Accessibilità

Cercasi spiagge accessibili: aperto il censimento

Gli stabilimenti segnalati saranno raccontati da Turisti Per Caso, Mondo Balneare, Village For All e Legambiente

In teoria tutti gli stabilimenti balneari rispettano le norme sulle barriere architettoniche, ma non sempre l’accessibilità “per legge” è in grado di rispondere ai bisogni singoli delle persone. Per questo è nata la campagna “Un’estate al mare: cercasi spiagge accessibili a tutti”, che chiede l’aiuto di ognuno per segnalare gli stabilimenti balneari accessibili che conoscono. All’iniziativa, lanciata da Legambiente, Village For All, Turisti Per Caso e Mondo Balneare, possono contribuire anche gli imprenditori balneari, segnalando il loro stabilimento accessibile affinché le persone possano conoscerlo e trovarlo – che sia al mare, al lago o sul fiume.

Come contribuire al censimento

La pubblicazione dei risultati

Tra poco inizieremo a uscire dal lockdown, anche se lentamente, e ripartirà il mondo del turismo. Ma ci sono persone che questa situazione di “reclusione” la vivono da molto più tempo, indipendentemente dal covid: stiamo parlando delle persone con disabilità che, troppo spesso, hanno difficoltà a trovare le informazioni su dove passare le loro vacanze in tranquillità come protagonisti attivi. Queste le ragioni del censimento sugli stabilimenti balneari accessibili, che saranno pubblicati nei numeri di giugno, luglio e agosto della nota rivista “Turisti per caso” di Syusy Blady e Patrizio Roversi. Anche i siti internet e i social di Legambiente, Village For All, Turisti Per Caso, Velisti Per Caso, Italia Slow Tour e Mondo Balneare daranno al pubblico e ai media informazioni aggiornate sulle segnalazioni che arriveranno. Inoltre, per il mese di settembre si prevede la realizzazione di un evento pubblico al fine di valutare i risultati ottenuti.

Dichiara Stefano Ciafani, presidente di Legambiente: «In questi anni abbiamo lavorato per centrare l’obiettivo di accostare i temi della sostenibilità e dell’inclusività, due questioni sulle quali si gioca il futuro delle strutture balneari e si misura il grado di civiltà di un paese. Lavorare per diventare uno stabilimento più green e più accessibile significa non solo andare incontro a scelte valoriali sempre più presenti nell’orizzonte etico del pubblico, ma anche diventare economicamente più competitivi, allargare il proprio mercato di riferimento a nuovi segmenti turistici, rafforzare la propria offerta e contribuire a far crescere l’intero territorio».

Come sottolinea Roberto Vitali, presidente di Village For All, «le spiagge sono uno dei simboli dell’estate italiana e i cambiamenti culturali iniziano migliorando questi simboli, rendendoli sostenibili e accessibili per tutti. Ripartiamo dalle esigenze delle persone ricostruendo opportunità economiche distrutte dalla pandemia, generando nuovi paradigmi per il turismo italiano. Vogliamo passare dalla “camera per disabili” alle “destinazioni accessibili per tutti”. Iniziamo a costruire filiere turistiche che sappiano offrire ospitalità accessibile per tutti».

Racconta inoltre il conduttore televisivo Patrizio Roversi, ideatore di Turisti Per Caso: «Durante il giro del mondo a vela, nella tappa in Nuova Zelanda è salito a bordo Giovanni, un amico non vedente. Si muoveva in barca con grande sicurezza, ma noi dovevamo fare attenzione a non mettere sui suoi percorsi degli ostacoli imprevisti. Morale: per merito suo la barca era sempre in ordine. Lui non poteva vedere i segnavento, e mi ha spiegato come fare a sentire la direzione del vento sulla faccia. Mi ha mostrato come fare a capire se la vela era “a punto”, il tipo di andatura e velocità interpretando i segnali del sedere appoggiato sulla coperta. Mi ha insegnato un sacco di cose, e io per merito suo ho acquisito passione e maggiori conoscenze. Quando si dice “accessibilità per tutti” si intende che una cosa è utile e positiva in generale, non solo per qualcuno. Ci si guadagna tutti».

Aggiunge infine Alex Giuzio, caporedattore di Mondo Balneare: «Come portale di settore, Mondo Balneare ha sempre raccontato e incentivato le buone pratiche di accessibilità e inclusività negli stabilimenti balneari italiani: per questo abbiamo aderito con entusiasmo alla campagna “Un’estate al mare: cercasi spiagge accessibili a tutti”. Confidiamo che i necessari cambiamenti imposti dalla pandemia al turismo abbiano generato un’ulteriore consapevolezza tra gli imprenditori del settore a investire, nonostante le difficoltà e le incertezze, nel miglioramento della propria offerta: non vediamo l’ora di dare risalto agli esempi virtuosi che raccoglieremo nel corso della stagione».

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