Itb Italia

Concessioni balneari: equivoci, verità e proposte per una soluzione

L'attuale settore garantisce ricchezza e servizi pubblici, ma ancora non è chiaro a politici, giornali e opinione pubblica

Visto il recente accanimento nei confronti del settore turistico balneare, è venuto il momento di chiarirsi le idee e di chiarirle ai nostri politici e all’opinione pubblica: il servizio di balneazione sulle nostre coste è un servizio di sostegno all’amministrazione pubblica e di assistenza ai turisti. Il concetto che i balneari facciano denaro sfruttando un bene demaniale non sta né in cielo né in terra: l’opera dei balneari non è altro che l’erogare servizi alla comunità (docce, acqua potabile, servizi igienici, sicurezza, giochi per bambini, sanificazioni anti-covid, pronto intervento sanitario, eccetera), che altrimenti dovrebbe erogare lo Stato aumentando le tasse. Sì, perché noi balneari, oltre al pagare il canone e i servizi, dobbiamo anche pagare tasse comunali e regionali, oltre a quelle nazionali.

puliscispiaggia

Lo stabilimento balneare ha compiti diversissimi da quelli di un’attività cittadina: pulire le aree demaniali; erogare il servizio di sorveglianza per la sicurezza e il salvataggio in mare; provvedere, in caso di problemi, al primo intervento per la salute dei bagnanti; tenere pulite le spiagge fino alla battigia (non esistono gli spazzini del mare, pur essendo quello degli stabilimenti un suolo pubblico…); tutelare la sicurezza dei bagnanti verso eventuali male intenzionati. Ci sono poi i servizi di ristoro da offrire e la gratuità di servizi quali docce, wc, acqua potabile, giochi e parchetti per i bambini… Il tutto cercando di far quadrare il cerchio degli stipendi dei dipendenti, dei contributi da pagare, della manutenzione e del rinnovo delle attrezzature. Tutte queste attività nelle città sono svolte da vigili urbani, carabinieri, addetti alla spazzatura, centri ambulatoriali… e sulle spiagge verrebbero a costare molto di più se fossero fornite dallo Stato, con evidenti ricadute sulle tasse. Adesso, invece, si progetta di espropriare i concessionari a causa della direttiva europea Bolkestein!

Davvero si pensa di cacciarci così in malo modo e senza un motivo valido? Tanti sono coloro che hanno investito nelle attività balneari per assicurare un posto di lavoro per sé e per i propri figli, nell’inerzia dei nove governi che si sono alternati dal 2006 e che non sono riusciti a trovare una soluzione. E ora col decreto concorrenza si è arrivati a ipotizzare di indire le gare per mettere a bando le concessioni balneari italiane, in regime di proroga da decenni nonostante la direttiva Bolkestein.

Come uscirne? Noi ribadiamo che la soluzione vada ricercata dal parlamento italiano, ma sicuramente manca la volontà politica. Ecco perciò alcuni suggerimenti da chi di turismo balneare vive:

  • chiedere un incontro direttamente col presidente del consiglio Mario Draghi per illustrargli il disagio della categoria e per confermargli l’importanza del turismo balneare nell’economia italiana;
  • organizzare un incontro tra gli esponenti del governo competenti in materia di demanio marittimo e i rappresentanti delle associazioni balneari per chiedere il superamento della direttiva Bolkestein e nel frattempo il rinvio della sua applicazione;
  • definire un piano comune di sviluppo del turismo balneare e una soluzione condivisa di continuità per le nostre imprese e per i loro attuali conduttori.

Cari politici, amministratori dei beni dello Stato e ministri interessati al problema, è ora di risolvere questo pasticcio Bolkestein una volta per tutte, ricordando che il turismo balneare è una nostra ricchezza che dà lavoro a migliaia di persone, fa venire valanghe di turisti da tutto il mondo ed è un generatore di benessere per l’Italia. Quindi, che la vicenda Bolkestein non diventi una disfatta per noi balneari italiani, perché sarebbe una disfatta per tutto il nostro sistema turistico.

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Giuseppe Ricci

Presidente Itb Italia, associazione degli imprenditori turistici balneari con base a San Benedetto del Tronto.
  1. Giustissimo….. Vorrei aggiungere che noi a Rimini paghiamo anche i guardiani di notte oltre ad avere l’obbligo dell’illuminazione notturna!!! Ma la gente è solo capace a parlare del demanio il resto dei costi fissi chissà perché non li considera nessuno….!!!!

    • Bravo Luca
      Oltre a ciò accogliamo i turisti con gentilezza e cultura ! Tutti i nostri clienti si stupiscono dell’accoglienza dei Romagnoli .

  2. Va beh fa bene a scrivere queste frasi per nulla condivisibili da chi non è balneare..peraltro ogni azienda ha un addetto alla sicurezza dei dipendenti ma anche di quanti entrano nella struttura..bisognerà fare un nuovo fumetto con supereroe un balneare, mah!..scrivete i vostri dubbi a alla Direzione mercato interno – grow-e2@ec.europa.eu – mettendo in copia conoscenza il Presidente del consiglio – presidente@pec.governo.it

    • Già che ci siete scrivete che siete per la regalocrazia stile reddito di cittadinanza… Perché voi di fare un mutuo per 20 anni, ipotecarvi casa e sacrificarsi per anni per crearvi una clientela non ci pensate neanche perché la pappa pronta e più buona…. Povero C….. NE!!!

