Abruzzo Eventi

Concessioni balneari, sorti e spigolature: convegno tecnico a Teramo

Importante momento di confronto giuridico sulla sentenza del Consiglio di Stato il 29 novembre alla facoltà di giurisprudenza

La facoltà di giurisprudenza dell’Università di Teramo organizza un denso convegno tecnico dedicato alle concessioni balneari, dopo che la sentenza del Consiglio di Stato pubblicata lo scorso 9 novembre ha annullato la proroga al 2033 dei titoli. Intitolato “Spigolature dopo l’adunanza plenaria e la sorte delle concessioni balneari turistiche“, l’evento è in programma lunedì 29 novembre dalle 15.30 alle 18.30 nella Sala delle Lauree del Polo Silvio Spaventa, e sarà trasmesso anche in diretta streaming.

Questo l’elenco degli interventi in programma:

  • Saluti: Dino Mastrocola (magnifico rettore dell’Università di Teramo), Paolo Marchetti (preside facoltà di giurisprudenza dell’Università di Teramo), Elisabetta G. Rosafio (coordinatore master di secondo livello in diritto ed economia del mare all’Università di Teramo), Emanuela Arezzo (presidente corso di laurea Desi), Enzo Di Salvatore (coordinatore master di secondo livello in diritto dell’energia e dell’ambiente all’Università di Teramo), Gianguido D’Alberto (sindaco di Teramo), Antonio Lessiani (presidente dell’Ordine degli avvocati di Teramo), Riccardo Padovano (presidente Confcommercio Pescara).
  • Interventi: Tommaso Capitanio (consigliere Tar Marche), Enrico Di Giuseppantonio (vicepresidente del consiglio nazionale di Anci).
  • Introduzione: “Il contenuto della decisione”, di Diego De Carolis (docente alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Teramo).
  • Relazioni: “Profili costituzionali”, di Alfonso Celotto (docente al dipartimento di giurisprudenza dell’Università Roma Tre); “Profili sostanziali e processuali), di Francesco Volpe (docente alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Padova); “Profili applicativi”, di Paolo Passoni (presidente Tar Abruzzo, sezione di Pescara); “Profili di responsabilità”, di Massimo Perin (viceprocuratore generale della Corte dei Conti); “Le grida dei concessionari”, di Antonio Capacchione (avvocato e presidente nazionale Sib-Confcommercio).
  • Conclusioni: Giampiero Di Plinio (Università di Chieti).

Il convegno sarà presieduto da Rita Tranquilli-Leali, rettore emerito dell’Università di Teramo. L’accesso è libero per le persone in possesso di green pass, nei limiti della capienza della sala. Si potrà assistere gratis online tramite il link https://meet.google.com/hud-aowg-wqd. Agli avvocati la partecipazione all’evento conferisce 2 crediti formativi riconosciuti dall’ordine di Teramo. Per ulteriori informazioni, scarica la locandina del convegno »

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  1. Elvo Alpigiani says:

