Attualità

Di Finizio ancora sulla cupola, negata anche l’acqua. ‘Non mollerò’

Preoccupa la situazione dell'imprenditore balneare triestino, arrampicato su un lucernaio della cupola di San Pietro da 32 ore. Le autorità cercano di vincere sulla sua stanchezza, ma Di Finizio intende attendere un cenno dal papa

di Alex Giuzio

ROMA (ore 23.09) – È ancora sulla cupola di San Pietro l’imprenditore balneare Marcello Di Finizio, che  da ieri alle 16 sta protestando su un lucernaio con uno striscione contro la direttiva Bolkestein e l’Unione europea (vedi notizia precedente). Nel suo profilo facebook, 13 videomessaggi spiegano le ragioni del suo gesto (vedi video).

«Ho trattato tutto il pomeriggio per avere almeno un po’ di acqua – comunica Di Finizio, raggiunto per telefono – e me l’hanno data solo in serata. Per averla mi sono dovuto slegare dalle corde che mi tengono in sicurezza e mi sono messo a urlare per diverse ore. Ora intendo anche ottenere la corrente per continuare a comunicare con i giornalisti, i politici e le forze dell’ordine. Ma resterò qui finché resisterò. Sperano di prendermi per sfinimento, contando sulla mia stanchezza e sul fatto che domani pioverà, ma non mollerò, anche se quassù la notte fa molto freddo».

accessori spiaggia

(qui sopra: uno dei videomessaggi di Di Finizio, e lo stesso imprenditore mentre scavalca il parapetto della cupola di San Pietro lo scorso 2 ottobre, quando è rimasto sul lucernaio per 27 ore)

Di Finizio attende anche un gesto di solidarietà da papa Francesco, che proprio domani terrà l’audizione in piazza San Pietro davanti a migliaia di persone. Nel frattempo, tra le personalità che più si sono attivate per la difesa di Marcello c’è il presidente di Assobalneari-Confindustria Fabrizio Licordari, che ci ha rilasciato una testimonianza sul comportamento tenuto dalla gendarmeria vaticana: «Sono stato contattato ieri sera da un ufficiale della gendarmeria vaticana – racconta Licordari – che mi ha chiesto di recarmi a Roma per portare avanti le trattative con Di Finizio. Ho subito acquistato un biglietto aereo e sono partito stamattina, arrivando in piazza San Pietro alle 11. Nel frattempo, dietro l’esortazione della gendarmeria vaticana, avevo preso contatti con la segreteria del ministro Lupi per avviare un dialogo col governo che convincesse Di Finizio a scendere. Avevo appuntamento con l’ufficiale della gendarmeria, ma i suoi uomini mi hanno impedito per tutto il pomeriggio di incontrarmi con lui, adducendo ogni volta una scusa diversa. Di conseguenza, alle 16 sono tornato in aereoporto per recarmi a Genova, dove avevo impegni di lavoro. Solo quando sono rientrato in Liguria l’ufficiale della gendarmeria mi ha ricontattato, chiedendomi dove fossi. Mi sono irritato, perché un atteggiamento del genere è a dir poco scorretto e non aiuta a salvare un uomo in pericolo».

«Ma ciò che più mi preoccupa – continua Licordari – è che le autorità hanno negato a Di Finizio persino l’acqua, che non si rifiuta nemmeno ai prigionieri di guerra. Seppure abbia compiuto un gesto non condivisibile, Marcello non è uno squilibrato, ma un imprenditore disperato che sta urlando al mondo il suo problema, con dignità e senza mettere in pericolo la vita di nessun altro. E facendo questo, di conseguenza attira l’attenzione sul problema che hanno altre trentamila imprese balneari italiane che, per colpa dell’errata applicazione della direttiva europea Bolkestein, rischiano di andare a evidenza pubblica. A Di Finizio va tutta la mia solidarietà. La scorsa volta che salì sulla cupola, il 2 ottobre 2012, ebbe le rassicurazioni da esponenti del governo che poi, infelicemente, non sono state mantenute. Mi auguro che oggi, davanti a questo grido di disperazione, ci sia più sensibilità da chi è preposto a tutelare chi lavora per porre fine a queste situazioni che esprimono drammi ai quali non possiamo abituarci».