        • All’epoca il Codice della Navigazione prevedeva i rinnovi allo stesso concessionario, quindi prevedere di indebitarsi anche a 20 anni non era una idea errata e lo dico anche da direttore di banca che ha valutato positivamente nel tempo tante richieste di credito relative ad investimenti pluriennali per stabilimenti balneari.

          • Nikolaus Suck says:

            So benissimo cosa prevedeva e prevede il Codice della Navigazione. La rinnovabilità delle concessioni legalmente non significava né certezza né automaticità di tale rinnovo. Il rinnovo automatico (non per questo certo) c’è stato solo tra il 2001 e il 2010, prima e dopo si doveva e deve rifare la domanda e il procedimento. Le valutazioni di spettanza e di interesse del direttore di banca non sono le stesse di quelle dell’imprenditore commerciale, e con tutto il rispetto per entrambi decidere e permettere di indebitarsi oltre una scadenza certa è una valutazione imprenditoriale che comporta rischi.

        • Giorgio Taverna says:

          Tutti fanno sacrifici ipotecando proprietà e facendo prestiti. Lo sapeva benissimo che non stava comprando una proprietà ma una concessione. Non stava comprando un lingotto d’oro. Detto ciò ben vengano nuovi concessionari volenterosi, vogliamo i migliori non quelli appollaiati su rendite senza senso. Immagino le ipoteche le abbia pagate. Non si chiamava rischio di impresa una volta?

    • Mi scusi sig.Dario ma lei nella vita cosa fa?
      Passa le giornate a scrivere contro i balneari e non aver rispetto delle migliaia di famiglie che ci lavorano?
      Questo e’ il suo lavoro?

      • Mimmo dalla Puglia. says:

        Hai ragione Federico.Il sig. Dario, come tanti altri……. “giudica il libro dalla copertina”, ormai per partito preso. Ed è assurdo considerare solo l’aspetto della monetizzazione, dei privilegi e quant’altro porti essere titolari/proprietari di stabilimenti balneari. Il tutto spiegato benissimo dall’articolo introduttivo di cui sopra. Ma tant’è…..

  3. Senta Ricci,parliamoci chiaro.L’opinione Pubblica non crede piu’ alle favole create ad arte.Gli imprenditori del Turismo,in questo caso,che operano nel privato e a pochi metri dal suo chalet hanno la stessa sfilza di gabelle da pagare quanto lei,se non hanno il salvataggio da pagare hanno un affitto di locazione che paragonato al suo canone grida vendetta.Lei quando dice di aver pianificato la sua vita e quella dei suoi figli deve mettersi bene in testa che lo ha fatto su un bene non suo,ma di tutta la collettivita’.Vuole gentilmente concedere ai comproprietari di quel bene il beneficio del dubbio?Non bastano le sue parole che dicono che con il suo lavoro da balneare non si vive e bisogna inventarsi altro (testuali parole dette da lei).Questa operazione trasparenza o mappatura,che all’inizio mi ha lasciato perplessa,portera’ a conoscenza dei fatti reali e fara’ chiarezza su questo mondo di lacrime e sangue?Speriamo.Al momento sappiamo che lo Stato e tutti noi,non ricaviamo una cicca in confronto al giro di miliardi che ruota attorno agli stabilimenti balneari.Ma adesso basta,lo vogliamo sapere e bene,a scanso di equivoci.Come sarebbe necessario sapere quanti, fra chi hanno potere decisionale su questa questione,sono in pieno conflitto d’interessi e siedono sui piu’ alti scranni in Europa,fino all’ultimo sgabello di chi fa fotocopie.Non bastano piu’ le vostre parole Ricci.Ci vogliono i fatti.E se i cittadini hanno un bene,e c’e’ l’hanno anche se lei dice che e’ suo,vogliono sapere quanto rende e se ci rimettono si cambia forma di investimento.Chiaro?

    • I concessionari oltre al canone pagano l’IMU oltre a tutte le altre tasse tipo Tari. In realtà la pressione fiscale è molto alta

      • Non tutti c’è gente che mette le sdraio a maggio e le leva a ottobre , e di imu neanche l’ombra , solo canone demaniale e stop 500€ esagerando , ma quando mai ?
        Le tasse o le paghiamo tutti o nessuno

    • Buon giorno ILaria, seguendo il suo discorso, vorrei segnalarle che anche il lavoro nella pubblica amministrazione è un bene dello stato, quindi di tutti noi, e allora dovrebbe essere messo a bando ogni 6 anni, perché potrebbero esserci delle persone più meritevoli per fare quel lavoro.

