Ambiente Campania

Cilento, balneari sentinelle ambientali: il corso di formazione

I concessionari saranno in grado di riconoscere i nidi di tartarughe caretta caretta sulla sabbia

Si è svolto nei giorni scorsi un interessante convegno sul turismo balneare sostenibile, organizzato dall’Associazione Balneari Camerota, da Fiba-Confesercenti Campania e dalla Stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli con il patrocinio del Comune di Camerota. Il convegno si è concentrato in particolare sul progetto Life dedicato alla tutela della tartaruga caretta caretta, che vedrà impegnati gli imprenditori balneari per sapere come riconoscere le tracce dei nidi sulla sabbia.

«La giornata ha visto coinvolti numerosi imprenditori del settore della balneazione, aderenti alla rete “I lidi del Parco del Cilento”, che attraverso l’Associazione Balneari Camerota propone sempre più progettualità dedicate al territorio», dichiara il presidente dell’associazione Raffaele Esposito. «È il caso di queste iniziative di formazione specifiche per far sì che gli imprenditori balneari della costa possano essere sempre più vere e autentiche “sentinelle ambientali”, rendendoli in grado di riconoscere immediatamente le tracce di risalite della tartaruga caretta caretta: ciò significa favorire le straordinarietà naturali che alimentano il nostro turismo naturalistico in un angolo meraviglioso della provincia salernitana».

Prosegue Esposito: «Attraverso queste giornate di formazione e con il supporto degli enti possiamo avere un quid in più come peculiarità e caratteristiche, ma anche fornire un requisito professionale certificato per i nostri imprenditori che sempre più sono attori del cosiddetto ecoturismo. Un’esperienza che prima si poteva trovare soltanto all’estero, oggi si può vivere anche lungo le coste italiane del Cilento».

Durante la giornata c’è stato anche un ampio spazio dedicato alla accessibilità e all’inclusività, temi su cui l’associazione ha investito quest’anno con l’acquisto di 5 sedie Job. «Il nostro scopo è favorire ancora di più le politiche legate all’inclusività e all’accessibilità, temi che vorremmo venissero sviluppati in maniera migliore da parte delle istituzioni per favorire la fruizione della risorsa mare, che deve essere accessibile sempre a tutti», sottolinea Esposito. «Proprio per questo, vent’anni fa abbiamo immaginato un progetto innovativo che ancora oggi risulta di strettissima attualità, con lidi amovibili in legno, strutture leggere e misure di mitigazione per la tutela ambientale, ma dove si possono comunque trovare tutti i servizi che l’utenza sia nazionale che estera ci richiede. Queste attenzioni e questi investimenti però devono essere riconosciuti, da parte di chi oggi deve occuparsi della riforma delle concessioni demaniali, attraverso un sistema di premialità che favorisca chi ha gestito un bene della collettività in modo corretto e virtuoso. I balneari che investono nelle cosiddette buone pratiche devono poter trovare un sistema che possa consentire loro di continuare il proprio lavoro in tranquillità».

Conclude il presidente dell’Associazione Balneari Camerota: «Ringraziamo il corpo delle Capitanerie di porto, il comandante Sandro Desiderio dell’ufficio circondariale marittimo di Marina di Camerota, l’assessorato al turismo del Comune di Camerota e i tanti imprenditori turistici che hanno partecipato in maniera convinta alla giornata di formazione. Ma una nota di merito va all’amico e biologo marino Fulvio Maffucci e alla sua équipe della Stazione zoologica Anton Dohrn, così come al coordinamento della rete dei volontari che lungo le coste del parco fanno un lavoro encomiabile, a stretto contatto con le istituzioni ma soprattutto con gli operatori del mare».

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