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E se fossero stati al Colosseo?

Quattromila balneari presenti stamattina a Roma: sindacati soddisfatti per la partecipazione di 150 sindaci; balneari delusi per la mancanza di un vero dibattito e di una forte azione mediatica

di Alex Giuzio

Cosa sarebbe successo se i quattromila balneari presenti oggi a Roma avessero protestato davanti al Colosseo? Se lo sono chiesti in tanti stamattina, durante la manifestazione-dibattito organizzata dai sindacati Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti, Assobalneari-Confindustria e Cna Balneatori all’Eur per dire no alla direttiva Bolkestein che vuole mettere all’evidenza pubblica le imprese balneari italiane.

Il successo è stato notevole non solo per la massiccia presenza di bagnini – oltre quattromila secondo il Sib – ma anche per la partecipazione di cento assessori al turismo e centocinquanta sindaci di città costiere, che hanno manifestato la loro contrarietà a una direttiva europea che compromette le economie turistiche locali. Primo fra tutti il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che ha annunciato la sua intenzione di coinvolgere l’Anci nella difesa delle imprese balneari presentando una bozza di ordine del giorno che sarà discussa a breve (leggila qui).

Ma, come detto, i dubbi dei balneari si concentravano sull’isolamento della manifestazione: perché, se i sindacati sono stati in grado di radunare quattromila imprenditori, li hanno confinati alla periferia di Roma a parlare tra di loro anziché portarli in centro ad attirare l’attenzione mediatica? È su questo aspetto che si sono concentrate le proteste urlate al megafono (e subito zittite) da qualche membro del Comitato Salvataggio Imprese e Turismo, presente alla manifestazione seppure con un occhio critico.

Riccardo Borgo, presidente Sib, è stato comunque soddisfatto e così si è espresso alla fine della giornata: «Siamo contenti per la numerosa partecipazione dei primi cittadini, che davanti a oltre quattromila imprenditori hanno assunto impegni precisi circa la necessità che anche Comuni, Province e Regioni siano determinati a premere sul governo affinché affronti l’esclusione delle imprese balneari dall’evidenza pubblica prevista dalla direttiva Bolkestein a partire dal 1° gennaio 2016. Ci ha fatto particolarmente piacere l’impegno del sindaco di Roma Gianni Alemanno, che intende coinvolgere l’Anci su questo problema. Riteniamo che sia necessario affrontare e risolvere la questione nell’attuale legislatura, pertanto abbiamo inviato un appello sia alle istituzioni che alle forze politiche in cui chiediamo che si passi dalle parole ai fatti. Inoltre attendiamo a breve la convocazione del tavolo tecnico tra Governo, Regioni e imprese formalmente costituito il 23 febbraio scorso. Qualora non ci fossero risposte concrete, però, non potremo sottrarci alla necessità di programmare per questa estate iniziative di protesta anche clamorose». Una frase che ai balneari risulta già sentita, ma che sperano sempre verrà rispettata.

Anche perché la responsabilità di risolvere la questione è nelle mani del governo italiano e non dell’Unione europea, che questa mattina era rappresentata, tra gli altri, dalla vicepresidente del Parlamento europeo Roberta Angelilli (Pdl-Ppe), che ha detto di condividere «le preoccupazioni delle imprese balneari rispetto all’applicazione della direttiva Bolkestein, che contiene insidie e criticità per numerose categorie produttive e comparti economici. Proprio per questo occorre, pur nel rispetto della legislazione comunitaria, individuare una soluzione che tenga conto della specificità italiana e che consenta alle imprese una certezza degli investimenti, evitando un’invasione del settore da parte di grandi imprese multinazionali. Sono convinta che il gruppo di lavoro coordinato dal ministro agli affari europei Enzo Moavero Milanesi e dal ministro ail turismo Piero Gnudi possa raccogliere le proposte delle imprese balneari al fine di raggiungere il miglior risultato a supporto di un settore che, sia da un punto di vista economico che occupazionale, è assolutamente strategico per l’Italia».

Come detto, la soddisfazione maggiore è stata regalata dal sindaco di Roma Gianni Alemanno, che si è pronunciato così: «La direttiva Bolkestein è profondamente ingiusta per il comparto balneare italiano. Per questo, oggi pomeriggio porterò all’attenzione dell’Anci un ordine del giorno (leggi la bozza) con il quale chiederò all’Anci stessa di assumere una posizione nei confronti del governo e diretta a Bruxelles che esprima con chiarezza il sostegno alla battaglia degli imprenditori balneari italiani. Se c’è un settore in Italia che continua a tirare nonostante la crisi, questo è proprio il turismo, perciò il governo deve schierarsi dalla parte dei balneari, perché nella valorizzazione del turismo c’è tutto il loro lavoro con il quale sono riusciti a migliorare le coste italiane. Come è già stato fatto per la Germania che è uscita dalla direttiva Bolkestein, così anche per l’Italia è necessaria almeno una deroga. Se il governo non riuscirà a far valere queste ragioni, vuol dire che l’Italia non conta nulla in Europa e questo è inaccettabile. Ci sono tutti gli elementi giuridici, politici ed economici per chiedere la deroga alla direttiva. In questa battaglia ci si gioca la faccia dell’Italia e la nostra speranza di sviluppo».

I balneari sono stati incoraggiati dalla massiccia presenza di amministratori locali. Per la Liguria erano presenti gli assessori al demanio Marylin Fusco e al turismo Angelo Berlangeri, per le Marche il governatore Gian Marco Spacca (leggi le sue dichiarazioni). Ha pesato, invece, l’assenza del presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani: il sostegno di questa importante regione balneare avrebbe dato maggiore rilievo alla protesta. Di questo si è lamentata l’Associazione bar e ristoranti di spiaggia di Riccione (vedi il comunicato).

A non piacere è stato anche l’intervento del parlamentare Udc Amedeo Ciccanti, che è risultato troppo confuso quando ha detto che il suo partito «è impegnato sulla deroga alla Bolkestein e attivo sulla soluzione per gli affidamenti del rinnovo della concessioni demaniali marittime, affinché siano privilegiate con parametri di premialità le imprese familiari e le piccole imprese».

Ma a deludere, soprattutto, è stata la mancanza di un vero dibattito: la parola non è stata mai lasciata a coloro che spesso vengono definiti "estremisti", ma che in realtà sono la più viva manifestazione di chi non vuole arrendersi davanti ai soprusi del potere.

COLLEGAMENTI ESTERNI

(foto tratte da Movimento Balneare)

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