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Canoni balneari ridotti per Covid, c’è l’ok dell’Agenzia delle entrate

Arrivata la conferma delle tesi di Unionmare Veneto, dopo che l'Agenzia del demanio aveva espresso un secco "no". Il prossimo passo è un emendamento in legge di stabilità per restituire parte del canone attraverso il credito d'imposta.

«Sui canoni 2020, l’Agenzia delle entrate conferma la tesi di Unionmare Veneto che da tempo sta chiedendo una riduzione per la mancata fruizione a causa dell’emergenza sanitaria del Covid-19». Lo afferma una nota di Unionmare Veneto, che da mesi sta portando avanti una battaglia – con l’appoggio del Sindacato italiano balneari – Confcommercio e di Faita FederCamping – relativamente ai canoni demaniali marittimi 2020, fortemente condizionata dalle conseguenze della pandemia, che ha ridotto sia il periodo della stagione balneare che gli spazi effettivamente fruiti.

«La nostra istanza – spiega il presidente di Unionmare Veneto, Alessandro Berton – partiva da due riferimenti normativi importanti: la legge finanziaria del 2006 e un articolo del codice della navigazione, che identificano la possibilità di richiedere la riduzione del canone demaniale per una minore fruizione del bene demaniale oggetto della concessione stessa a causa di eventi di eccezionale gravità. È del tutto evidente che la stagione 2020 non solo è partita in ritardo di oltre un mese rispetto ai tempi consueti, ma è stata fortemente condizionata dall’emergenza epidemiologica che, a inizio stagione, era ancora in corso».

Dopo il “no” dell’Agenzia del demanio, ora è arrivata la buona notizia dall’Agenzia delle entrate. «Equiparando il canone demaniale ai canoni di locazione degli immobili non abitativi adibiti allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, per i quali è stato riconosciuto un credito d’imposta proprio per la minore attività svolta, per l’Agenzia delle entrate dovremmo recuperare anche noi lo “spazio temporale” di chiusura, parificato di almeno il 20% in meno di fruizione della spiaggia», spiega Berton. «In pratica si potrà recuperare quella parte di canone demaniale già pagato e che era stato pagato per un servizio (nella fattispecie l’utilizzo della spiaggia per attività imprenditoriali) non goduto. Questo dimostra che la nostra interpretazione era corretta».

Ora occorre fare il passo successivo perché questo percorso si concretizzi: «Dovremo fare in modo che il governo lo inserisca nella legge di stabilità», continua Berton. «Con l’aiuto dei nostri legali abbiamo predisposto una formale proposta di emendamento alla legge di stabilità per il 2021 che riconosce, per il 2020, un credito d’imposta nella misura del 60% dell’ammontare del canone di concessione».

A inizio ottobre una delegazione di Unionmare Veneto, guidata dallo stesso presidente Berton, aveva incontrato il sottosegretario all’economia Pierpaolo Baretta, che aveva dimostrato disponibilità a portare avanti le istanze dei balneari. «Ripresenteremo il tutto al sottosegretario – conclude Berton – affinché possa essere inserito nella legge di stabilità, forti della posizione espressa dall’Agenzia delle entrate. Confidiamo che riusciremo a raggiungere il nostro obiettivo».

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Unionmare Veneto

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Unionmare Veneto è un’associazione che nasce nel 1995 e rappresenta la corrispondente regionale per il Veneto del Sindacato italiano balneari - Confcommercio.
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    Positivo, molto positivo , speriamo che il governo approvi questa richiesta che ritengo giusta e sensata. Incrociamo le dita Sandro balneatore storico

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    Speriamo Sandro che lo stato confermi l’agevolazione così finirà il già poco sostegno della gente ai balneari…un pensiero di vicinanza a chi veramente ha patito e patisce questa situazione

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