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Borgo: ‘Barnier è disinformato sulla questione demaniale marittima’

Il presidente del Sindacato italiano balneari risponde punto per punto alle inesattezze pronunciate dal commissario europeo in merito alla proroga spagnola delle concessioni di spiaggia e alla sua presunta inapplicabilità in Italia

di Riccardo Borgo

L’eurodeputato Mara Bizzotto, in data 12 novembre 2012, aveva chiesto alla Commissione europea, con interrogazione n. E-102662012, se «la legge spagnola sopracitata è compatibile con la direttiva 2006/123/CE» e se «ritiene essa che possa costituire un modello giuridico adatto anche alla situazione italiana, sul quale basare una normativa ad hoc in grado di tutelare il settore dei servizi balneari».

Il commissario europeo Michel Barnier, a nome della Commissione, in data 8 gennaio, ha risposto che «il progetto di riforma non sembra sollevare problemi di incompatibilità con i principi stabiliti dalla direttiva sui servizi» in quanto «la proroga per altri settantacinque anni delle concessioni prevista nel progetto di riforma spagnolo […] non riguarda le autorizzazioni rilasciate a prestatori che forniscono servizi sulle spiagge avvalendosi di infrastrutture mobili, come bar e chioschi», ma riguarderebbe esclusivamente «concessioni accordate ai proprietari per l’uso di fabbricati di loro proprietà costruiti in aree ritornate al demanio marittimo». (leggi i discorsi completi, NdR)

La risposta della Commissione presenta le seguenti imprecisioni e inesattezze:

a) la durata della proroga prevista dal progetto spagnolo non è di ulteriori settantacinque anni ma di quarantacinque (attualmente la durata è di trenta anni) in quanto si prorogano le concessioni demaniali vigenti fino alla durata complessiva di settantacinque anni;

b) tale proroga spagnola non si riferisce solo ex art. 49 ai proprietari che sono stati “demanializzati” con la Ley de costas n. 22 del 28 luglio 1988, ma anche a tutte le concessioni demaniali marittime ex art. 66;

c) anche nella situazione italiana si è creata, con la normativa previgente e con i titoli in essere, una “ambiguità” normativa, perché le aziende balneari sono intimamente connesse alle sottostanti concessioni per cui l’eventuale asta riguardante queste ultime inciderebbe sulle prime determinando un loro trasferimento coatto.

In definitiva, la recente risposta di Barnier conferma la corretta attenzione della Commissione per “garantire la certezza del diritto per i proprietari” nonché la sua insufficiente e incompleta informazione sia sulla situazione normativa spagnola che, soprattutto, su quella italiana. Sarebbe, pertanto, opportuna una interlocuzione fra le istituzioni europee e quelle italiane per un doveroso ulteriore approfondimento di questa importante problematica.

Da tutto quanto sopra esposto ricaviamo la giustezza della posizione assunta dal Sindacato italiano balneari – Confcommercio di costruire un percorso di riforma invocando la tutela del legittimo affidamento nella previgente normativa e la salvaguardia del diritto di proprietà delle nostre aziende che verrebbero pregiudicate dalla eventuale messa all’asta delle concessioni demaniali marittime.

Riccardo Borgo (presidente Sib-Confcommercio)

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Sib Confcommercio

Il Sindacato italiano balneari si è formalmente costituito il 14 dicembre 1960 e, attraverso la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), aderisce alla Confcommercio - Confturismo.
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