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CarraraFiere, le imprese balneari chiedono certezze alla politica

All'assemblea della fiera Balnearia hanno partecipato il senatore Gasparri e l'europarlamentare Fidanza

di Alex Giuzio

CARRARA – Con il nuovo governo appena insediato, le trattative per la salvezza delle imprese balneari devono ripartire da capo. Per questo, stamattina alla fiera di Carrara è stato piuttosto seguito il convegno organizzato dalle associazioni balneari Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti, Cna Balneatori, Assobalneari-Confindustria e Oasi-Confartigianato. Oltre ai presidenti nazionali dei sindacati, si sono seduti al tavolo dei relatori due ospiti d’eccezione: il senatore Maurizio Gasparri (Forza Italia) e l’europarlamentare Carlo Fidanza (Ppe-Fratelli d’Italia). Via Skype è inoltre intervenuta Roberta Angelilli (Ncd), vicepresidente del Parlamento europeo. Qui di seguito, il video con alcune interviste e il riassunto degli interventi.

Quelle di Gasparri e Fidanza erano due presenze per nulla scontate, visti i rispettivi impegni politici che stanno affrontando a Roma e a Bruxelles, e per questo la loro partecipazione è stata apprezzata dalla platea. Sia Gasparri che Fidanza hanno infatti ascoltato con attenzione gli interventi dei rappresentanti degli imprenditori balneari e hanno condiviso le loro riflessioni. Il tema è sempre lo stesso: i balneari chiedono a gran voce di impedire le evidenze pubbliche delle loro imprese, aperte dalla direttiva europea Bolkestein, e di riformare il demanio marittimo italiano.

Il senatore Maurizio Gasparri, che in Forza Italia è referente per quanto riguarda le imprese balneari, ha ricordato che «era stata raggiunta un’intesa a favore della sdemanializzazione stretta tra più parti politiche in maniera condivisa. Peccato che – ha proseguito – all’ultimo momento una parte di queste forze politiche si sia sottratta, e ora occorre per forza ripartire da capo, continuando a combattere le mistificazioni e le opposizioni alla salvaguardia delle aziende. Eppure il comparto turistico balneare rappresenta un enorme introito per lo Stato, con migliaia di imprese disposte a investire per ottenere la loro salvezza. Ma c’è chi continua a opporsi alla soluzione. Malgrado siano stati raggiunti nelle commissioni parlamentari accordi precisi per normare il settore, non sono stati recepiti nella legge di stabilità. È necessario far capire che non pensiamo a una “vendita indiscriminata” delle spiagge ma che lavoriamo per dare un futuro a un segmento fondamentale per il turismo. Gli strumenti tecnici ci sono e sono stati individuati. Ora dobbiamo essere capaci di confrontarci con l’Europa per fare sì che quello che è chiaro e condivisibile a Roma sia anche accettato a Bruxelles. Credo che dopo anni sia arrivato il momento di rispettare gli impegni, riconoscendo, prima di tutto, il valore materiale e morale delle imprese e la cultura specifica della nostra terra».

L’europarlamentare Carlo Fidanza ha sottolineato che «la soluzione della sdemanializzazione era vista con favore anche dalla Commissione europea, poiché preservava la continuità delle imprese e allo stesso tempo non andava contro al principio delle evidenze pubbliche. Peccato che il governo italiano non abbia dato seguito a questa proposta. Ora sta arrivando il nostro semestre di presidenza europeo, che non dovrà essere passato a tagliare nastri e a fare i propri compiti, bensì sarà un’occasione per porre le questioni più importanti sul tavolo, tra cui quella delle concessioni balneari. Si tratterà infatti di un semestre di transizione, con la nuova commissione appena insediata, senza direttive in programma e dunque con tutti i margini per lavorare ai nostri interessi».

Via Skype ha preso la parola anche il vicepresidente del Parlamento europeo Roberta Angelilli, che ha parlato di due «timide aperture» arrivate di recente dalla Commissione europea, che a sua detta potrebbero segnare «un cambio di approccio rispetto al muro alzato finora contro le imprese balneari». I due segnali, ha spiegato la Angelilli, sono arrivati «dal commissario al mercato interno Michel Barnier, che si è detto disponibile a recarsi in Italia per interloquire con il governo e con le associazioni di categoria; e dalla Commissione europea che dieci giorni fa, in risposta a una petizione, ha dichiarato di comprendere le difficoltà delle imprese familiari balneari e di essere disposta a tenere conto dei loro interessi per trovare una soluzione al problema». Il semestre italiano di presidenza Ue, che inizierà il 1° luglio, per la Angelilli sarà un’occasione per «aprire un varco e risolvere questa situazione».

Per quanto riguarda gli interventi dei rappresentanti delle associazioni balneari, Vincenzo Lardinelli, presidente Fiba-Confesercenti, ha esordito sottolineando che «i balneari dovrebbero lavorare sempre in maniera costruttiva, dimostrandosi un interlocutore serio per la politica e le istituzioni nell’esigere la continuità delle proprie aziende».

Fabrizio Licordari, presidente di Assobalneari-Confindustria, si è invece rammaricato per «il fermo degli investimenti scattato in seguito all’abrogazione della legge 88/2001, che ci garantiva il rinnovo automatico delle concessioni demaniali. Solo pochi anni fa riuscivamo a effettuare grandi investimenti e a garantire massicce presenze nelle fiere di settore, mentre oggi è tutto bloccato». Licordari ha anche ringraziato Gasparri per la sua «preziosa presenza e attenzione alla nostra questione, nonostante in Senato siano giorni molto impegnativi» e Fidanza per «l’attenzione costante e la grande competenza prestate ai problemi del nostro settore, sperando che continui a essere il nostro riferimento al Parlamento europeo anche alle prossime elezioni».

Secondo Cristiano Tomei, coordinatore Cna Balneatori, «questo è il momento per imprimere la nostra azione sindacale sul governo, in modo che finalmente riconosca il valore delle nostre aziende e lo tuteli adeguatamente». Anche perché i problemi sono numerosi, e vanno al di là delle evidenze pubbliche. Giorgio Mussoni, presidente Oasi-Confartigianato, ha ad esempio invitato gli imprenditori «a non accettare di addossarsi tutte le tasse sui rifiuti, poiché lo smaltimento di quelli che provengono dal mare è di competenza degli enti locali, e non delle nostre imprese. Molti Tar lo hanno già ribadito».

Infine Riccardo Borgo, presidente Sib-Confcommercio, ha «ringraziato i numerosi imprenditori balneari che continuano a essere presenti alle nostre manifestazioni, mantenendo un’enorme pazienza nonostante le preoccupazioni che ci affliggono. Teniamo duro – ha incalzato Borgo – perché abbiamo un enorme valore da difendere e un obiettivo preciso da raggiungere. Serva la volontà politica necessaria per ottenere una soluzione a questo problema sociale ed economico, che includa tutte le imprese balneari, pur nelle loro specificità territoriali». Al termine dell’assemblea è intervenuto anche Emiliano Favilla, presidente del Comitato salvataggio imprese e turismo, che ha tra l’altro ricordato che «occorre anche concentrare i nostri sforzi nel far comprendere il nostro problema all’opinione pubblica, in modo che ci sia di fianco. Oggi tanti politici hanno ancora paura di difenderci davanti all’opinione pubblica, perché hanno paura di essere contestati. Invece bisogna far capire al popolo che la difesa delle nostre imprese è giusta».

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