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Caos concessioni balneari, Buratti: “Governo attivi interlocuzione con Europa”

Il parlamentare del Pd ha presentato un ordine del giorno per sollecitare una soluzione rapida all'annoso problema, sempre più intricato a causa degli interventi di Tar e Antitrust

«Ho presentato un ordine del giorno a mia prima firma che richiama il governo alla necessità di un intervento urgente in materia di concessioni demaniali marittime, attivando da subito un’interlocuzione con la Commissione europea». Lo annuncia il deputato del Partito democratico Umberto Buratti, dopo che nei giorni scorsi il presidente di Anci Toscana Matteo Biffoni e la sindaca di Castagneto Carducci Sandra Scarpellini hanno chiesto ai parlamentari toscani di rappresentare la situazione di difficoltà nella quale i Comuni costieri si trovano per il conflitto emerso tra norme italiane ed europee chiedendo un intervento, non più rinviabile, di parlamento e governo per risolvere tale conflitto «in modo da garantire, senza ambiguità, la legittimità degli atti posti in essere dai Comuni ed indicare una soluzione per gli enti i cui provvedimenti sono oggetto di annullamento da parte della giustizia amministrativa».

L’ordine del giorno di Buratti è stato accolto in sede di esame della legge in materia di adempimenti comunitari votata ieri mattina dalla Camera dei deputati. «Ad oggi molti Comuni hanno esteso la durata delle concessioni dando attuazione disposizioni della legge 145/2018 – spiega Buratti – e successivamente, con il decreto rilancio e il decreto agosto, è stata riconfermata la validità e l’efficacia della normativa introdotta con la legge di bilancio per il 2019. Ma nonostante gli interventi normativi del governo Conte I e II, una serie di decisioni contraddittorie e di segno opposto dei diversi Tar ma anche del Consiglio di Stato stanno creando grande confusione e preoccupazione: si sta generando una condizione di oggettiva incertezza per le imprese e per i Comuni che devono esercitare la loro funzione amministrativa. Per questo è necessario che il governo intervenga quanto prima».

Prosegue il deputato del Pd: «Oggi, soprattutto in ragione della crisi che stiamo affrontando, bisogna lavorare alla definizione di un quadro giuridico idoneo, che tuteli e rafforzi il nostro sistema turistico balneare in tutte le sue articolazioni. Un sistema che è qualificato a livello mondiale e rappresenta un asset importante della nostra economia. Adesso è indispensabile attivare tutti i canali di interlocuzione con la Commissione europea per uscire dalla situazione di incertezza nella quale ci troviamo».

«È necessario – aggiunge Buratti – fornire criteri univoci e uniformi sul territorio nazionale come chiedono gli amministratori toscani, in modo da garantire, senza ambiguità, la legittimità degli atti posti in essere dai Comuni e indicare una soluzione agli enti al fine di scongiurare il rischio concreto di un blocco pressoché totale dell’azione amministrativa in materia e di una crisi generale del settore turistico balneare. Dobbiamo dare risposte certe, anche perché solo dove c’è certezza si possono fare investimenti. Stiamo parlando di un comparto decisivo per l’economia e l’occupazione, che darà un contributo significativo al rilancio del nostro paese».

Il parlamentare toscano, che in veste di sindaco di Forte dei Marmi attivò il tavolo di Anci sul demanio oggi coordinato dalla sindaca Sandra Scarpellini, ha rappresentato «la necessità di una riforma organica di tutto il comparto tenendo conto della specificità delle coste del nostro paese e ricordando come sul demanio marittimo non ci sono solo stabilimenti balneari ma anche negozi, cinema, distributori di benzina, circoli nautici e altre attività. Come ha ricordato in aula il sottosegretario agli affari europei Vincenzo Amendola, il confronto con l’Europa nel rispetto delle procedure previste dai principi europei dovrà servire per rappresentare la specificità della nostra offerta turistica».

«Ricordo infine la necessità di adeguare il nostro ai principi espressi dal Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, come modificato dalla Carta di Nizza, che riconoscono il valore delle aziende balneari e degli investimenti fatti dal concessionario attualmente non previsti dal nostro ordinamento», conclude Buratti.

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