Norme e sentenze

Concessioni balneari: analisi e considerazioni sulla riforma operata dalla legge 145/2018

Un excursus completo sulla complessa situazione riguardante le imprese sul demanio marittimo italiano e alcune possibili soluzioni

La sorte delle concessioni demaniali marittime resta, ad oggi, uno dei temi più discussi sia a livello politico sia nella più recente giurisprudenza. Come noto le concessioni balneari sono, ancora oggi, oggetto di una vicenda che muove la propria origine dall’abrogazione del secondo comma dell’articolo 37 del Codice della navigazione che disciplinava il cosiddetto “diritto di insistenza”, ovvero il diritto del concessionario a essere preferito nella riassegnazione della concessione a terzi a pari condizioni, nell’interesse e con la finalità del migliore e più proficuo utilizzo del demanio marittimo. La disciplina fu oggetto, nel 2008, di una procedura di infrazione comunitaria, ritenendo la Commissione europea che il sistema appena descritto contrastasse con il principio della libertà di stabilimento e con la direttiva n. 2006/123/CE “Bolkestein”, poiché sottraeva i beni demaniali al libero gioco della concorrenza, riservandoli di fatto al medesimo soggetto.

L’abrogazione dell’articolo 37 – lungi dal risolvere la situazione – l’ha anzi del tutto cristallizzata, poiché ha aperto un vuoto normativo che non è stato colmato sino a tempi recentissimi, costringendo i governi che si sono succeduti a una serie di proroghe automatiche del termine delle concessioni all’epoca esistenti, a tutela del legittimo affidamento degli allora concessionari, in attesa dell’emanazione di una disciplina conforme al diritto europeo.

Da ultimo la legge n. 145/2018 ha esteso la durata delle concessioni demaniali marittime a uso turistico-ricreativo fino al 2033, delineandone una complessiva riforma. Alla legge è seguita una giurisprudenza di vario orientamento che ne ha progressivamente confermato la validità.

La presente relazione fa il punto sullo stato dell’arte sia normativo che giurisprudenziale per rispondere, da ultimo, alla domanda se la disciplina attuale sia o meno contraria al diritto europeo.

NdR: Si ringrazia la rivista “Diritto comunitario e degli scambi internazionali” per averci consentito la pubblicazione dell’articolo.

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Piero Bellandi e Cristina Pozzi

Piero Bellandi, dottore commercialista e revisore legale, ha fatto parte della commissione UNI per elaborare la norma di valutazione dell'impresa balneare secondo metodologie conformi agli standard nazionali e internazionali. Cristina Pozzi, avvocato e professoressa di diritto comunitario dei trasporti all'Università di Parma, è stata membro del comitato per la riforma delle concessioni demaniali marittime a uso turistico ricreativo istituito presso il Mipaaft nel 2018. Di prossima pubblicazione è un volume firmato dai due autori, relativo al demanio marittimo e agli stabilimenti balneari.