      • Luciano,lo sa che i dipendenti lavorano per lo Stato e lo sanno di essere dipendenti dello Stato?E che se in un ufficio non servono piu’ sono spostati ad altre mansion o licenziati in quanto precari?Lo sa che insegnanti e Medici anche specialisti e infermieri tutti dipendenti pubblici nei servizi Essenziali,in tantissimi e per anni sono precari e per di piu’ svolgono il loro lavoro dove vengono mandati anche a centinaia di km da casa?E sa che entrano a vincendo un concorso pubblico che definisce chi e’ il piu’ meritevole?Un po’quello che si chiede a voi,ma mai sia!Voi siete intoccabili e i vostri figli devono continuare a sfruttare quel bene pubblico per Grazia Divina,senza partecipare a nessun”concorso”.Loro sono gli eletti!

    • Aridaje….non esiste conflitto di interessi…sei dura come la m..da di uno stitico…
      Sempre le stesse cose da populista…
      Fai diventare cattiva la gente che nn lo è….
      Chi semina odio nn si lamenti delle conseguenze

    • Ma cosa deve ricavare lei dalla mia impresa (comprata nel 2013 a prezzo di mercato)?? È forse lei che ci lavora fino a 90 ore a settimana, 12/13 ore al giorno 7 su 7, per oltre 180 giorni consecutivi più o meno da aprile a ottobre, e nel resto dell’anno per 9/10 ore al giorno quasi tutti i giorni salvo ogni tanto un giorno di riposo, per un totale complessivo di, fate voi i conti, boh.. 3300 ore di lavoro all’anno?? Cosa ci dovrebbe ricavare LEI?? Ha investito lei il suo patrimonio per comprare quell’azienda?? Ma LEI sa quello che dice?

    • Noi paghiamo un canone demaniale di 58 mila euro all’anno. Il ritiro dei rifiuti costa circa 20 mila euro all’anno. L’Imu (che paghiamo in toto come fossimo proprietari) costa 22 mila euro all’anno.
      Così… per non parlare solo dei 21.000 “fortunati” (non ne conosco neppure uno!) che hanno pagato 2.500 euro all’anno.
      Quindi un conto è rivedere il patrimonio e riqualificarlo, un altro è colpire tutti facendo di quella famosissima erba un…

    • La ringrazio per aver involontariamente dato voce al mio pensiero;in più se mi permette ci terrei a precisare che quando non hanno più voglia di gestirlo loro personalmente,lascino la concessione anziché darlo in gestione a costi assurdi,con contratti di un anno o due al massimo,lasciando a noi l’onere di risistemarli,( parlo per conoscenza diretta dell’argomento in quanto gestore di stabilimenti balneari) molto spesso metterli a norma ecc.. E poi,mi perdoni ,ma perché dovrebbero venderli poi,un pó come se io dopo 20 anni volessi rivendere la casa in cui sono in affitto;sarebbe possibile??

    • Giorgio Taverna says:

      Brava concordo. Questi balneari si arrampicano sugli specchi. Hanno capito che il giochetto è finito e speriamo con esso finirà anche il nero, come ha testimoniato il Fatto Quotidiano. Le spiagge ai migliori concessioniari, non ai soliti

  4. Esatto.
    iL settore garantisce ricchezza a chi di tramanda di padre in figlio le concessioni su aree pubbliche,tuttu gli altri sono esclusi.

    Comunque im questi anni la volonta’ di non fare una riforma e’ stata frutto di una precisa strategia: quella di perdere piu tempo possibile, al fine ,al fine dire, dopo 15 anni dall entrata in vigore ella direttiva, :
    MA NON POSSIAMO ANDARE A BANDO DALL OGGI AL DOMANI!! CON UN DECRETO LEGGE…occorrono regole..e quindi

    FACCIAMO UN BEL DISEGNO…. DI LEGGE , Cosi nel frattempo lo presentiamo alla commissione, CHE FARA’ FINTA DI IGNORARE CHE IN ITALIA UN DISEGNO DI LEGGE NON E’ UNA LEGGE…
    IN QIESTO MODO PASSERANNO ALTRI ANNI E I BALNEARI AVRANNO RAGGIUNTO LO SCOPO DI PERDERE IL MASDIMO TEMPO POSSIBILE PRIMA DEI BANDI

    QUESTO E ‘ IL VERO DISEGNO CHE E’ Riuscito ALLA GRANDE PERCHE LA RIFORMA DOVEVA ESSERE FATTA 20 ANNI FA…
    I sindacati e la politica hanno fatto un lavoro Eccellente, con questa finalita e’ stata predisposta la mappatura drlle concessioni.

  5. Bell articolo del cavolo, nella mia provincia il 40% dei titolari di concessione sta a casa a godersela subaffittando la sua licenza da un minino di 80k in su…. “non sfruttano il bene per facci denaro” ridicoli. Si ai rinnovi ma con abolizione della legge che vi permette di subaffittarla voglio vedere quanti sono sempre disposti a lottare per mantenere la propia concessione.

    • Io ho fatto un mutuo per 20 anni ipotecando casa e mi alzo tutte le mattine alle 5…. E tu vuoi tutto gratis stile reddito di cittadinanza?

