino di tutto il comparto. Se si fanno gli stati generali dell’economia, perché non immaginare qualcosa di più mirato sul turismo balneare, invitando tutti gli attori di questo settore per ragionare di problemi e soluzioni? Il riordino generale del demanio marittimo è una questione molto complessa, che richiede una forte volontà politica e una capacità di districarsi nella giungla delle sentenze, spesso in contrapposizione tra loro, che si sono accumulate negli anni. Bisognerebbe ripartire da zero per dotare il demanio marittimo di un nuovo strumento normativo che superi il Codice della navigazione, risalente al 1942. Quando ci sarà una volontà politica di farlo, Forza Italia sarà in prima linea – ovviamente come forza di opposizione potremo fare da stimolo per affrontare il tema in modo trasversale. Altrimenti continueremo a lasciare un comparto così importante in balia dei giudici».

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in demanio marittimo, turismo e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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  1. la playa cz says:

    Bene, ora dovreste dire ai giudici di applicarla la legge e non disapplicarla tenendo in considerazione il solo diritto europeo. In particolare i vari TAR regionali

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