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Cna Ravenna: ‘Voce unica per salvare il turismo romagnolo’

Salimbeni si appella a Comuni, Province e Regioni per una mobilitazione a livello regionale che elimini il pericolo aste

di Nevio Salimbeni

Dopo il “nulla di fatto” nella visita del ministro Enzo Moavero a Bruxelles – che rimanda a un’ennesima data da destinarsi l’incontro tra il governo italiano e la commissione europea – risulta ancora più chiara la necessità di prendere decisioni urgenti per salvaguardare il turismo romagnolo e la tipologia di stabilimenti balneari che ne rappresentano un elemento fondamentale.

La Cna di Ravenna chiede a tutti i parlamentari locali, ai parlamentari europei eletti in questa circoscrizione, ai consiglieri regionali, ai Comuni, alle Province e alla Regione di scendere in campo direttamente per bloccare e rimandare al mittente la bozza di decreto legge presentata dal ministro al turismo Piero Gnudi.

Il turismo romagnolo, già in difficoltà per i danni causati dal terremoto emiliano e dalla crisi, rischia altrimenti di affrontare due anni di completa paralisi degli investimenti. Infatti, non solo nessuna impresa balneare ha interesse a investire sino al 31 dicembre 2015, quando cioè verrà a scadere la proroga disposta dalla legge n. 25/2010, ma, prevedibilmente, questo accadrà anche negli anni successivi per l’aprirsi di infiniti contenziosi legali da parte di quei concessionari che rischiano di vedersi sottrarre le loro imprese dalle evidenze pubbliche. Tanto più che questo avverrebbe mentre in altri paesi turisticamente concorrenti – la Spagna in primis – sono state trovate forme di proroga che, di fatto, portano le imprese balneari fuori dalla direttiva Bolkestein, con il consenso entusiasta della Commissione europea, nella persona della vicepresidente e commissaria alla giustizia Viviane Reding.

Le imprese balneari romagnole rischiano quindi di doversi preparare ad anni di battaglie legali subendo l’annullamento della loro capacità competitiva; tanti imprenditori, molte famiglie di lavoratori, tanti fornitori e moltissimi operatori turistici rischiano il loro stesso futuro e ciò può avere ripercussioni pesanti sull’intera economia turistica locale. Non si capisce per ottenere quale vantaggio o per quale presunto rinnovamento, visto che il sistema balneare romagnolo è già un punto di forza del nostro turismo.

Occorre uno sforzo straordinario di mobilitazione: la politica e tutto il mondo del turismo facciano sentire la loro voce contraria alle evidenze pubbliche. Per questa ragione Cna Balneatori ha già chiesto ai parlamentari e ai partiti che si valuti il ritiro della delega al governo, contenuta nell’articolo 11 della legge n. 217 del 15 dicembre 2011 – quella che va esercitata entro marzo e ha portato alla proposta del decreto Gnudi, da tutti rifiutato – oppure che si chiarisca al più presto che cosa il governo andrà prossimamente a chiedere in Europa.

Per fare questo sindacati balneari, enti locali e Regioni devono sedersi intorno ad un vero tavolo di concertazione con il governo per presentarsi uniti a Bruxelles a spiegare come è logica l’esclusione delle imprese balneari – gestori di beni e non di servizi – dalla direttiva servizi Bolkestein.

Cna Balneatori di Ravenna e Cervia ritiene che sia il momento di far sentire una voce univoca: il mondo amministrativo pubblico, quello turistico privato e le imprese del territorio, insieme alle imprese balneari, escano allo scoperto per fermare la pericolosa china che porta il nostro turismo al rischio del caos e all’immobilismo.

Nevio Salimbeni (responsabile Cna Balneatori Ravenna e Cervia)

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Cna Balneari

Cna Balneari è la sezione di Cna (Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa) che associa i titolari di stabilimenti balneari.
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