    Nella sentenza plenaria del 9/11/2021 n. 18 del Consiglio di Stato, al punto 23:
    “Del resto, con specifico riferimento all’applicabilità della direttiva 2006/123 al settore del turismo, la Corte di giustizia ha espressamente affermato che essa <si applica a numerose attività in costante evoluzione, tra le quali figurano i sevizi collegati con il settore immobiliare, nonché quelli nel settore del turismo" (Corte UE, 22/9/2020, C-724/2018 e C-727/2018, punto 35).
    al punto 24:
    In particolare, "un'attività di "locazione"di un bene immobile [….], esercitata da una persona giuridica o da una persona fisica a titolo individuale, rientra nella nozione di , ai sensi dell’articolo 4, punto 1, della direttiva 2006/123 (Corte di giustizia, Grande sezione, 22/9/2020, C-724/2018 e C-727/2018, punto 34)” e ancora il periodo successivo: “La stessa decisione della Commissione 4 dicembre 2020 relativa al regime di aiuti SA. 38399 2019/C (ex 2018/E) contiene l’affermazione per cui .
    Queste motivazioni della CorteUE, citate dal Consiglio di Stato, sono state determinanti per le conclusioni della sentenza.
    Al punto 24, il C. di S. per argomentare “la qualificazione della concessione demaniale con finalità turistico-ricreativa in termini di ai sensi dell’articolo 12 direttiva 206/123” definisce:
    “meramente formalistica”, la posizione che, “la concessione attribuisce il bene (rectius, il diritto di sfruttarlo), ma non autorizza l’esercizio delle attività e che le attività svolte dal concessionario non sono sempre attività di servizi”.
    Questo “perché valorizza la distinzione, propria del diritto nazionale, tra concessioni di beni (come atto con effetti costitutivi/traslativi che attribuisce un diritto nuovo su un’area demaniale) e autorizzazione di attività (come atto che si limita a rimuovere un limite all’esercizio di un diritto preesistente)”.
    Queste motivazioni “non” sono le motivazioni della Corte UE nella sentenza citata.
    La parte della sentenza della Corte UE, non citata nelle parentesi quadre [….], è determinante per le conclusioni della sentenza.
    Infatti, la Corte UE precisa che la nozione di riguarda il “caso specifico” non riportato in parentesi […].
    Al punto 41, della sentenza citata, la Corte UE precisa che la direttiva 2006/123 si applica soltanto alle “formalità amministrative e ai requisiti” e ai punti 42, 43 e 44, non si applica ad ogni persona indistintamente ma più specificamente, a coloro che … riguardano il “caso specifico”.
    “La locazione di bene immobile”, che costituisce la residenza principale, non è soggetta a tale normativa.
    Anche in merito al secondo periodo è richiamata, in calce, la sentenza della Corte UE del 25/10/2007, C-174, in tale sentenza non è scritta tale affermazione come sopra riportata.
    Possono esserci i motivi sufficienti per un ricorso?
    Questo quesito è possibile farlo avere al Rettore?

  2. Secondo te Elvo, i giudici amministrativi di grado più alto, più del singolo presidente del TAR, aspettano Elvo o Capacchione per accorgersi di un errore così grossolano?…studia per i bandi va che ti è più utile

    • diaro se voi scienziati siete sempre sul pezzo e siete cosi sicuri che la sentenza del cds sia inattacabile perchè scrivete sempre e comunque a tutte le ore ? non dovreste farlo se ne siete strasicuri…. forse perchè la sentenza non è proprio cosi inattacabile come credete e che ci sono falle ? tu che ne dici? tempo al tempo

  3. A prescindere o meno della sentenza…. oggi i cittadini chiedono allo stato l’approvazione di una riforma del settore che finalmente recepisca sia la direttiva europea (che da più di dieci anni è attesa) che la creazione di nuove spiagge libere (in Versilia le concessioni demaniali a pagamento sono più del 90% del totale)

    • come ti ha detto ernesto,dimostra quello che dici: ma se non c e una vera mappatura del territorio come fai a dire queste cose( e la versilia ne fa parte ).I dati di legambiente non sono giusti e quelli del Rustichelli altrettanto. Si sa che ci sono 9000 km di coste e 2500 adibite a concessioni , e secondo te mancano spiagge libere o spazi per i cittdini? .oggi di quali cittadini parli di voi che scrivete qui sul portale mattina sera notte ogni istante….sareste voi i cittadini? Io ho rispetto per le persone ma mi riesce difficile farlo con voi.Lo sai quante famiglie lavorano in queste attivita’?2 milioni, dati ufficiali. Pensi che se ne stiano sempre tutte zitte e buone a subire vedendo cio che accade?….ma dove vivete su sognolandia

      • Deduco che in Versilia non ci sei mai stato…….. io la frequento da più di 10 anni e di spiagge libere c’è ne sono poche ( meno de 10% di tutto il demanio marittimo)…….. poi se in Italia ci sono zone meno sfruttate va da se……. vi capisco che perdere i privilegi da un giorno all’altro può dare fastidio….

  4. Bandi o no, a mio modesto parere, il numero dei lotti dati in concessione potrà solo aumentare. Una spiaggia libera non è altro che un costo per un amministrazione comunale.

  5. Teo+Romagnoli says:

    La concorrenza sulle spiagge è a pochi metri di distanza, non si capisce perché mettere mano a un patto pubblico privato che FUNZIONA BENISSIMO. I milioni di turisti sono la prova. Canoni bassi? Ma i concessionari salvano vite in mare con il servizio di salvamento, puliscono la costa quotidianamente, pagano ripascimenti e ruspature, offrono servizi igienici, idrici ecc. QUINDI NON DEVONO RIENTRARE NELLA DIRETTIVA BOLKESTEIN.

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