    • Scrivi alla Commissione Europea Filippo.Esprimi I tuoi dubbi e le tue perplessita’,anche sulla questione del subbaffitto che a fronte di canoni ridicoli versati allo Stato fa vivere di rendita come nessun investimento ha mai fatto.Lo fanno su un capitale nostro,ma ci rendiamo conto?E noi ci scervelliamo per mettere perlomeno i nostri risparmi (chi li ha)al riparo dell’inflazione.E si stupiscono dell’accanimento dell’opinione Pubblica e della stampa?Neanche 48 ore dopo essere stati di nuovo graziati si ricomincia con le lettere a Draghi?Ma non basta mai?Volete l’assoluzione divina?Scriva Al Papa Ricci.Draghi per quello non e’ ancora attrezzato.Scrivi Filippo alla Commissione Europea fiducioso,ti rispondono,magari con i loro tempi ma lo fanno.

    • Max Gazzarra says:

      Embeh?? Da che mondo e mondo gli imprenditori sfruttano beni, tempo e capitale per trarne profitto…non e’ vietato ne’ disdicevole subaffittare la concessione, anzi e’ un vantaggio! Consente molto piu tempo da dedicare al casino’ e al circolo del golf oltre che allo studio…e’ un valore aggiunto, bisogna sempre puntare alla formazione personale!

      • Infatti Max, spero che tu e i tuoi figli abbiate studiato cose utili per lavorare in futuro..mi chiedo cosa ne pensano i tuoi colleghi che descrivono il sacrificio del lavoro del balneare.

    • Salve, bisognerebbe fare un associazione di gestori, e ce ne sarebbe da raccontare sulle loro magagne. Qualora fosse interessato io ci sono!!

  6. Ricci ogni volta che apre bocca fa danni incalcolabili alla categoria.Ieri sul suo profilo ha fatto un post dove ha paragonato i balneari agli ebrei per quanto sono perseguitati e prossimi allo sterminio.Quell’altro che dice che oltre a tutto deve pagare l’illumimazione notturna e il guardiamo di notte.Ma non e’ tutta sua la spiaggia?Cosa vuole dai cittadini.Anzi cominciate a pagarvi I ripascimenti e le eventuali multe Europee visto che e’ tutta roba vostra.Ha ragione Diario,Basta farsi prendere per c…o e limitarsi a scrivere qui.Scrivete all’indirizzo sopra.Io l’ho fatto e mi hanno risposto!Chiedete se sono ben consapevoli di quello che si sta consumando sulle spiagge Italiane e se si sono mai chiesti quanto i decisionisti che siedono al Governo e al Parlamento Europeo Sono svincolati da interessi da parte o tornaconti particolari.Quello che incassa lo Stato dalle concessioni basta si e no per il ripascimenti di pochi km.di costa e poi paga Pantalone.Adesso Basta!

    • Mi scusi Ilaria, ma perché un dipendente statale che entra per concorso, o per spintarella ( diciamoci la verità) deve occupare per tutta la vita quell’impiego, risultando intoccabile?
      Non sarebbe giusto ogni tot anni permettere a tutti i cittadini di godere di quel posto di lavoro. D’altra parte tutto quello che sta intorno a un dipendente pubblico è anche di tutti noi?
      Mi dica se sbaglio, perché il suo ragionamento è questo…
      Allora alla commissione europea scrivo anch’io, visto che ho ipotecato la casa nel 2006, prima della Bolkestein, e il mutuo finisce nel 2026, dopo che ho ristrutturato a mie spese un bene dello stato!

      • Non temere Luca che colui che vincerà la concessione liquiderà il mutuo acquistando quello che vuoi vendere..il dipendente ha uno stipendio fisso mentre tu dovresti essere imprenditore, il dipendente lavora per lo stato mentre tu per te stesso sfruttando un bene dello stato..insomma difficile usare questo esempio per accampare pretese..rispetto a mafia e camorra non credo proprio che un balneare chieda da dove provengono i soldi quando l’acquirente gli dà quello che chiede mentre le aste permettono il controllo dei partecipanti. La posizione dei balneari è INDIFENDIBILE!

    • Ma ti rendi conto che tu segui il profilo di ricci per rompere i coglioni!!!! Ti rendi conto di che persona sei? E pretendi pure di insegnare agli altri…. Per te i balneari è tutta gente arricchita da generazioni ed invece c’è un sacco di gente che va a lavorare anche l’inverno per far quadrare i conti perché a da pagare il mutuo oltre a fare 100 ore a settimana in stagione, certo c’è chi lavora anche molto….. Come in ogni settore si chiama meritocrazia!!! Ma voi siete per la regalocrazia stile reddito di cittadinanza .. Tutto pronto e gratis!!!

  7. Inoltre non hanno capito che dietro alle gare pubbliche ci sta la MAFIA E LA CAMORRA, non penseranno mica che eventuali aste pubbliche le vinca un cittadino normale, solo chi ha denaro da riciclare. Ecco chi sta spingendo per le aste degli stabilimenti balneari. |

    • Nikolaus Suck says:

      “Dietro le gare pubbliche co sta la mafia e la camorra”. Ma certo.
      Dati alla mano per dimostrarlo? O meglio due goccine, di quelle forti?

