Norme e sentenze Veneto

Canoni onerosi, il Tribunale di Venezia dà ragione ai balneari

Una sentenza su un annoso contenzioso a Rovigo impone all'Agenzia del demanio e al Comune di tagliare i canoni ritenuti non equi.

Un operatore balneare veneto è riuscito a farsi tagliare i canoni demaniali troppo onerosi. Lo stabilisce una sentenza che mette fine a un annoso contenzioso sulle coste della provincia di Rovigo, concluso con una pronuncia favorevole agli operatori di spiaggia, che avrà un importante valore su analoghe sentenze future.

Nei giorni scorsi il Tribunale di Venezia ha accolto la tesi del gestore della società Bagni dal Moro di Rosolina a Mare (Rovigo), riducendogli gli importi del canone demaniale e considerando valide le somme già anticipate in passato ai fini della sanatoria prevista dalla Legge di Stabilità 2014.

Come spiega l’avvocato Gianluigi Ceruti, legale dei Bagni dal Moro, «si tratta della prima pronuncia in Italia su questo tema; una decisione di particolare rilievo, che interessa tante aziende del settore balneare». A partire dallo stesso Tribunale di Venezia, dove sono pendenti molte altre cause analoghe.

Questi i fatti: la sentenza riguarda il canone di concessione degli spazi demaniali marittimi occupati nel 2010 a Rosolina a Mare. Il contenzioso giudiziario era iniziato nel 2009, a seguito della richiesta di un canone annuo di circa 90 mila euro da parte del Comune. L’avvocato Ceruti si era subito rivolto al Tribunale di Venezia impugnando l’atto del Comune di Rosolina e chiedendo al giudice di quantificare un canone equo e corrispondente all’utilità dei beni presi in concessione.

Il geometra Diego Rossetto, incaricato dal Tribunale, ha quantificato il canone in circa 49 mila euro applicando i parametri dell’Osservatorio del mercato immobiliare (Oiv), considerati più consoni alla specifica destinazione d’uso del complesso immobiliare e ritenuti idonei a determinare un canone corrispondente alle sue reali condizioni di utilizzo. Il geometra ha giudicato “incomprensibili” i criteri utilizzati dall’amministrazione comunale per individuare e classificare le superfici da dare in concessione.

Prima della conclusione della causa, a dicembre 2013 è stata approvata la Legge di Stabilità 2014 che, con l’obiettivo di ridurre i numerosi contenziosi in materia, ha offerto ai concessionari demaniali la possibilità di definire i procedimenti giudiziari pendenti alla data del 30 settembre 2013 presentando domanda all’Agenzia del demanio e al Comune competente, e versando il 30% dell’importo dovuto in unica rata (oppure il 60% in sei rate). Ma anche sull’interpretazione di questa norma si è aperto un contenzioso: l’Agenzia del demanio pretendeva di calcolare il 30% sull’importo richiesto, senza tenere conto di eventuali somme già anticipate. Ma il Tribunale di Venezia ha stabilito che con la Bagni dal Moro, avendo la società già pagato circa 30 mila euro, si doveva tenere conto di questa cifra anticipata. Di conseguenza la società non dovrà più versare alcuna somma, in quanto l’importo già pagato corrisponde proprio al 30% di quei 90 mila euro chiesti inizialmente dal Comune di Rosolina.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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