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Borgo: ‘Il Comitato ci vuole delegittimare’

Molto dura la lettera del presidente del Sib, che interrompe il silenzio nei confronti del Comitato Salvataggio Imprese e Turismo per inviare una lettera piena di accuse: "Loro sono astiosi e irresponsabili, noi dobbiamo essere uniti".

di Riccardo Borgo

Cari colleghi,

sino ad oggi ho evitato di alimentare, quantomeno pubblicamente, le polemiche alle quali, con decisione ed insistenza, da tempo i signori Favilla e Maggiorelli mi hanno spesso coinvolto e, peggio, hanno implicato il Sib al quale, e non capisco come mai visto la considerazione che ne proclamano, dicono di essere iscritti. L’ho fatto non per timore, nemmeno della parte più aggressiva del loro comitato “Salvataggio Imprese e Turismo Italiano” o perché non ne valutavo la dannosità dell’azione, ma esclusivamente per senso di responsabilità e per evitare di dare un’immagine di divisione e litigiosità che sicuramente non giova alla categoria. Tanto più in un momento in cui ci stiamo giocando il futuro e la nostra stessa esistenza.

Ma dopo la loro ultima lettera aperta pubblicata sui giornali, continuare a tacere sarebbe colpevole: anzi, credo avessero ragione i moltissimi balneari, dirigenti e non, che da tempo mi sollecitavano a rispondere a tono. Ho avuto torto a non seguire il loro suggerimento.

Cosa ha scatenato la loro ira funesta? L’incontro con il delegato dell’Anci per il demanio marittimo – Luciano Monticelli – avvenuto lo scorso lunedì 28 maggio (vedi notizia, NdR). Incontro che ha registrato una positiva convergenza fra le organizzazioni maggiormente rappresentative delle imprese balneari italiane – Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti, Assobalneari-Confindustria e Cna Balneatori – e l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani sulla necessità di pressare il Governo a fornire una risposta alle richieste formalizzate, con documento lo scorso 30 gennaio e a voce il 23 febbraio 2012. Richieste tutte contenute nel documento approvato a Rimini il 22 ottobre 2011 e con le quali si è chiesto, per il settore, la deroga dalla direttiva Bolkestein o, comunque, un provvedimento in grado di evitare che il rinnovo delle concessioni dopo il 31 dicembre 2015 avvenga ad evidenza pubblica.

Questo risultato, indubbiamente positivo, che vede anche l’Anci a fianco dei balneari e allinearsi alle posizioni già espresse dagli assessori regionali al turismo – ribadite pochi giorni fa dal loro coordinatore Di Dalmazio – e, più recentemente, dalle Province con il loro coordinatore sulla materia Angelo Vaccarezza, ha preso il suo concreto avvio nella grande manifestazione nazionale dello scorso 18 aprile. Risultato che rischia, purtroppo, di essere oscurato dalla polemica astiosa di chi, da tempo, persegue l’obiettivo masochista di delegittimare in tutti i modi le organizzazioni dei balneari.

Questa volta, il pretesto è stata la legittima decisione del sindaco Monticelli di incontrare le organizzazioni di categoria della Confcommercio, Confindustria, Confesercenti e Cna da lui convocate e di non accettare, o meglio, subire la presenza di persone ancorché autorevoli, ma non invitate. Il loro violento attacco al sindaco Monticelli e alle organizzazioni nazionali, con una lettera aperta data in pasto alla stampa e al web, è l’ennesimo episodio (nella migliore delle ipotesi di cecità e nella peggiore di irresponsabile spregiudicatezza) che li vede protagonisti nella loro spasmodica e infantile ricerca di personale visibilità attraverso lo scontro con le organizzazioni nazionali e, in modo particolare, con il Sib.

Non dimentichiamo che il Favilla è lo stesso che ha cercato di sabotare la manifestazione del 18 aprile a Roma che ha visto la partecipazione di oltre 4000 imprenditori e centinaia di sindaci, parlamentari e rappresentanti delle Regioni. È lo stesso che dopo, certamente con suo sommo rammarico, aver constatato la riuscita della manifestazione, ha ritenuto di doverla minimizzare e delegittimare con il consueto show dell’ultimo minuto e con la dichiarazione del 20 aprile in cui ha affermato che la stessa sarebbe stata “vergognosa e deludente” (sic). E sono ancora gli stessi, in qualità di coordinatori del loro comitato, che il 5 aprile dello scorso anno hanno messo in atto una offensiva “contromanifestazione”, con tanto di gazebo, palco e megafono, all’interno di quella organizzata a Piazza Navona da Sib, Fiba e Cna.