    • Gli amministratori locali vogliono le aste. E le cricche che gli girano intorno, ovviamente. Fra questi anche sicuramente alcuni balneari, quelli ben ammanicati, sicuri di avere ottime probabilità di far fuori i concorrenti quando parteciperanno ai bandi. Chi non può contare su buoni rapporti istituzionali si vedrà espropriata la propria azienda. Questo le persone oneste solitamente lo chiamano mafia, e invece scopriamo che si chiama libero mercato.

  8. Il Presidente Ricci,che manca solo di vederlo con il pigiama a righe,scrive a Draghi.Per cosa?Non gli basta che ha tolto dal ddl concorrenza i balneari?Ha paura di quello che emergera’ dall’operazione trasparenza?O che il Consiglio di Stato non gli dia ragione?O ha capito che l’opinione si e’ svegliata?Evuole convincere il Presidente del Consiglio che chi ha un pensiero diverso e’ un cretino,vagabondo,detrattore,sciacalli e indossa la divisa delle SS?Stia tranquillo Ricci che c’e’ chi vi difende.Il partito dei balneari siede in Parlamento,manca solo il simbolo dell’ombrellone da depositare,ed pronto a far cadere il Governo per la strenua difesa della categoria.Stia sereno,e cancelli quel post vergognoso.

      • Luca,chi mette post paragonando I balneari per come sono perseguitati e sterminati agli ebrei offende la sensibilita’ di alcuni e diffama.Chi ha fatto questi paragoni e’ finito sotto inchiesta anche pochi giorni fa.Nessuno ha segnalato il post di Ricci,ma alcuni sono rimasti offesi e si sente il dovere di farlo capire.Nessuno se la prende piu’ di tanto con le offese quotidiane,ma bisogna sapere quando fermarsi o perlomeno cancellare quel post orgogliosamente pubblicato.Vi manca solo di accendere i fari su queste questioni.

        • Ilaria prima si segnala al Fatto Quotidiano e ad altre testate il post e poi scrivi qui cosi vediamo se sono condividono a pieno la schifosa posizione.

          • Lasciamo perdere Diario, e’ meglio.Non mi interessa che mi si dica di tutto e di piu’.Sono le regole del gioco,d’altra parte dibattendo su un portale rivolto ai balneari e dove sono fastidiosa come il Grillo Parlante non posso pretendere complimenti.Ma voglio far presente che pochi giorni fa c’e’ chi,fra i suoi morti,ha ricordato quelli che sono sono stati perseguitati e sterminati.

          • Max Gazzarra says:

            Ecco bravi, segnalate tutto al “Fatto”, magari anche a Topolino e Uomini e Donne, tanto il tenore e’ quello… siete impagabili!

  9. Ok. Quindi in italia vengono pubblicati tutti i giorni gare pubbliche per milioni do commesse, nom si devono fate petche ci sono srmpre i mafiosi affidiamole direttamrnte le gare che l affidamento diretto e’ garamzia di imparzislita,trasparenza e buon andamento ,giusto quri principi costituzionali che i balneari violano piu o meno da quanfo e’ nata la Costituzione, altro che bolkestain..çç

  10. Paesi Europei che hanno recepito e legiferato nel bene delle propio coste ( mare / fiumi ) e tutelare i protagonisti del settore . Durata concessioni : Croazia dai 5 ai 99 anni . Francia 12 anni ( ma allo scadere diritto di prelazione . Portogallo 75 anno . Spagna 75 anni ( con trasmissione per i diretti successori )

    • Nikolaus Suck says:

      Non è vero niente studiati bene le leggi. In Spagna sulle spiagge non esistono concessioni ma solo autorizzazioni commerciali temporanee di max 4/6 anni. In Francia non c’è nessuna prelazione anzi scadenza automatica senza rinnovo; in Croazia sulle spiagge non si arriva oltre i 6/12, quelle da 99 riguardano solo beni di interesse nazionale appositamente realizzati (tipo un porto internazionale) e richiedono apposita autorizzazione parlamentare. Altri mondi.

      • Non è vero la Spagna ha regolamentato le concessioni balneari opponendosi subito alla direttiva ,cosa che i nostri governi cominciando da Prodi,Berlusconi ed altri non hanno avuto il coraggio di fare,ed è proprio grazie a loro che ci troviamo in queste condizioni,

        • Nikolaus Suck says:

