Coastal Design, sulle spiagge del Friuli gli scarti diventano arredi da mare

I rifiuti prodotti durante l’estate possono diventare gli arredi dell’estate successiva. È la sfida al centro di Coastal Design, il progetto promosso dall’associazione Menti Libere con il sostegno della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e la collaborazione di Legambiente Fvg, Consorzio SpiaggiaViva, Circolo Cas’Aupa, LeSerre e Accademia Tiepolo Udine. L’iniziativa porta sulle spiagge dell’Alto Adriatico una riflessione sul rapporto tra turismo balneare e sostenibilità, proponendo di trasformare alcuni degli scarti prodotti durante la stagione estiva in nuovi oggetti di design attraverso la creatività e le tecniche di upcycling.

Il percorso è iniziato nei mesi scorsi con la raccolta di materiali lungo la riviera friulana, proseguendo con un’attività di formazione dedicata al riuso creativo e con il coinvolgimento di imprese artigianali e commerciali del territorio. Il risultato è stato presentato al pubblico durante l’evento conclusivo lo scorso 30 agosto, con una collezione realizzata a partire da materiali che normalmente sarebbero destinati a diventare rifiuti. Tra questi ci sono sacchetti per la cottura sottovuoto, polistirolo, plastiche dure e reti da pesca, utilizzati come materia prima per la realizzazione di nuovi elementi destinati alla vita in spiaggia.

L’obiettivo non è soltanto recuperare materiali, ma modificare la prospettiva sul rifiuto prodotto dal turismo balneare: ciò che viene normalmente considerato uno scarto viene reinterpretato e trasformato in un oggetto con una nuova funzione.

Protagoniste del progetto sono quattro giovani artiste under 35: Carlotta Casalone, Maria Paola Fogliato, Michela Longone e Anna Martinatti. Le quattro artiste sono state selezionate nei mesi scorsi attraverso una open call nazionale lanciata da Menti Libere e hanno lavorato sui materiali raccolti per trasformarli in oggetti legati all’immaginario della villeggiatura balneare. Dagli scarti sono così nati alcuni degli elementi più caratteristici della vita in spiaggia, tra cui sdraio, lettini, ombrelloni e accessori.

Il progetto propone quindi un ribaltamento del tradizionale ciclo di utilizzo dei materiali: gli oggetti e gli scarti generati dal turismo possono diventare una risorsa per progettare nuovi prodotti, anziché essere destinati direttamente allo smaltimento.

Coastal Design si inserisce in una riflessione più ampia sulla sostenibilità delle destinazioni balneari e sull’impatto che le attività turistiche producono lungo la costa. La raccolta dei materiali, la formazione sul riuso e la collaborazione con le realtà economiche locali hanno costruito un percorso che unisce ambiente, design e cultura del riuso. La collezione presentata a Lignano Riviera rappresenta così il risultato concreto del progetto: materiali provenienti dagli scarti del turismo balneare vengono trasformati in nuovi arredi e accessori, con l’obiettivo di immaginare una spiaggia nella quale anche ciò che viene lasciato indietro dall’estate possa trovare una seconda vita.

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