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Ddl spiagge, voto a luglio? Gentili (Sib): ‘Non ci arrendiamo’

L'indiscrezione in una lettera delle associazioni di categoria al sottosegretario Gozi. Malumori per le ultime azioni di Cna.

di Alex Giuzio

«In questi giorni in Parlamento si parla del ddl di riordino delle concessioni demaniali turistico-ricreative, dando per certo che sarà presentato dal governo nel prossimo mese di luglio». Così annunciano i sindacati balneari in una lettera inviata lunedì al sottosegretario agli affari europei Sandro Gozi, ribadendo «l’assoluta necessità di un incontro» per «fare il punto della situazione e avviare un reale confronto sui contenuti del disegno di legge».

Il governo continua infatti a non discutere ufficialmente con i rappresentanti di categoria sui contenuti dell’importante riforma, e tra i sindacati aleggia una certa tensione. Nella lettera, firmata da Riccardo Borgo (presidente Sib-Confcommercio), Vincenzo Lardinelli (presidente Fiba-Confesercenti), Fabrizio Licordari (presidente Assobalneari-Confindustria) e Giorgio Mussoni (presidente Oasi-Confartigianato), si ricorda infatti che le voci sul ddl, «riferite sul territorio, allarmano le nostre associazioni di categoria e tutti i concessionari balneari. Così come possono ingenerare confusione e aspettative talune notizie, come quella pubblicata da Mondo Balneare che alleghiamo in copia».

La notizia di cui si parla (clicca qui per leggerla) riguarda il colloquio tra il coordinatore di Cna Balneatori Cristiano Tomei e il sottosegretario Gozi, durante il quale quest’ultimo avrebbe dato per certa l’approvazione della Commissione europea del doppio binario di riforma intrapreso dal governo (subito all’asta le nuove concessioni e proroga per quelle già esistenti), ma ricordando che occorre attendere la pronuncia della Corte di giustizia europea sulla validità della proroga al 2020. Un incontro che però ha generato qualche malumore tra le altre associazioni, che affermano nella lettera: «La notizia riporta e interpreta una dichiarazione del coordinatore di Cna Balneatori Cristiano Tomei che, detto per inciso, da un paio di mesi ha assunto un atteggiamento del tutto autonomo rispetto alle nostre sigle, di cui non condividiamo metodi e contenuti di alcune sue iniziative».

Abbiamo chiesto qualche chiarimento in più su questa considerazione a Pietro Gentili, segretario generale del Sindacato italiano balneari, che ci dichiara: «Rimandare il varo della riforma a dopo la sentenza della Corte di giustizia europea, come ritiene Tomei, equivale per noi a una sconfitta. Per questo ci siamo molto allarmati alla notizia: le associazioni balneari stanno lavorando col governo con la massima urgenza, per risolvere la questione balneare prima che la Corte Ue si pronunci. Solo in un secondo momento intendiamo sottoporre il testo a Bruxelles. Il metodo di lavoro del coordinatore di Cna Balneatori ci è parso arrendevole e non ci rispecchia: non vogliamo combattere una battaglia data già per persa».

Infine, Gentili ha auspicato che «il governo si confronti con i rappresentanti degli imprenditori balneari prima di presentare il testo in parlamento, in modo da discutere un ddl già condiviso».

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