          Chi ti ha detto sta cosa Giovanni? Perché non vi documentate seriamente prima di sparare per sentito dire?
          A parte che non esiste che un qualsiasi Stato membro della UE “si opponga” ad una direttiva, in Spagna è successo proprio il contrario, con la Ley de Costas del 2013 che è intervenuta su quella precedente del 1969 (e sulla Ley de Aguas e la Ley de Portos ancora più risalenti). E ancora prima, in SPagna c’è stata una immensa e generale opera di ri-demanializzazione e ri-acquisizione di terreni e immobili costieri di cui privati si erano appropriati al tempo di note quanto scellerate politiche edilizie “espansionistiche” degli anni 50/60/70 che hanno sventrato le coste spagnole (fatevelo un giro non so a Torremolinos, Benidorm e Lloret del Mar…).
          Per cui il sistema spagonolo oggi è questo: concessioni balnerari come quelle italiane non ne esistono proprio. Infatti le “spiagge”, come le intendiamo noi, ovvero tutta l’area balneare dei lidi, sono LIBERE e come tali MAI concedibili. Ci si può svolgere sopra attività imprenditoriali, come la vendita di lettini e ombrelloni e l’installazione di chioschi, tra l’altro entro ristrettissimi limiti (max. il 50% dell’area), ma non in base ad una concessione demaniale, bensì chiedendo una AUTORIZZAZIONE commerciale, e questa autorizzazione non può durare oltre 4 anni.
          Le “concessioni” demaniali invece riguardano e possono essere rilasciate solo per i terreni ed immobili più interni rispetto alla “spiaggia”, al di fuori e dietro della stessa, per l’uso (sia privato che turistico-ricreativo) degli immobili sorti nelle zone al tempo “privatizzate” e riacquisite al demanio marittimo. Queste concessioni possono durare fino a 75 anni come compensazione per il fatto che tali immobili sono divenuti pubblici quando lo Stato ha ridefinito e riacquisito il proprio demanio costiero (da noi una cosa del genere non si è e non si sarebbe mai potuta verificare, sia perché per fortuna non abbiamo avuto le stesse politiche urbanistiche che perché esistono da sempre i principi del demanio pubblico indisponibile e insuscettibile di diritti di terzi , dell’accessione, e della acquisizione automatica e di diritto allo Stato di tutto quanto realizzato da chiunque sul demanio, come previsto sia dai codici civili e della navigazione che dalla legislazione di settore). Quella durata NON si applica invece affatto alle autorizzazioni relativamente all’erogazione di servizi sulle “spiagge” vere e proprie (quelle che qui invece sono il vero oggetto della concessione demaniale in Italia), attraverso l’uso di infrastrutture mobili, che non sono mai state “prorogate” e sono assoggettate – come detto – ad una durata massima di quattro anni.

          • Santo cielo Suck, che interventi lunghi. Ma i committenti ti pagano per numero di commenti o a parole? La seconda immagino..

      • suck hai detto una vera stronzata. nessun paese europeo applica la bolkestain e io ho le prove e specialmente in francia. hai visto il convegno del summit dei balneari due giorni fa? se l avresti visto ti renderesti conto della stronzata che hai appena detto.inoltre in spagna e portogallo miei cugini hanno licenze per 45 anni e non autorizzazioni.altro che bolkestain e cazzate varie.ma in che mondo vivi tu non tore.sto aspettando di ricevere un duplicato delle licenze e non autorizzazioni per mettertele stto i tuoi occhi caro suck.e ora fi finirla di dire cazzate

          • suck il mio invece e quello di portare a galla la verita ,una cosa di cui non conosci il significato e che lungi da te dal divulgare tranne che perseverare nella tua battaglia contro i balneari nonostante il governo a larga maggioranza nel cdm abbia approvato il ddl.guardati il video del summit dei balneari di due giorni fa dove si spiega perfettamente che cosa ne fanno della bolkestain gli altri stati europei. ha dimenticavo che per te anche se e evidente che un colore e nero tu dici che e bianco.anzi ti consiglio di non vederlo il video altrimenti ti si arrovella il fegato. come avro l ok dai miei cugini pubblichero il tutto .tenerife terra molinas malaga.l umilta non e il tuo forte caro avvocato .nella vita ogni tanto e bene farsi un approfondito esame di coscienza ma dubito che tu ne abbia una

          • Caro suck che prendi per il culo noi balneari scrivendo cugggggino con tante G…avere una laurea in Giurisprudenza non ti fa migliore di un balneare con la terza elementare…raccontaci dei sacrifici che hai fatto da piccolo…le scarpe bucate e il freddo che entrava dai vetri rotti della finestra…come hanno ragione i tuoi colleghi quando si nomina il tuo nome….

      • Ma cosa stai dicendo? Informati tu che io di colleghi spagnoli ne conosco diversi….. Ma va in stazione a tenere alto il tuo nome!!!!!!!!

        • Nikolaus Suck says:

