Attualità

È nato il sindacato della ”base balneare” che si oppone alle gare

La nuova sigla si oppone alle altre associazioni di categoria: ''Stanchi di chi non rappresenta la nostra volontà''.

«Il momento è troppo importante e non si può delegare. Per questo nasce “La Base Balneare con Donnedamare, un nuovo sindacato di categoria che raccoglie la voce di tantissimi concessionari balneari italiani». Lo annuncia il comunicato della neonata associazione fondata da Donnedamare, di cui avevamo parlato lo scorso mese (vedi notizia). Presidente della nuova sigla è la balneare ligure Bettina Bolla, vicepresidente l’avvocato pugliese Nicolò Maellaro.

«La battaglia per fermare le aste previste da un’errata applicazione della direttiva Bolkestein, per impedire che oltre trentamila imprese italiane vengano messe in pericolo, deve essere portata fino in fondo in tempi brevi», motiva la nota della “Base Balneare”. «Proprio questi anni di speranze tradite, di docce fredde, di incubi ci hanno convinto di quanto sia importante scendere in campo direttamente. È con questo scopo che nasce “La Base Balneare con Donnedamare”, un nuovo sindacato di categoria che raccoglie la voce di tantissimi concessionari balneari italiani, stanchi di essere iscritti a sindacati che in questi anni non hanno rappresentato la loro volontà, quando addirittura non l’hanno tradita sostenendo posizioni diametralmente opposte, sacrificando il destino della “base” sull’altra di accordi con governi e istituzioni a ogni livello».

«Per anni – prosegue il comunicato – abbiamo subito il ritornello del “ce lo chiede l’Europa” per giustificare il tentativo di dare vita a una riforma delle concessioni balneari allineata a chi voleva mandare all’asta le spiagge italiane. Quando abbiamo deciso di provare a vedere se era davvero tutto così inevitabile, abbiamo scoperchiato il calderone, abbiamo fatto gettare le maschere a tanti. Il 18 aprile, grazie alla forza di volontà dell’associazione Donnedamare e della sua presidentessa Bettina Bolla, siamo arrivati a contattare Frits Bolkestein, autore della direttiva che tanta angoscia ha procurato alla categoria. Abbiamo fatto quello che nessuno aveva mai pensato o voluto fare: lo abbiamo interpellato, lo abbiamo invitato a Roma in un’aula del parlamento italiano, e in quell’occasione dalla sua viva voce abbiamo sentito dire che le concessioni balneari non devono rientrare nell’ambito di applicazione della direttiva. Perché sono beni e non servizi, come abbiamo sostenuto invano (e inascoltati) da anni».

«Molti dei sindacati di balneari allineati al progetto delle aste hanno attaccato o deriso questo intervento – prosegue la nota – altri hanno iniziato a sostenere questa posizione senza che per anni avessero fatto qualcosa per ottenere un parere tanto semplice quanto illuminante. Molte forze politiche hanno aperto gli occhi, altre hanno trovato forza per sostenere l’esclusione dei balneari italiani dalla direttiva. L’incontro con mister Bolkestein del 18 aprile scorso è stato una pietra miliare della battaglia anti aste. E c’è stato solo grazie a un’associazione che non era un sindacato, né aveva la forza e i diritti di un sindacato. Dalla base, da tanti balneari che hanno riscoperto la speranza grazie a Donnedamare, è partita così la richiesta di trasformare l’associazione in sindacato, per dargli la forza di rappresentare finalmente le loro posizioni. E per costringere le istituzioni e gli altri “rappresentanti” della categoria ad accettare ai tavoli e ai confronti anche chi finora ne è stato tenuto fuori».

«Dalle intenzioni ai fatti, l’associazione Donnedamare si è messa al lavoro, grazie al prezioso contributo dell’avvocato Ettore Nesi, uno dei massimi esperti italiani di diritto amministrativo legato ai temi demaniali. Abbiamo redatto lo statuto che riporta questo incipit».

“In un contesto di insoddisfazione generale dovuto al comportamento inerte delle Istituzioni nei confronti del turismo balneare e dei problemi ad esso inerenti, si sono spontaneamente formate aggregazioni di imprenditori balneari dislocati su tutto il territorio nazionale, che intendono dar vita ad un Sindacato autonomo di categoria. L’intento è quello di unire le forze al fine di tutelare tutti i lavoratori e le lavoratrici che, anche da generazioni, lavorano sul mare, dedicando la loro vita ad un impiego duro che richiede energia ed impegno dall’alba al tramonto”.

Il nuovo sindacato ha già individuato i propri consiglieri, provenienti da ogni regione costiera, di cui si riporta l’elenco.

  • Presidente: Bettina Bolla (Liguria)
  • Vicepresidente: Nicolò Maellaro (Puglia)
  • Segretario: Luana Guietti (Emilia-Romagna)
  • Tesoriere: Patrizia De Filippo (Liguria)
  • Consiglieri: Anna Acconci (Toscana), Gabriele Boldrini (Emilia-Romagna), Laura Castello (Liguria), Emanuele Cola (Liguria), Sabrina Crusco (Basilicata), Francesco Ferrigno (Campania), Fulvia Frallicciardi (Lazio), Silvia Frassinelli (Toscana), Patrizia Lerda (Liguria), Nicolò Maellaro (Puglia), Domenico Parisi (Calabria), Edgardo Perino (Liguria), Rita Polacci (Toscana), Vicky Ratto (Liguria), Maria Teresa Silenzi (Marche).

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