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Mondello, il Tar conferma la decadenza dell’Italo-Belga: la società annuncia appello

Resta da definire il quadro sulla futura gestione degli arenili

Il Tar di Palermo ha respinto il ricorso della Mondello Immobiliare Italo-Belga contro il provvedimento con cui la Regione Siciliana, il 26 febbraio scorso, aveva disposto la decadenza della concessione demaniale marittima sulla spiaggia di Mondello. La sentenza conferma in primo grado la legittimità della decisione regionale. La società ha già annunciato che presenterà appello al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana (Cga).

Si tratta del capitolo decisivo nella vicenda giudiziaria che segue l’udienza di merito del 6 ottobre, giunta al termine della stagione estiva che la società aveva potuto gestire in virtù delle misure cautelari previste (ne avevamo parlato nell’articolo “Mondello, dopo l’estate si apre il nodo concessioni: Tar e Pudm verso le gare 2027“).

I nodi sugli affidamenti a terzi e l’articolo 45-bis

La controversia verte sugli affidamenti di attività a imprese esterne, le autorizzazioni necessarie e il mantenimento del rapporto di fiducia tra concessionaria e amministrazione pubblica. Uno dei punti centrali riguarda il rapporto con la società G.M. Edil, alla quale erano state affidate prestazioni di manutenzione, montaggio delle cabine, gestione dei lettini e pulizia dell’arenile.

I giudici del Tar hanno ritenuto che tali prestazioni rientrassero a tutti gli effetti tra le attività oggetto della concessione, richiamando l’articolo 45-bis del Codice della navigazione, norma che subordina tassativamente all’autorizzazione dell’autorità competente l’affidamento a terzi delle attività demaniali.

La valutazione dei giudici e il ricorso al Cga

Nelle motivazioni della sentenza, il Tar ha valutato come «tutt’altro che prudente» la gestione dei rapporti da parte della concessionaria prima dell’emissione dell’interdittiva antimafia a carico di G.M. Edil (adottata l’11 novembre 2025). L’Italo-Belga aveva successivamente risolto il contratto dopo aver appreso la notizia a mezzo stampa: il rilievo dei magistrati riguarda dunque l’operato precedente all’atto prefettizio e non la condotta successiva.

La pronuncia verte sulla legittimità amministrativa della decadenza e non comporta l’accertamento di responsabilità penali. Dal canto suo, la società ha dichiarato di rispettare la decisione ma di non condividerla, ritenendo sproporzionata la decadenza rispetto agli addebiti e preannunciando l’impugnativa dinanzi al Cga a tutela anche della continuità occupazionale dei dipendenti.

Resta da definire il quadro sulla futura gestione degli arenili: la decadenza non individua automaticamente nuovi gestori, lasciando l’avvio delle nuove procedure di gara legato anche agli esiti del contenzioso in appello.

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