          Bene allora mentre voi interpellate cugggini e amici degli amici e compagnia cantante (a dimostrazione che gli italiani vanno e possono andare anche all’estero a gareggiare, quindi pure la storiella sulla non reciprocità si rivela per la favoletta falsa che è), vi ripropongo la sintesi di una ricostruzione che abbiamo già fatto qui lo scorso 18 luglio, e attendo smentite documentate e verificabili (mai arrivate nemmeno allora, quando anche i più furbi hanno improvvisamente smesso di parlare di Spagna etc…):
          FRANCIA: Il “Décret plage” del 2006 ha previsto la decadenza di tutte le concessioni precedenti e la liberazione anche forzata dell’80% dello spazio sulle spiagge naturali e del 50% su quelle artificiali, stabilito criteri retroattivi per l’occupazione del litorale, adeguato al mercato i canoni e disciplinato l’assegnazione delle concessioni sempre previa gara pubblica e per la durata normale di 6 e massima di 12 anni. Nessuna prelazione e per attuare questa legge ove necessario hanno usato le ruspe, senza troppi problemi.
          SPAGNA: Ley de Costas del 2013 di modifica delle precedenti Ley de Aguas e Ley de Portos. Le “spiagge” ovvero tutta l’area dei lidi sono libere e come tali non concedibili. Su massimo il 50% della loro superficie si può svolgere attività imprenditoriale (vendita di lettini e ombrelloni, esercizio di chioschi, etc.), previa “autorizzazione” dell’attività (non concessione della spiaggia) che non può durare oltre quattro anni. Solo i terreni demaniali più interni fuori e e dietro le spiagge possono essere dati in concessione per l’uso degli immobili costruiti sugli stessi e che sono (diventati) pubblici per legge, e queste concessioni possono durare fino a 75 anni, come contropartita dell’incameramento pubblico degli immobili che prima erano privati (cosa che da noi non è mai esistita). Alla scadenza, non rinnovabile, gare anche per quelli.
          PORTOGALLO: Lei da Agua n. 58/2005 e attuazione Lei 226-A/2007. Distinzione tra concessioni vere e proprie per usi estesi e invasivi, e licenze per i servizi amovibili sulla sola spiaggia. Gara pubblica sempre obbligatoria e svolta in base alla normativa sui contratti pubblici di appalto. Durata delle sole concessioni (non delle licenze sulla spiaggia) stabilita caso per caso entro un massimo di 75 anni in relazione agli investimenti previsti e direttamente associati all’utilizzo del bene ed alla loro compatibilità ambientale ed economica. Concessioni di durata inferiore (la regola) possono essere prorogate, sempre entro tale limite massimo totale e non superabile, solo se alla scadenza il titolare (che deve essere lo stesso della concessione originaria, quindi non in caso di cessione d’azienda) può dimostrare a) di aver fatto investimenti, legittimi e proporzionati, ulteriori rispetto a quelli originariamente previsti, e b) che gli è oggettivamente impossibile recuperare tali investimenti legittimi e proporzionati. Quindi nessuna durata lunga unica e standard di tutte le concessioni, ma valutazione caso per caso, entro un massimo certo e in base a parametri oggettivi e collegati ad entità e ammortamento degli investimenti.
          CROAZIA: Maritime domaine and seaports act del 2002. Distingue un uso generale (collettivo), speciale (per fini residuali non commerciali) ed economico/commerciale del demanio. Quello economico (incluse le attività turistico-ricreative) è ammissibile solo senza pregiudicare la possibilità di uso generale della porzione demaniale interessata e se non in contrasto con il sistema di tutela ambientale, con una apposita concessione. La concessione per l’uso commerciale del demanio viene assegnata con gara pubblica per una durata massima di 20 anni a seconda degli investimenti previsti nel bando. In alternativa, i soli “artigiani” possono chiedere un “permesso di concessione”, sempre senza limitare l’uso generale e per una durata massima di 5 anni. Sono previste durate maggiori solo in caso di costruzione di edifici e immobili valutati di importanza nazionale, con connessi investimenti consistenti, nel qual caso è possibile che serva addirittura una apposita approvazione parlamentare della singola concessione.
          GERMANIA: Le spiagge sono tutelate da leggi ambientali e non esistono concessioni di spiaggia ai privati. I singoli Stati federali (Land) concedono l’uso (“Sondernutzung”) delle spiagge soltanto ai Comuni in cui esse si trovano, e che possono a loro volta autorizzare la collocazione e l’eventuale affitto a terzi degli “Strandkorb” (una specie di scatola in cui ci si side, gli ombrelloni non si usano) in base alle normali leggi sul commercio e solo durante la stagione balneare (da maggio a settembre).
          Avanti il prossimo.

          • suck come ti ho detto prima vedi il video di due giorni fa del summit dei balneari forse ti accorgerai che non e del tutto vero quello che hai scritto (snche de in buona fede ). io insisto nel dirti che la bolkestain non e applicata negli altri stati e la francia e anche la spagna ne sono la prova per non parlare del portogallo.ti dico solo che la francia non apre al mercato libero le sue risorse cosi come nel mercato della pesca,per non parlare poi di spagna e portogallo .le parole sono un conto i fatti altri..fatta la legge trovato l inganno

          • Suck, continui a farneticare, dove si sono tenute le “aste” (ricordati che parliamo sempre del “sistema aste”delle imprese mandate via, per scadenza termini. DOVE STANNO? se non ce lo dici, sarò costretto a chiamarti con il tuo vero “nome”!

  11. Presidente Ricci, “non ti curar di loro, guarda e passa” anche perché sono sempre i soliti due o tre, che, non avendo nulla da fare, sono qui a scrivere baggianate dalla mattina alla sera, dimenticandosi che la 145/18 è una legge, che, a torto o a ragione (il torto è tutto dimostrare) È STATA VOTATA TRASVERSALMENTE DALLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DAL POPOLO ITALIANO.

  12. Devo dire che siete bravi a scambiare lucciole per lanterne senza conoscere il settore,sono sicuro che lo sarete anche di più se andreste a mungere i tori.