Porta ancora la loro firma il messaggio aggressivo e intimidatorio che mi hanno fatto giungere, notte tempo e a nome del loro comitato, perché temevano (“girano voci strane secondo le quali………”) di non essere invitati all’incontro del 23 febbraio 2012 con il governo e, tanto per non sbagliarsi, ne addebitavano la responsabilità al sottoscritto. È sempre lo stesso Favilla che ha partecipato all’incontro con il Ministro Moavero Milanesi lo scorso 30 aprile senza contestargli reticenza ed inerzia rispetto agli impegni che lo stesso si era solennemente assunti con le organizzazioni nazionali di categoria il 23 febbraio. Anzi! Si è persino abbandonato ad elogi del Ministro con la sua dichiarazione del 1° maggio in cui ha “valutato positivamente l’incontro”; nel mentre era già noto che quello stesso Ministro, proprio subito dopo l’incontro, aveva proposto e fatto approvare dal Consiglio dei ministri integrazione e modifiche del decreto legislativo n. 592010, che recepisce in Italia la direttiva Bolkestein, senza l’inserimento di alcun provvedimento in favore dei balneari e che, da tempo, invochiamo.

Il “nostro” evidentemente è aduso fare il contestatore e “pasdaran” solo con gli altri colleghi balneari per poi diventare silente e accomodante quando si trova al cospetto di qualche Ministro; è pronto a dichiarare di “successo” una manifestazione solo se da lui e dal suo comitato promossa (al di là della modesta partecipazione) e “fallimentare e vergognosa” tutte le altre anche se partecipano migliaia di balneari provenienti da tutta Italia e alla presenza di centinaia di amministratori, comunali, provinciali e regionali; a ritenere legittime solo le riunioni in cui partecipa lui e qualche suo sodale (tanto da chiederlo, con diffida minacciosa, alla fine della sua pubblica missiva al sindaco Monticelli dopo averlo rimproverato con le consuete espressioni inquietanti “lo terremo ben a mente” per questa sua “lesa maestà”), mentre quelle in cui non partecipa avverrebbero con interlocutori screditati e non rappresentativi. E si potrebbe continuare.

Ma, a questo punto, c’è da chiedersi: questo atteggiamento a chi giova? Certamente non ai balneari italiani che invocano tutela per sé e salvaguardia di un modello economico di successo tutto italiano. Siamo certamente tutti consapevoli della oggettiva difficoltà di adottare soluzioni efficaci a questo problema per il contesto normativo europeo e per gli orientamenti giurisprudenziali recentemente affermatisi, così come avvertiamo, ancora e nonostante tutte le dichiarazioni di vicinanza politica, la insufficiente consapevolezza della dannosità e drammaticità della situazione da parte di un Governo che si è dimostrato nei nostri riguardi completamente inerte e nel quale, proprio per l’alta caratura tecnica con la quale si è presentato, avevamo posto molte speranze. Ma siamo altrettanto convinti che non stanno certamente aiutando le imprese balneari italiane (anzi forse sono all’origine della latitanza e vaghezza di molti dei nostri interlocutori) tutte quelle dichiarazioni, come appunto quelle del Favilla e del Maggiorelli, che continuano a gettare sospetto, diffidenza, discredito e persino fango sulle organizzazioni della categoria, sulla loro rappresentatività e sugli uomini che sono stati chiamati, per quanto mi riguarda con votazione segreta e con la totalità dei voti espressi, a dirigerle.

L’inderogabilità di un’azione unitaria in questa battaglia vitale per tutte le nostre famiglie e aziende, con il conseguente senso di responsabilità che ci ha indotto sin qui a unire organizzazioni da sempre divise e a non cadere in una sin troppo facile polemica nei confronti di chi ha dimostrato una totale incapacità propositiva, non mi consente più di sottrarmi al dovere di stigmatizzare pubblicamente atteggiamenti irresponsabili di coloro che, incuranti degli effetti dannosi per tutti, continuano a dividere il nostro mondo minandone la compattezza e quindi riducendone l’efficacia dell’azione. Ciò non vuole ovviamente dire che all’interno del Sib non ci debba essere discussione, confronto, critica (e chi partecipa alle nostre riunioni può testimoniare quanto siano vivaci, puntigliose, animate, talvolta dure e con scontri verbali ad… alto volume), che vuol dire, tradotto in termini chiari, democrazia nel rispetto delle regole. E, per quanto mi riguarda, sono principi inderogabili.

Faccio, quindi, appello a tutti i balneari italiani ad essere uniti e compatti per affrontare adeguatamente la sfida che ci attende, isolando e ignorando tutti coloro che, per esibizionismo narcisista, per infantile carrierismo o perché non sanno fare nulla di meglio, tentano strenuamente di dividerci diffondendo notizie false e usando argomenti, espressioni e modi aggressivi, ma stringendosi invece con fiducia attorno alle proprie organizzazioni sindacali. Solo così potremo raggiungere gli obiettivi in grado di assicurare futuro e certezze alle nostre imprese e famiglie.

Riccardo Borgo è presidente di Sib-Confcommercio

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Sib Confcommercio

Il Sindacato italiano balneari si è formalmente costituito il 14 dicembre 1960 e, attraverso la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), aderisce alla Confcommercio - Confturismo.
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