Lazio

Doppio canone per le concessioni balneari a Terracina

La cifra sarà più alta per i tratti di litorale fregiati della Bandiera Blu.

Ci sarà una “zona I” che comprende aree demaniali e specchi acquei marcati dalla Bandiera Blu, e una “zona II” che raccoglie le aree escluse. Questo dice la delibera di giunta approvata nei giorni scorsi dall’esecutivo del sindaco di Terracina Nicola Procaccini, che così cerca di «determinare condizioni di equità tra i concessionari», dopo le proteste e il ricorso al Tar dello scorso anno, quando gli operatori balneari si videro piombati in classe A e dunque con i canoni da pagare raddoppiati.

Nei Comuni turistici, infatti, in ossequio alla legge regionale 7 del 14 luglio 2014, chi opera su concessioni demaniali paga un canone diverso a seconda che la concessione sia inserita in classe A (alta valenza turistica) o B (normale valenza turistica). Una classe determinata da un Ma cpunteggio che si raggiunge rendicontando una serie di servizi: la presenza di aree protette, gli arrivi turistici, l’offerta di posti letto, la Bandiera Blu, la presenza di scali ferroviari, il fenomeno erosivo, e così via. Terracina, dopo il calcolo degli uffici eseguito dagli uffici sulla base di testi indicati dalla Pisana, si era scoperta tutta in classe A, nonostante la Bandiera Blu avesse, essendo la prima, conferito solo 3,50 punti in più. I balneari hanno dovuto così sborsare canoni doppi rispetto agli anni precedenti, e non sono mancate le proteste: la categoria, sostenuta dall’avvocato Luigi Cerchione, ha presentato ricorso al Tar, anche grazie a un dossier di Agenda 21 locale che, sulla base di propri calcoli effettuati su testi ufficiali, sostiene che i punti raggiunti, specie dalle prime tre sezioni (erosione, presenze di posti letto, flussi turistici e balneabilità delle acque), dovrebbero essere di 14,75 punti inferiori, attestandosi a 36,50. Lo scorso anno, infatti, si era superato di appena 1,25 punti i 50 punti.

Ora il Comune deve inviare di nuovo alla Regione i formulari per la valutazione: a differenza del 2015, ha deciso di inviare due allegati: la zona fregiata della Bandiera Blu, cosiddetta “zona I” accumula 54,75 punti, mentre la zona esclusa dalla Bandiera Blu resta a 47,75. In questo ultimo caso, parliamo di una vasta area di litorale che si sviluppa a nord della città, nella zona di Badino e del Sisto, ma anche delle zone interdette alla balneazione, che pure erano state costrette ad adeguare i canoni, pur non potendo esporre la bandiera e non essendo indicati nei pannelli informativi acquistati ad hoc per indicare la presenza del prestigioso riconoscimento della Fee.

Ma c’è da giurare che la questione non si chiuderà qui. Tutte le sigle balneari, supportate da Agenda 21, chiedono alla Regione di rivedere i criteri di assegnazione del punteggio, nonché di rivedere i testi: la classe A, insomma, non piace a nessuno. Infatti, sulla vicenda ci sono giunti in redazione due commenti che riportiamo qui di seguito.

Felice Enrico Di Spigno, presidente Sib-Confcommercio Terracina: «I balneari di Terracina lo scorso anno hanno prodotto ricorso al Tar Lazio contro la delibera del Commissario Prefettizio che portava la valenza turistica in classe A. Sarebbe bastato che l’attuale giunta eletta avesse perorato le tesi dei ricorrenti, che con dati oggettivi (fonti regionali, Istat, eccetera) hanno impiantato il ricorso stesso. Un ricorso in attesa di pronunciamento ormai da un anno, e resosi necessario in quanto la precedente scheda di valenza, mai aggiornata in oltre 5 anni, portava dati errati che con l’aggiunta del punteggio della Bandiera Blu 2015 ci portava in classe A. Oggi francamente ci aspettavamo che un sindaco, la sua giunta e i suoi tecnici perorassero la causa sostenendo la categoria sulle basi del ricorso, e invece hanno pensato bene di dividere la città in fascia I (= classe A) e fascia II (= classe B), la prima con stabilimenti che hanno Bandiera Blu e la seconda con stabilimenti senza Bandiera Blu. In poche parole, nel 2015 con il Commissario Prefettizio la scheda di valenza è stata aggiornata solo aggiungendo il punteggio della Bandiera Blu, mentre quest’anno con un sindaco e una giunta si sono fatte due schede di valenza, alle quali sono stati aggiunti (A) e tolti (B) i punteggi del secondo anno di Bandiera Blu. Secondo il mio modesto parere, non è così che si fa. Si tratta semplicemente di un copia-incolla-dividi per due e aggiungi o sottrai. Nelle schede non si tiene conto dei valori relativi alle altre voci che assegnano i punteggi, come le presenze turistiche, i posti letto, la balneabilità, l’erosione e altro. Insomma, come valore relativo si tiene conto solo della presenza o meno della Bandiera Blu. Per carità, molti stabilmenti balneari vedranno – spero – il ricalcolo dei canoni in valenza B, ma non la totalità. E per questo non condivido affatto l’operato dell’amministrazione comunale. Terracina deve essere riportata in classe B».

Gino Di Lello, vicepresidente Itb Italia e imprenditore balneare di Terracina: «Ho appreso la notizia di una suddivisione di aree dove si parlerà di categoria A e B nel litorale terracinese. Tutto ciò è successivo all’assegnazione della Bandiera Blu e al raddoppio dei canoni demaniali da essa determinato. Non perché sia la Bandiera Blu a determinarli, ma è una voce importante a livello di punteggi nella tabella di classe turistica. Quindi ora si potrà parlare di una Terracina di classe A e di una di classe B: una visione discriminatoria per la nostra città e per il nostro litorale. Monta anche la rabbia e lo sconforto che a determinare questa discriminazione sia solo un fattore economico, dove la Regione Lazio, pur di fare cassa sulle spalle delle attività turistico-ricettive, ha stabilito che se sei una città virtuosa, con mare pulito e servizi funzionanti, le attività che vi lavorano debbano pagare canoni raddoppiati. Tutte queste maggiorazioni di tasse, va da sé, saranno scaricate sul consumatore finale e alla fine il messaggio che passa diventerà “un mare pulito e servizi solo per ricchi”, quando invece Terracina è una meta di famiglie e da sempre ospitale per tutti, benestanti e non. La mia richiesta è di fare pressione sulla Regione e cancellare questo inutile quanto deleterio balzello. Come associazioni aspettiamo il responso del ricorso al Tar dello scorso anno e questa suddivisione delle aree avvalora la nostra tesi».

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