Sindacati e associazioni

Della Valle (Fid): “Balneari uniscano le forze, il momento è drammatico”

L'invito del presidente della Federazione imprese demaniali in vista dell'adunanza plenaria del Consiglio di Stato

«Siamo felici che anche altre associazioni di categoria abbiamo seguito l’esempio della Federazioni imprese demaniali decidendo di costituirsi in giudizio al nostro fianco». Lo afferma il presidente di Fid Mauro Della Valle in vista dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato prevista per il prossimo 20 ottobre, quando Palazzo Spada deciderà le sorti di migliaia di concessionari con una decisione unitaria in merito alla validità dell’estensione delle concessioni al 2033. In vista dell’udienza, oltre a Fid si è costituito in giudizio alcune il Sib-Confcommercio.

«La Federazione imprese demaniali, consapevole degli importantissimi interessi in gioco – prosegue Della Valle – era intervenuta in giudizio ad adiuvandum già in primo grado innanzi al Tar Lecce, con gli avvocati Federico Massa e Francesco G. Romano, a sostegno delle imprese balneari leccesi, difese nel giudizio in questione dall’avvocato Leonardo Maruotti. La nostra associazione si era inoltre costituita anche in vista del giudizio cautelare innanzi al Consiglio di Stato, fase in cui, com’è noto, i balneari hanno avuto la meglio sul Comune di Lecce, il quale è stato condannato alle spese anche nei confronti della stessa associazione».

«La portata storica dell’udienza del 20 ottobre impone di unire tutte le forze per fare il possibile per salvare migliaia di famiglie balneari», aggiunge il presidente di Fid. «Oltretutto, l’eventuale disapplicazione della legge 145/2018 produrrebbe danni catastrofici per l’intero comparto turistico, che si è visto sta trainando, pur in questo drammatico momento, l’economia nazionale e, in particolare, quella salentina».

Conclude Della Valle: «Fid auspica comunque che venga approvata una riforma della materia, a partire dal Codice della navigazione che è ormai superato. I balneari, infatti, a causa del caos dovuto alla normativa che non dà alcuna certezza, non possono effettuare investimenti e, in caso di gara pubblica, non sarebbero tutelati in alcun modo. Le gare non sono un nemico dell’imprenditore balneare, anzi, se fatte con regole uniformi per tutto il territorio nazionale possono solo avvantaggiare i migliori imprenditori. Noi vogliamo investire e fare il salto di qualità, ma con queste regole solo un folle potrebbe indebitarsi, in quanto non si ha alcuna certezza che la prossima stagione si potrà lavorare. Si pensi, inoltre, al caso dello smontaggio delle strutture: ogni anno buttiamo decine di migliaia di euro per smontare e rimontare le strutture, soldi che potrebbero essere spesi per migliorare la qualità dei servizi».

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