  13. Sono veramente disgustato dalle cattiverie scritte contro gli imprenditori balneari.
    Ovviamente chi scrive queste cose non ha idea sei sacrifici per rendere fiorente uno stabilimento balneare,
    Non sa cosa significa lavorare almeno 12 ore al giorno,
    Non sa che chi gestisce un azienda non può mettersi in malattia,
    Non sa quanto costano e quanto durano i procedimenti amministrativo per avere un autorizzazione,
    Non sa quanto costa mantenere efficiente l’attrezzatura balneare, e tutto lo stabilimento,
    Non sa che anche se piove per una settimana, vanno pagati dipendenti, fornitori, tasse tributi, concessione demaniale con relative addizionali ecc.
    Potrei continuare ancora ma mi fermo.
    Assisto a questo assurdo accanimento contro una categoria di lavoratori che garantisce occupazione, e contribuisce in modo significativo agli indotti economici e produttivi connessi a quello balneare.
    Gli imprenditori balneari se hanno fatto ricchezza, lo hanno senza togliere nulla a nessuno, ma. Pagando legittimamente il suolo che lo stato gli ha concesso, e che altrimenti sarebbe finito nel degrado, vorrei in fine far notare a chi continua ad accanirsi contro i balneari, che il giorno in cui si arriverà alle gare, chi si aggiudicherà una concessione, dati i costi alti, non sarà così buono, ma vi farà pagare anche l’aria che respirate.
    Ricordo infine che se dovesse passare questo principio, sarebbe legittimo fare concorsi pubblici per assunzioni annuali, dato che anche il lavoro lavoro statale di per sé non è privato bensì pubblico cioè di tutti

    • Si, è così duro quel lavoro che lo fanno 4 mesi all’anno guadagnando quello che serve anche per gli altri 8 mesi. Pagando canoni ridicoli. Se è così “poco redditizio” perchè se li passano da padre in figlio o per subentrare chiedono centinai di migliaia di euro? Ma dai. Sono barzellette a cui non crede nessuno. Diciamo che una corporazione blindata, blindatissima

    • Il fatto è che non bisogna fare di tutta l’erba un fascio.
      Ci sono furbetti o non, come in ogni altro settore.
      A me fanno ridere questi balneari che tiranno giù la “lista della spesa” delle cose da pagare e della burocrazia che devono sbrigare… Vorrei far presente che è quello che paga e fa ogni altro imprenditore, quindi non è niente di “speciale”, con la differenza che un imprenditore normale lavora tutto l’anno e se è in affitto paga molto di più del canone demaniale.
      Detto questo, però va detto che non è giusto che chi ha comprato uno stabilimento di recente, pagandolo a prezzo di mercato (Milioni) si ritrovi senza attività.
      Secondo me la verità sta nel mezzo.
      Ci sono furbetti che campano di rendita da generazioni, senza mai aver speso una lira per ristrutturazione, o stabilimenti che fatturano milioni e pagano meno di 5mila euro di affitto demaniale…. PER COLPA DI QUESTI FURBETTI pagheranno le conseguenze anche i pochi onesti…

  14. Sarebbe bello che queste persone che scrivono queste cose contro i balneari, partecipasse alle aste, per vedere come gestiscono uno stabilimento balneare

  15. Spero che nella mappatura e trasparenza rientrino anche gli stabilimenti balneari dei vari enti e corpi dello stato vedi esercito marina aeronautica vigili del fuoco etc etc, sarei curioso di sapere su chi ricadono gli eventuali costi e se pagano un canone.

  16. A parte ogni altra considerazione, qui si parla di un servizio ad un target variegato e con necessità differenti. Una sinergia accettabile si può ottenere solo con la conoscenza diretta che in molti stabilimenti si va consolidando negli anni. Cambiare spesso gestore ottiene come unico risultato la scarsa soddisfazione dei desiderata delle famiglie/utenti. Ora, al di la di situazioni di assoluta indolenza e dichiarata inefficienza, resto sempre più convinto che vada salvaguardato preliminarmente l’interesse dell’utente e che nessuna legge possa prescindere da questo assiomatico punto.

  17. Mi rivolgo alla redazione: credo che ci sia un “Renzo” di troppo (14:55 non sono io 🤔 Quanto meno, dovremmo trovare un modo per distinguerci! Grazie redazione

  18. Anche di notte …bisogna sorvegliarla anche di notte soprattutto di notte per salvare l’immagine e l’ incoluminita del nostro turismo e dei frequentatori delle spiagge. Lasciano di tutto dopo le loro scorribande notturne… bottiglie rotte e i resti delle loro assunzione delle droghe di ogni genere e tipo e per quello che ci riguarda i danni alle strutture e alle attrezzature….sicuramente questi saranno figli di qualche nostro amico che si permette di criticare il nostro operato…e quello di chi lavora. Sai che vi dico………

  19. Io sto con chi si sveglia al Mattino e si costruisce il proprio futuro. Balneari per sempre, chi non ci passa non può capire, dovrebbero vergognarsi tutti dall’Europa al parlamento italiano.

  20. Complimenti Rocco, il tuo è un principio assoluto che vale per tutti, non solo per i balneari, È RICCO, CHI PRODUCE RICCHEZZA, ANCHE SE È POVERO, senza incolpare gli altri per le proprie disgrazie!

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