Toscana

Carrara, l’ampliamento del porto preoccupa i balneari: “Rischio maggiore erosione”

Il fenomeno rischia di allargarsi fino a Forte dei Marmi

Il progetto di ampliamento del porto di Marina di Carrara preoccupa i gestori degli stabilimenti balneari di Forte dei Marmi. Lo rende noto il quotidiano Il Tirreno. Il motivo è l’erosione costiera che già colpisce la vicina località di Marina di Massa, e che rischia di allargarsi fino all’iconica località versiliese. Dal momento che i porti provocano l’erosione costiera, il timore è infatti che l’allungamento delle banchine – necessario per soddisfare le crescenti esigenze del traffico mercantile e crocieristico a Carrara – possa accelerare il processo erosivo fino alla costa versiliese.

Insomma, i dubbi sono tanti sulla sostenibilità ambientale dei lavori di ampliamento del porto, e quindi sull’impatto per le imprese turistiche del territorio. D’altronde, però, al porto di Marina di Carrara il traffico di merci e persone è in aumento e le attuali banchine non soddisfano più le esigenze, pertanto l’attuale infrastruttura non basta più. «Ma se l’ampliamento consente di rispondere ai bisogni di alcuni settori produttivi e commerciali, dall’altro il timore è che possa danneggiarne altri», scrive Il Tirreno. «Questo perché diverse associazioni ed esperti ritengono che da decenni il porto blocchi i sedimenti del fiume Magra, e prolungarne la diga foranea non farebbe altro che estendere verso sud il fenomeno erosivo. E ciò a danno dell’altro “core business” della riviera apuoversiliese, ovvero il turismo balneare e tutte le attività connesse: stabilimenti balneari, hotel, campeggi, ristoranti. Basta infatti vedere la situazione delle coste di Massa, dove da anni sono scomparse decine di metri di spiaggia, ma lo stesso scenario inizia a intravedersi anche dalla foce del Versilia in giù. Insomma, lambisce il lido dorato di Forte dei Marmi, quello dei bagliori siggnorili frequentato dagli Agnelli, dalle famiglie nobili fiorentine, dai grandi imprenditori del Nord o addirittura dai magnati russi, arabi e americani».

Lo scorso dicembre è stato firmato un protocollo d’intesa tra Autorità portuale, Regione Toscana e vari enti pubblici al fine di finanziare ripascimenti di sabbia nei punti più critici, in modo da contenere l’erosione, ma gli interventi potrebbero non essere sufficienti: si tratta pur sempre solo di ripristinare la sabbia perduta, per farla mangiare di nuovo dal mare. Per questo, sia i balneari che le associazioni ambientaliste da anni puntano il dito contro il porto di Marina di Carrara, chiedendo lo stop all’ampliamento.

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