Cna Balneari

Cna: “Stralciare balneari da ddl concorrenza”

L'appello dell'associazione: "Non si abbandoni settore a un futuro incerto"

Cna Balneari chiede in una nota lo stralcio degli articoli relativi alle concessioni balneari del ddl concorrenza che il parlamento si appresta ad approvare oggi alla Camera.

«Cna Balneari si fa portavoce della legittima preoccupazione dell’intera platea imprenditoriale, forte di circa trentamila imprese, che teme di affrontare le gare pubbliche senza il riconoscimento del valore commerciale delle aziende né di un equo indennizzo del lavoro di una vita, spesso di più generazioni, e degli investimenti effettuati negli anni, si legge nella nota dell’associazione».

«Le imprese hanno bisogno di stabilità, di tempi certi, di una normativa chiara e definita», prosegue Cna Balneari. «Tante imprese balneari hanno dimostrato proattività e fiducia nel futuro partecipando ai bandi del Pnrr per ottenere gli incentivi agli investimenti mirati a migliorare l’offerta turistica nel segno della riqualificazione, dell’efficientamento energetico, della digitalizzazione, della eliminazione delle barriere architettoniche».

Conclude la nota: «Cna Balneari si appella allora alla politica: non si può abbandonare un settore tanto significativo nell’economia e nella società italiane a un avvenire incerto».

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Cna Balneari

Cna Balneari è la sezione di Cna (Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa) che associa i titolari di stabilimenti balneari.
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  1. Teo Romagnoli says:

    Maledetto governo ladro che ruba ai poveri per regalare ai ricchi.. mi aspetto una veemente protesta subito da quelle mummie dei sindacati. A settembre la protesta conta poco!!!! Chiudiamo le spiagge 3 ad oltranza . Devi vedere come corrono ai ripari ste merde di roma.

  2. C’è proprio il panico tra i bagnanti anche se i più preoccupati del vostro sciopero sono i venditori ambulanti e quelli del cocco!

      • Nikolaus Suck says:

        Ma magari. La gente si accorgerebbe che non siete indispensabili, e tanto meno infungibili. Come per i Taxi. Chi non li ha trovati ha preso Uber, NCC e car sharing vari ed ha imparato a conoscerli e apprezzarli come valide alternative. Risultato geniale!

  3. Antilobbyi says:

    ……… non penso i balneari anche quest’anno sono pieni di gente …..è una delle poche categorie che non hanno avuto gravi conseguenze per il covid

  4. Antonella Accardi says:

    A settembre non è tardi per chiedere qualcosa in cambio del voto la cna insieme agli altri potevano muoversi efficacemente prima

  5. Antilobbyi says:

    Ostia, ultimatum ai balneari: «Via gli abusi o salta la concessione»
    Il Comune, dopo aver verificato tutte le infrazioni, imporrà ai gestori di sanarle

    «Finita la stagione balneare, gli stabilimenti devono smantellare tutte le costruzioni abusive. Altrimenti perderanno la concessione». Nuovo pezzo nella strategia del Campidoglio per superare il caos nella gestione del mare a Ostia: accanto al Pua – il nuovo piano di utilizzazione degli arenili redatto dall’assessore Maurizio Veloccia che a breve sarà presentato in Assemblea capitolina ed è propedeutico sia per ridurre in futuro le metrature dei lidi in concessione sia per avviare le prossime gare – la giunta Gualtieri ha deciso anche una stretta contro i gestori che in questi anni hanno allargato il perimetro dei loro impianti e hanno collocato al loro interno strutture non autorizzate. Per esempio, manufatti utilizzati come chioschi bar o come spogliatoi, pedane per ospitare ristoranti o sale da balle. E sul litorale capitolino il problema dell’abusivismo è annoso, visto che sono in piedi almeno 200 contenziosi tra l’amministrazione e gli operatori.

