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Decreto Infrazioni oggi al voto. Non passa il valore aziendale ai balneari

Respinti gli emendamenti che chiedevano di migliorare il calcolo degli indennizzi per i concessionari uscenti. Confermata l'esclusione dalle gare per le associazioni no profit.

Le commissioni Finanze e Giustizia della Camera dei deputati hanno dato ieri sera il via libera al decreto infrazioni, con le norme sui balneari che prevedono la messa a gara delle concessioni entro il 2027. Non sono passate le proposte di modifica sul riconoscimento del valore aziendale ai gestori uscenti, proposte dalle forze di centrodestra su richiesta delle principali associazioni di categoria. Le commissioni hanno votato il mandato ai relatori, Daniela Dondi e Guerino Testa (Fratelli d’Italia), Simonetta Matone (Lega) e Vito de Palma (Forza Italia), a riferire in aula, dove il provvedimento, su cui verrà posta la fiducia, è atteso oggi alle 11. Il voto finale di Montecitorio è atteso giovedì, dopodiché il decreto passerà al vaglio del Senato. Il testo dovrà essere convertito in legge in via definitiva entro il 16 novembre.

L’unico emendamento approvato, come anticipato nei giorni scorsi, riguarda l’esclusione dalla direttiva Bolkestein per le società e le associazioni sportive dilettantistiche, titolari di concessioni balneari, che svolgano le attività no-profit in via stabile e principale, e «che perseguono esclusivamente finalità sociali, ricreative e di promozione di benessere psicofisico». La modifica, contenuta nell’emendamento dei relatori, sintetizza una serie di correzioni identiche proposte da varie forze politiche. Secondo la norma approvata, le associazioni e le federazioni sportive interessate devono svolgere attività «considerate non economiche in base al diritto dell’Unione europea» e sono tenute a continuare a versare il canone previsto. Inoltre un’altra modifica approvata, su proposta della Lega, prevede che i manufatti amovibili, fino alle nuove aggiudicazioni, non dovranno essere smantellati durante la stagione invernale.

Per il resto, il testo del decreto Infrazioni è rimasto invariato rispetto alla stesura originaria del consiglio dei ministri, che lo ha varato lo scorso settembre. In particolare, il provvedimento dà tempo ai Comuni fino al 30 giugno 2027 per concludere le gare delle concessioni e prevede che i nuovi gestori riconoscano ai titolari uscenti un corrispettivo economico pari agli investimenti non ammortizzati e all’equa remunerazione degli investimenti effettuati negli ultimi cinque anni. I criteri precisi per il calcolo degli indennizzi, che dovranno essere redatti da tecnici commercialisti, saranno stabiliti da un successivo decreto attuativo da approvare entro il 30 marzo 2025. Le associazioni balneari, sostenute dai partiti di centrodestra, chiedevano che l’indennizzo equivalesse all’intero valore aziendale degli stabilimenti; tuttavia il governo si è opposto, seguendo l’orientamento della Commissione europea che ritiene il valore aziendale un vantaggio improprio al concessionario uscente. La direttiva Bolkestein impone infatti la totale parità di condizioni di partenza tra concorrenti alla gara.

Per quanto riguarda i bandi delle concessioni balneari, questi dovranno essere pubblicati per almeno trenta giorni sull’albo pretorio online del Comune e, per i titoli di interesse regionale o nazionale, anche sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana. Per le concessioni superiori a dieci anni sarà obbligatoria anche la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. I bandi dovranno indicare la durata della concessione, che potrà essere di minimo 5 e massimo 20 anni. Infine, il decreto dà la facoltà agli enti locali di imporre la demolizione delle strutture pre-esistenti.

L’approvazione del decreto è stata criticata dai deputati del Partito democratico Federico Gianassi, Andrea Gnassi, Piero De Luca e Claudio Stefanazzi: «Il decreto salva-infrazioni passerà alla Camera senza modifiche alla direttiva Bolkestein e non conterrà nessuna delle tante promesse fatte in questi giorni ai balneari, a partire da quelle della presidente del consiglio Giorgia Meloni che, durante il comizio di chiusura della campagna elettorale di Bucci, aveva annunciato nuove misure e strategie per rispondere alle forti contestazioni del settore», affermano i deputati in una nota. «Nulla di tutto questo si è concretizzato; anzi la maggioranza, con la Lega in testa, ha ritirato gli emendamenti e ha votato addirittura contro un suo emendamento che non aveva fatto in tempo a ritirare e che il Pd aveva sottoscritto. Un atto che descrive lo stato di soggezione di questa maggioranza a un governo che ha prima illuso i balneari con promesse mirabolanti e poi, più realista del re, si è diligentemente allineato ai diktat della Commissione Ue, senza intavolare nessuna vera negoziazione per andare incontro alle richieste legittime di migliore un testo pessimo».

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e "Turismo insostenibile" (Altreconomia 2024).
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