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Coronavirus, crisi turismo: sindaci G20s chiedono interventi per il settore balneare

Le più importanti località costiere italiane presentano una lista congiunta di interventi richiesti al governo per salvare il comparto dal collasso.

Si sono riuniti in videoconferenza i sindaci dei Comuni che rappresentano il G20s delle spiagge italiane, la rete nazionale delle destinazioni balneari che riunisce le località con il maggiore numero di presenze turistiche legate alla spiaggia, al fine di fare il punto della situazione alla luce di quanto determinato dal governo con l’ultimo decreto “Cura Italia” e per chiedere maggiori misure di sostegno al comparto balneare.

Da soli i Comuni costieri del G20 Spiagge attraggono annualmente circa 70 milioni di turisti, con un evidente ed enorme impatto sul turismo nazionale sia in termini di numeri di presenze che di Pil generato. L’esigenza di questo incontro virtuale è stata dettata dalla volontà forte di fare fronte comune rispetto a un comparto del turismo come quello del balneare, che già oggi registra molte criticità in conseguenza della crisi determinata dall’epidemia del coronavirus che sta coinvolgendo a livello mondiale tutti i paesi e in particolar modo l’Italia. L’incontro dei sindaci del G20s è servito per condividere idee e proposte per aiutare il rilancio del balneare attraverso la predisposizione di una lettera di richieste indirizzata a governo, ministri e presidenti di Camera e Senato, nonché commissioni competenti.

«Di fronte a questa emergenza epidemiologica assolutamente imprevista e dagli impatti devastanti per il comparto turistico – spiega una nota del G20 Spiagge – il tavolo di confronto permanete del G20s ha elaborato una prima serie di proposte urgenti atte a supportare il settore turistico-balneare, con lo scopo di salvaguardare le oltre 30.000 aziende che operano nel settore ed evitare un impatto sociale ed economico devastante». I quattro punti critici su cui il documento insiste sono: lavoratori stagionali, aziende turistiche, località balneari, promozione turistica. Nel dettaglio riportiamo di seguito le richieste di sostegno avanzate.

Sostegno ai lavoratori stagionali

  • Indennità per i lavoratori. Ogni anno la stagione estiva crea migliaia di posti di lavoro di durata pari o superiore a sei mesi, principalmente concentrati nei mesi che vanno da marzo a ottobre a seconda delle latitudini. Il decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020 prende in considerazione i contratti di lavoro stagionali, ma all’articolo 29 sembra limitare l’indennità del mese di marzo, pari a 600 euro, esclusivamente ai “lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali”. Se tale dizione venisse interpretata letteralmente, moltissime persone non potrebbero fruire dell’indennità prevista dall’articolo 29. Si confida che in fase di conversione si faccia riferimento esclusivamente al tempo determinato del rapporto di lavoro e non al Ccnl applicato o all’atto costitutivo dell’impresa o al codice Ateco di quest’ultima. L’interpretazione letterale rischia oggi di escludere dall’indennità, per esempio, coloro che nel 2019 hanno lavorano in un supermercato o in un’edicola per sei/sette/otto mesi, periodo di apertura di tali attività.
  • Naspi. Proroga da aprile fino all’apertura delle aziende turistiche, presumibilmente fino al 31 giugno. In caso di non apertura, proroga Naspi fino ad aprile 2021.

