Emilia-Romagna

Esposto dei balneari contro il divieto di balneazione in riviera romagnola

L'iniziativa parte da 350 stabilimenti della provincia di Rimini

Trecentocinquanta imprenditori balneari riminesi presenteranno un esposto alla procura per contestare il divieto di balneazione che lo scorso 26 luglio è stato istituito lungo tutta la riviera romagnola da Ravenna a Cattolica, in seguito ad analisi dell’Arpae che avevano appurato un livello troppo elevato di batteri escherichia coli. Il fatto fece scalpore, sia perché non si era mai verificato un divieto di balneazione così esteso in termini di spazio, sia perché la sera stessa fu revocato in gran parte delle località. Tuttavia, il danno era ormai compiuto: la notizia era stata infatti data con ampio risalto da tutta la stampa nazionale, e trattandosi del batterio presente nelle feci, le ripercussioni in termini di immagine si fanno sentire ancora oggi.

In Romagna, come in quasi tutte le altre regioni costiere italiane, gli scarichi fognari hanno sbocchi in mare e gli impianti di depurazione sono spesso inadeguati o inesistenti, tanto che l’Italia è da anni sotto procedura di infrazione europea per non rispettare gli standard comunitari sugli scarichi fognari a mare. Tuttavia il problema è poco conosciuto dai turisti e viene tenuto nascosto anche dalle amministrazioni locali, che quando emanano i divieti di balneazione usano formule molto vaghe senza mai citare esplicitamente la presenza del batterio come causa del divieto, in modo da evitare allarmismi e danni d’immagine. Il 26 luglio, invece, essendo arrivato un divieto esteso lungo tutta la costa romagnola, i titoloni dei giornali hanno contribuito a diffondere la conoscenza del problema, portando molti turisti a pensare che l’Adriatico romagnolo sia un mare sporco e pericoloso per la salute. Per questo, un nutrito gruppo di imprenditori balneari della provincia riminese hanno deciso di chiedere i danni.

L’iniziativa è partita dalle cooperative dei bagnini di Rimini Nord, Riccione, Cattolica, Misano e Bellaria Igea Marina, e non è escluso che se ne aggiungano altre. Si tratta di undici pagine di esposto più altre trenta di allegati tra ordinanze, direttive e articoli di stampa, che ricostruiscono nel dettaglio le vicende di quei giorni e mettono in evidenza le presunte carenze e contraddizioni nelle analisi effettuate dall’Arpae, nonché la disastrosa comunicazione e i ritardi tecnici delle controanalisi. L’obiettivo è quello di ristabilire la verità ed eventualmente chiedere i danni ai responsabili.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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