    LE VERIFICHE
    Dopo aver congelato il bando voluto dall’ex sindaca Virginia Raggi per mettere a gara 46 concessioni balneari, il presidente del X Municipio, Mario Falconi, aveva promesso una serie di verifiche per individuare possibili “superefazioni”, cioè ampliamenti di metrature senza licenze negli stabilimenti. I tecnici del Dipartimento Urbanistica e gli agenti della polizia locale stanno effettuando i controlli: al momento sarebbero stati setacciati pochi lidi, ma il minisindaco è convinto che questo lavoro sarà concluso entro settembre. Cioè prima della fine della stagione balneare. E proprio questa diventa la data ferale per avviare la campagna di rimozione.

    A Ostia si vuole utilizzare un modello già applicato a Fiumicino e che ha spinto i gestori a sanare i loro abusi. Tra fine settembre e inizio ottobre vigili e tecnici comunali presenteranno ai titolari degli stabilimenti i verbali con gli abusi scoperti e le sanzioni. A quel punto verrà chiesto ai gestori di smontare le strutture abusive, accollandosi anche i costi di queste operazioni. In caso contrario dovrebbe scattare il ritiro della concessione. Spiegano infatti dal Comune che in questa fase le aziende balneari hanno tutto l’interesse a non perdere la licenza: non è detto che la stagione delle gare parta nel 2024 come chiede l’Europa, quindi si potrebbe andare verso l’ennesima proroga, e soprattutto chi non è in regola non potrà partecipare ai futuri bandi.

    Questa almeno è la speranza del Comune, anche se è facile immaginare che le imprese risponderanno con una nuova serie di ricorsi per evitare l’arrivo delle gru. Senza contare che tra i balneari sono forti le preoccupazioni visto che nel prossimo Pua l’amministrazione vuole ridurre sia le concessioni (da 71 potrebbero scendere anche a 25) sia l’estensione attuale degli stabilimenti. E lo farà lasciando il 30 per cento di ogni lotto a balneazione libera e mettendo un limite di 300 metri alle metrature dei lidi. In Campidoglio, però, sono convinti anche di poter intavolare una trattativa con le imprese: sempre nel Pua Veloccia è voluto andare incontro ai titolari, proponendo sia regole che permettano loro di tenere aperto per tutto l’anno (oggi la stagione dura tre mesi) sia di allestire campi per sport oggi vietati come beachsoccer, beachvolley o skating.

  6. Nikolaus Suck says:

    “Affrontare le gare pubbliche senza il riconoscimento del valore commerciale delle aziende né di un equo indennizzo del lavoro di una vita, spesso di più generazioni, e degli investimenti effettuati negli anni” è esattamente quello che succederebbe se la materia venisse stralciata come chiedono. Perché non resterebbe che la decadenza dal 31.12.2023, senza null’altro.

    • Teo Romagnoli says:

      il decreto attuativo non vedrà mai la luce come quello della 145/18 l’ unica cosa sicura saranno le evidenze. il nuovo governo ha tempo di stracciare questa bestemmia voluta solo da draghi e i pagliacci 5 stelle

      • Caro suck… sulla sequenza iniziata dalla sentenza del consiglio di stato che ha portato draghi a imporre un voto di fiducia su una legge che poteva e doveva essere il risultato di una SANA mediazione, sulla figura ridicola della portavoce dell antitrust, sull endorcement della stampa ecc converrai che conviene stendere un velo. e vero è che bisogna sperare in decreti attuativi magnanimi. Non credo corretto che soluzioni giuste debbano venire da un governo amico. Il buonsenso deve e doveva essere trasversale. le leggi non devono mai essere contro qual
        cuno ma a favore di TUTTI. Il valore aziendale lo dice la parola stessa, era il minimo sindacale. Linvenzione di garofoli sul riconoscimento del valore dei beni da ammortizzare è ridicolo. Se intelligentemente sposi il valore aziendale lo riconosci, senno perche obbligare un entrante a pagare valori residui di un bene che puo non volere come quelli gia ammortizzati?
        é andato a testa bassa Draghi, per questo non si piu condividere niente di come ha agito, per questo sono contento della fine che gli hanno fatto fare. Sentiremo le promesse da destra e da sinistra , di quelli che hanno votato la porcata senza chiedere lo stralcio prima per una discussione. Da antifascista, spero in giorgia che provero a votare. Questa è la politica. quella vera. crocette per sperare di ottenere.