Sostegno delle aziende turistiche

  • Canoni demaniali. L’economia dei Comuni balneari deriva dall’accessibilità del litorale e dai servizi che su questo vengono resi ai turisti. Per attrezzare le spiagge per il 2020 gli stabilimenti balneari dovranno già far fronte alle spese straordinarie derivanti dalle mareggiate di novembre 2019. L’emergenza epidemiologica attuale fa sì, inoltre, che pochissimi siano i posti spiaggia prenotati per i futuri mesi. Serve dunque esonerare gli stabilimenti balneari per gli anni 2020 e 2021 dalla corresponsione dei canoni demaniali, a eccezione dei Comuni per i quali risulta in vigore una normativa speciale.
  • Imu per immobili destinati ad attività produttive. In considerazione dell’impossibilità momentanea di produrre reddito di suddetti immobili, con la volontà di incentivare chi li sfrutta come beni strumentali destinati all’attività ricettiva, si ritiene necessaria una misura importante di rimodulazione del prelievo fiscale (Imu) per quest’anno, con una riduzione del 50% per l’anno 2020; nel caso in cui l’immobile sia conferito in locazione, la riduzione d’imposta spetta solo a condizione che venga trasferita totalmente sul gestore dell’attività.
  • Mutui. Considerata l’improvvisa e imprevedibile mancanza di liquidità, sono necessari provvedimenti automatici senza costi aggiuntivi a carico delle aziende e senza ulteriori lungaggini burocratiche. Si considerano urgenti misure per la sospensione dei mutui (anche quota interessi) e aperture di ulteriori linee di credito a interessi agevolati per i prossimi 18 mesi.
  • Tributi. Considerata l’improvvisa e imprevedibile mancanza di liquidità, sono necessari provvedimenti automatici senza costi aggiuntivi a carico delle aziende e senza ulteriori lungaggini burocratiche. Urgente e necessaria è una proroga della sospensione per altri 18 mesi dei pagamenti di tributi, rate di Agenzie delle entrate e riscossioni, rate rottamazione.
  • Flessibilità del lavoro. Per le aziende turistiche siamo in una momento di assoluta impossibilità previsionale dei flussi turistici in ingresso per la prossima stagione. Serve dotare gli imprenditori di uno strumento agile di reclutamento dei lavoratori necessari, anche per pochi giorni. Come misura eccezionale e limitata nel tempo si ritiene indispensabile la reintroduzione dello strumento voucher Inps per le prestazione occasionali dei lavoratori.
  • Contributi ai dipendenti. Per un’azienda, il costo dei dipendenti è in buona parte composta dai contributi da versare. Per agevolare l’assunzione di personale, garantendo a un numero maggiore la dignità del lavoro, si ritiene utile la sospensione o rimodulazione per i prossimi 18 mesi dei pagamenti di contributi dei dipendenti.
  • Credito d’imposta per strutture turistico-ricettive. Per stimolare e sostenere quegli imprenditori che affittano strutture strumentali allo svolgimento dell’attività turistico-ricettiva, per l’anno 2020 serve mettere a disposizione un credito d’imposta nella misura del 60% dell’ammontare del canone di locazione.

Sostegno ai Comuni balneari

  • Aumento delle quote dei trasferimenti dallo Stato ai Comuni. Per compensare il mancato gettito dei tributi locali, della tassa di soggiorno e di altre entrate anche connesse al turismo (per esempio parcheggi e occupazione del suolo pubblico), con lo scopo di garantire copertura e quindi conseguente programmazione agli enti territoriali; e con l’intenzione di salvaguardare, e non paralizzare, l’azione amministrativa di riqualificazione e promozionale degli enti locali, riteniamo che lo Stato debba prevedere una rimodulazione con un aumento dei trasferimenti per i prossimi due anni. Questo sia per far fronte alle impellenze sopravvenienti nei bilanci già nel breve periodo, che per la riqualificazione e rilancio futuro delle destinazioni. Nello specifico, occorre un aumento dei trasferimenti in quota dell’80% delle mancate entrate individuate (con una media ponderata dei tre anni precedenti) per gli anni 2020, 2021 e 2022.
  • Rimodulazione urgente del fondo di solidarietà per i Comuni balneari. È indispensabile che siano riviste, se non addirittura sospese, le modalità di prelievo del fondo di solidarietà, per permettere di salvare il comparto turistico. Se permanesse l’attuale normativa, si metterebbero a rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro non solo in loco ma anche in aziende che, pur avendo sede in altri Comuni, beneficiano proprio delle presenze turistiche per il consumo e l’utilizzo dei loro prodotti.
  • Riconoscimento dello status di “città balneare”. In considerazione del fatto che i Comuni balneari sono città a fisarmonica, quindi soggetti a incrementi di popolazione esponenziali di decine di migliaia, si chiede, per far fronte all’emergenza, oltre alle succitate misure anche lo svincolo di bilancio, l’assunzione di dipendenti in deroga spese del personale anche per la sicurezza, l’attribuzione ai Comuni di una quota dei canoni derivanti dalle concessioni demaniali.

Sostegno della promozione turistica

Il G20 Spiagge chiede altresì che lo Stato, come accade per la maggior parte dei nostri principali competitors, si faccia carico di un’azione forte e propulsiva per difendere e promozionare l’immagine del turismo italiano e, in particolare, del litorale italiano che subirà danni ingentissimi.

  • Voucher turistici. Dotare i lavoratori italiani di voucher turistici pagati dallo Stato prevedendo sconti su soggiorni, pedaggi autostradali, sconti treni aerei, costo benzina al fine di incentivare gli italiani a fare vacanze in Italia, come fatto dalla Germania qualche tempo fa.
  • Coordinamento con Enit. Un’adeguata valorizzazione del brand Italia nel mondo, con una reazione di promozione importante coordinata da Enit focalizzata sulle spiagge italiane anche a seguito del protocollo firmato tra Enit e i sindaci del G20s.

«I sindaci del G20 Spiagge vogliono essere l’esempio di un’Italia che non vuole fermarsi, che guarda avanti, che trovando nuove forme di lavoro e comunicazione, che vuole essere il motore per l’intero sistema balneare italiano», conclude la nota.

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