Vicinanza a Di Finizio è stata espressa anche da 32 europarlamentari italiani, che hanno firmato una lunga lettera rivolta ai ministri Milanesi (affari europei), Delrio (affari regionali), Bray (turismo) e Zanonato (sviluppo economico):

STRASBURGO – Preg.mo Ministro, la notizia dell’ennesima protesta da parte dell’imprenditore triestino del settore balneare, Marcello Di Finizio, non può lasciarci indifferenti e ci richiama alle nostre responsabilità per dare finalmente una soluzione all’annosa questione delle concessioni demaniali marittime.

Inutile ricordarle che il settore balneare italiano, con tutto l’indotto, rappresenta un’importante ricchezza per il nostro Paese e merita, pertanto, tutta la nostra attenzione e il nostro sostegno.

Purtroppo, dopo lunghi anni di negoziati e discussioni, ad oggi gli imprenditori del settore non possono ancora godere di un quadro giuridico definito entro il quale operare. Da ultimo, il decreto legislativo di riordino della materia, che il Parlamento aveva affidato al Governo, non é stato elaborato nei termini previsti, e ciò non fa altro che perpetrare la situazione di incertezza per gli operatori, già fortemente penalizzati dalla crisi economica. La scelta di concedere una ulteriore proroga al 2020, in favore delle concessioni esistenti, è una soluzione insufficiente, perché blocca ancora gli investimenti e la programmazione dell’attività delle imprese.

Con l’insediamento del nuovo Governo, la speranza è quella che si metta in campo, senza indugio, una nuova strategia per il rilancio del settore, anche nell’ambito delle politiche per il turismo, che possa rappresentare l’impulso a nuovi posti di lavoro e al rafforzamento del mercato italiano.

Qualche mese fa, i deputati italiani al Parlamento europeo hanno incontrato il commissario al mercato interno, Michel Barnier, che ha mostrato disponibilità e apertura per individuare una soluzione in tempi rapidi. Ora è necessario riaprire immediatamente il dialogo a livello nazionale, con le associazioni di categoria dei balneari che stanno facendo molti sforzi – da ultimo con l’istituzione di un’associazione europea di rappresentanza del settore – e all’interno della Conferenza Stato-Regioni, per dare attuazione a una vera concertazione che permetta il superamento degli ostacoli che finora hanno impedito il raggiungimento di un’adeguata soluzione e la tutela di tutti gli interessi in gioco.

La invitiamo, pertanto, a farsi portavoce nel Consiglio dei Ministri, assieme ai suoi colleghi Ministri del Turismo, degli Affari Regionali e dello Sviluppo Economico, delle istanze che provengono dal settore dei balneari. Da parte nostra, le riconfermiamo tutta la nostra disponibilità per aiutare il dialogo e il raggiungimento di questo importante obiettivo per il nostro Paese. Cordialmente.

I deputati al Parlamento europeo: Lara Comi, Roberta Angelilli, Giovanni La Via, Carlo Fidanza, Susy De Martini, Aldo Patriciello, Giommaria Uggias, Oreste Rossi, Vincenzo Iovine, Ciriaco De Mita, Clemente Mastella, Marco Scurria, Matteo Salvini, Magdi Cristiano Allam, Antonio Cancian, Mara Bizzotto, Giuseppe Gargani, Lorenzo Fontana, Antonello Antinoro, Claudio Morganti, Cristiana Muscardini, Franco Bonanini, Andrea Cozzolino, Paolo Bartolozzi, Alfredo Pallone, Iva Zanicchi, Barbara Matera, Licia Ronzulli, Francesca Barracciu, Giancarlo Scottà, Enzo Rivellini, Salvatore Iacolino

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in demanio marittimo, turismo e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
Seguilo sui social:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.