        • La vera bestemmia è il furto delle spiagge libere , commesso dalla vecchia classe politica ai danni di tutti i cittadini.

          • Caro amico, forse non hai capito che, se toglieranno le attuali concessioni, non renderanno le spiagge libere, ma le metteranno all’asta e i costi di fruizione per noi cittadini, saranno maggiori di adesso. C’è inoltre il rischio che ad impossessarsi dei lidi, saranno multinazionali, italiane e straniere, che ci sistemeranno per le feste. Non è difficile da capire.

      • La vera bestemmia è il furto delle spiagge libere , commesso dalla vecchia classe politica ai danni di tutti i cittadini.

      • Vi ricordate del ddl Arlotti/Pizzolante del 2017 sulle concessioni balneari? Non ne avete voluto neppure discutere e ora che si è arrivati all’atto finale rompete ancora? Le concessioni devono andare all’asta, non sono proprietà private.

      • Nikolaus Suck says:

        Delle gare per le concessioni demaniali si parla da ben prima che i 5S esistessero. Ora con l’approvazione parlamentare del ddl concorrenza appena conclusasi sono realtà. E non credo proprio che il “nuovo governo” ci farà o potrà farci niente.

    • Sig Avvocato ma il suo tempo vale cosi poco da dedicarlo quasi esclusivamente a questa sua guerra personale contro i gestori degli stabilimenti balneari .
      Ma e’ proprio certo di non rappresentare qualcuno di molto importante che ha grossi interessi in questo campo ?
      RIFLETTA BENE !!!

      • Quella contro i gestori e gli stabilimenti balneari non è affatto una battaglia personale ma collettiva , da parte di tutti i cittadini a cui dapprincipio sono stati sottratti beni per il godimento dei quali è stato poi imposto l’obbligo di pagamento: prima il danno e poi la beffa.
        Questa è l’enorme ingiustizia che i cosiddetti balneari non possono o forse non vogliono capire perché dopo tanti anni di concessione considerano oramai le spiagge una risorsa di loro proprietà e per rafforzare il concetto di possessione hanno brevettato un linguaggio che pone il tema dell’azienda per spostare l’attenzione dal bene pubblico ad un immateriale istituto di impresa costruito sia letteralmente che metaforicamente sulla sabbia , ovvero sul nulla apparente ma al contempo su quel tutto che garantisce profitti a cascata , non per il merito di una fantomatica azienda ma bensì grazie al richiamo della bellezza di madre natura, la quale attrae chiunque ed appartiene a tutti malgrado paradossalmente sia stata quasi regalata a soggetti privati in cambio di voti assicurati. Ne sa qualcosa la classe amministrativa , che incapace di creare occupazione attraverso politiche pubbliche attive del lavoro , preferisce distribuire vantaggi e offrire dei regali ad alcuni soggetti privati facendone pagare costi e conseguenze alla stragrande maggioranza della popolazione.
        È ora di dire basta a questo scempio , le spiagge sono di tutti e ciascuno di noi ha il diritto di poterle frequentare illimitatamente e gratuitamente o in alternativa , se proprio devono esser date in concessione , che siano affidate a prezzi di locazione più alti e per un periodo non superiore ai 2 anni : in modo tale che almeno i lidi non restino per troppo tempo in mano agli stessi individui ma bensì vengano concessi attraverso un meccanismo di ricambio continuo sulla base di un equilibrio armonico fra il principio di bene collettivo e concessione privata.
        È ora di finirla con i provincialismi italiani di stampo medievale e con il mantra del “tengo famiglia” a guisa di un sistema che favorisce le corporazioni.

  7. Da decenni vi siete fidati dei vostri sindacati pagliacci.ecco il risultato .la cosa assurda è che continuate ad affidarvi a loro .bene cosi

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