Un bando-tipo da fornire alle amministrazioni comunali per riaffidare le concessioni balneari. Lo prevede il decreto Infrastrutture che il ministro Matteo Salvini porterà al consiglio dei ministri di oggi. Il decreto prevede di stabilire criteri omogenei per l’assegnazione delle concessioni degli stabilimenti balneari. Entro 30 giorni dall’entrata in vigore, il Mit dovrà predisporre un modello standard di bando di gara, da sottoporre alla Conferenza unificata Stato-Regioni per un parere.
L’articolo 9, dedicato alle “disposizioni urgenti in materia di concessioni demaniali marittime e di sicurezza della balneazione”, prevede che “al fine di promuovere condizioni omogenee di affidamento delle concessioni demaniali, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto il ministero delle infrastrutture e dei trasporti sottopone alla Conferenza unificata, per l’acquisizione del parere, uno schema di bando-tipo per l’avvio delle procedure di affidamento”. Inoltre, “al fine di garantire la continuità del servizio di assistenza ai bagnanti per l’anno 2026, la sospensione è prorogata sino alla fine della stagione balneare 2026, e comunque non oltre il 1° ottobre 2026”.
Secondo quanto si apprende dalla bozza, il decreto non contiene indicazioni in merito agli indennizzi per i concessionari uscenti, che il Mit avrebbe dovuto disciplinare entro il 30 marzo dello scorso anno. Il capitolo potrebbe rientrare nel successivo provvedimento attuativo del decreto Infrastrutture.
Il presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale e l’assessora al turismo Roberta Frisoni hanno criticato l’annuncio. “Le concessioni balneari sono un tema di grande attenzione per l’Emilia-Romagna. Come sempre siamo disponibili ad avviare un confronto aperto e costruttivo e a dare concretamente una mano per arrivare a una soluzione condivisa da tutte le parti interessate. Notiamo però che il coinvolgimento delle Regioni, sulle quali il provvedimento impatta direttamente in termini economici e occupazionali, avviene con annunci a mezzo stampa quando sarebbe meglio sedersi operativamente insieme. Non capiamo perché questo non sia possibile e dispiace che non si riesca a trovare una modalità che metta in primo piano le specificità dei singoli territori”.
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