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Mondello, dopo l’estate si apre il nodo concessioni: Tar e Pudm verso le gare 2027

Il futuro delle concessioni sulla spiaggia di Palermo

Con la chiusura della stagione balneare si riapre il dossier Mondello, uno dei casi più rilevanti nel panorama delle concessioni demaniali marittime siciliane. La Mondello Immobiliare Italo Belga ha potuto gestire il litorale durante l’estate grazie alla sospensione degli effetti del provvedimento regionale di decadenza disposta dal Consiglio di giustizia amministrativa. La sospensione era destinata a consentire alla società la gestione della stagione 2026. Dal 1° ottobre, quindi, la società non dispone più della sospensione che le aveva consentito di gestire il litorale, mentre resta attesa la decisione di merito del Tar di Palermo, fissata per il 6 ottobre.

La pronuncia amministrativa potrà incidere direttamente sul rapporto tra la società e la spiaggia, ma non esaurirà la questione. A Mondello il tema centrale è ormai anche programmatorio: la futura assegnazione delle aree demaniali dipende infatti dall’approvazione del Pudm, il Piano di utilizzo del demanio marittimo del Comune di Palermo. Il Consiglio comunale sta esaminando il Piano e ha avviato un confronto sul cronoprogramma per arrivare all’adozione del documento. Si tratta di un passaggio essenziale: il Pudm costituisce il presupposto pianificatorio per poter definire le nuove concessioni e procedere alle relative gare.

Secondo l’attuale impostazione, l’adozione del Piano consentirebbe di avviare procedure per affidamenti fino a sei anni. Per concessioni di durata più ampia, fino a vent’anni, sarebbe invece necessario completare anche il successivo iter regionale di approvazione. Per il comparto balneare locale, il caso Mondello evidenzia un punto ricorrente in molte aree costiere: la definizione delle nuove procedure competitive non dipende solo dalla scadenza o dalla cessazione di una concessione esistente, ma dalla disponibilità effettiva degli strumenti di pianificazione e dalle tempistiche tecniche necessarie a predisporre le gare.

Secondo una nota del responsabile unico del progetto del Comune, l’architetto Giovanni Sarta, tra la decisione di predisporre i bandi e la concreta possibilità di montare le strutture in spiaggia servirebbero almeno otto mesi. Una tempistica che rende particolarmente delicata la programmazione della stagione 2027.

Le concessioni attualmente in scadenza il 30 settembre 2027 richiederebbero un preavviso di almeno sei mesi: di conseguenza, gli avvisi dovrebbero essere pronti entro il secondo bimestre del 2027, secondo la stima riportata nella nota del RUP. Non è soltanto una questione procedurale. Per i potenziali concessionari, ritardi nella pubblicazione degli avvisi significherebbero meno tempo per progettazione, investimenti, acquisizione delle attrezzature, organizzazione del personale e installazione delle strutture stagionali.

La vicenda della spiaggia palermitana ha un rilievo che va oltre il caso locale perché intreccia tre livelli del riordino balneare: la continuità gestionale durante le fasi contenziose, il ruolo dei Comuni nella pianificazione del demanio e la necessità di costruire gare compatibili con i tempi reali di apertura degli stabilimenti.

Nei mesi scorsi, dopo il provvedimento regionale di decadenza, il Tar aveva inizialmente respinto la richiesta cautelare della società. Il Cga ha poi sospeso l’efficacia del provvedimento, consentendo la gestione per la stagione 2026. Ora l’esito del giudizio di merito e l’avanzamento del Pudm determineranno i prossimi passaggi per la programmazione delle future concessioni a Mondello.

A Mondello, dunque, la chiusura degli ombrelloni non segna soltanto la fine dell’estate. Segna l’inizio di una fase nella quale decisioni giudiziarie, pianificazione pubblica e organizzazione delle gare dovranno procedere in parallelo.

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