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Borgo: stupiti e amareggiati per il nuovo decreto sviluppo

"Il settore necessita di una legge-quadro che ancora non esiste"

"La pubblicazione del decreto sviluppo ha confermato, come ormai da più parti si era dato per certo, che l’art. 3 riguardante gli imprenditori balneari è radicalmente diverso rispetto a quanto sino a ieri noto a tutti e autorevolmente confermato nei molti incontri pre-elettorali svoltisi in tutta Italia". Sono dure le parole di Riccardo Borgo, presidente del Sindacato Italiano Balneari aderente a FIPE/Confcommercio. "Questa improvvisa marcia indietro del Governo – continua Borgo – ci lascia letteralmente stupiti oltre che amareggiati, in quanto pensavamo, e lo pensiamo tuttora, che 30.000 imprese e famiglie meritassero un’altra considerazione. Nessuno sentiva la necessità di essere inutilmente illuso in quella che per una impresa familiare è la cosa più importante: la certezza del lavoro e del futuro".

Il provvedimento, nella sua stesura definitiva, porta la durata del diritto di superficie da 90 a 20 anni, e lo si dovrà assegnare con un sistema di pubblica evidenza. "Con questi contenuti il decreto, per quanto ci riguarda, – prosegue Borgo – risulta del tutto inutile e fortemente dannoso. Inutile perché la durata di vent’anni per le concessioni è già prevista dalla legislazione vigente (legge 296/2006, art. 1 comma 253 – legge finanziaria del 2007) e dannoso perché prevede la frantumazione delle attuali concessioni, creando i presupposti per avere titoli e concessionari diversi per spiagge e arenile, duplicando in questo modo l’incertezza delle procedure e il totale stravolgimento della conduzione delle aziende".

"La disciplina del demanio marittimo, per la rilevanza e la molteplicità degli interessi coinvolti (economici e ambientali) unita alla complessità di una regolamentazione sedimentata in oltre due secoli di interventi normativi merita ben altra cura, perizia e attenzione rispetto a soluzioni che appaiono pasticciate e a polemiche di chiaro sapore strumentale".

"Alla luce di questi fatti – conclude Borgo – chiediamo con forza che tutto quanto riguarda specificatamente il settore venga stralciato dal provvedimento, e che si ritorni a ragionare con cognizione di causa partendo dai principi e dai contenuti dell’ordine del giorno approvato all’unanimità venerdì scorso dal Senato che indica la necessità di predisporre una legge-quadro per il settore".

Fonte: comunicato stampa Sib

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