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Bolkestein, UE insoddisfatta: arriva nuova direttiva che impone di applicarla

La Commissione europea propone una legge per migliorare l'applicazione del testo che ha mandato in crisi il settore balneare italiano.

La direttiva Bolkestein non ha avuto successo e la Commissione europea propone di imporne l’applicazione in tutti gli Stati membri che non lo hanno ancora fatto correttamente. Questo l’eclatante contenuto di una bozza di legge, datata 10 gennaio 2017, in cui la Commissione Ue propone l’isituzione di una nuova direttiva volta a migliorare l’applicazione della 2006/123, nota appunto come “Bolkestein”. Una misura che potrebbe avere ripercussioni decisive sul settore balneare italiano, che dal varo della direttiva Bolkestein nel 2006 è piombato in un grave vuoto normativo da cui cinque governi non sono ancora riusciti a uscire, proprio per l’evidente difficoltà di applicare le disposizioni europee sui servizi alle concessioni demaniali marittime, su cui si regge un importante sistema turistico ed economico.

Il documento della Commissione europea, divulgato oggi da Cna Balneatori, è così illustrato dalla Cna di Bruxelles che ne sta monitorando l’iter: «Si tratta di una proposta legislativa volta a migliorare l’applicazione della direttiva Bolkestein, attraverso la riforma dell’attuale procedura di notifica nel settore dei servizi. Dalle valutazioni della Commissione emerge, in questi ultimi anni, un’attuazione non soddisfacente della direttiva 2006/123. La proposta di questa nuova direttiva mira perciò a introdurre l’obbligo, per gli Stati membri, di notificare alla Commissione “qualsiasi progetto di misura che introduce nuovi requisiti o regimi di autorizzazione” che rientri nel campo di applicazione della Bolkestein, tre mesi prima della loro adozione. L’inosservanza di questo obbligo costituirà “vizio procedurale sostanziale di natura grave”. La Commissione valuterà poi la compatibilità dell’atto con la direttiva Bolkestein, effettuando un controllo preventivo sugli atti legislativi nazionali».

«Questa proposta di direttiva – precisa Cna Bruxelles – non è una revisione della direttiva Bolkestein, ma ha l’obiettivo di introdurre uno strumento legislativo per migliorarne l’attuazione e l’efficacia. In realtà la direttiva 2006/123 prevede già la notifica (articolo 15 par. 7); però la Commissione europea indica che lo strumento adottato fino a oggi “non ha contribuito in modo adeguato a una corretta e piena attuazione della direttiva Servizi”», e per questo la Commissione Ue ha presentato uno strumento legislativo autonomo per ammodernare l’attuale procedura di notifica e così “migliorare l’applicazione delle disposizioni vigenti” stabilendo “una procedura più efficace ed efficiente per prevenire l’adozione, da parte degli Stati membri, di regimi di autorizzazione o di taluni requisiti non conformi alla direttiva Servizi”.

La proposta legislativa integrale della Commissione Ue è scaricabile in pdf cliccando qui. Annuncia Cristiano Tomei, coordinatore nazionale Cna Balneatori: «Il testo della proposta di direttiva della Commissione verrà discusso nell’ufficio di presidenza di Cna Balneatori che si terrà il 9 febbraio a Roma, nella sede nazionale Cna, per le conseguenti valutazioni per la ricaduta sul settore balneare».

Così l’introduzione del documento illustra i motivi per cui la Commissione Ue ha stilato questa proposta di una nuova direttiva: «Valutazioni della Commissione hanno dimostrato che l’attuale procedura di notifica a norma della direttiva Servizi non sempre raggiunge il suo obiettivo, nonostante gli sforzi profusi nel corso degli anni per migliorarne l’attuazione […]. Di conseguenza, il 40 % dei dialoghi strutturati con gli Stati membri che la Commissione ha dovuto avviare nel 2015 per garantire la conformità alla direttiva Servizi riguardava misure nazionali recentemente introdotte. L’attuale procedura di notifica non sembra quindi avere contribuito in modo adeguato a una corretta e piena attuazione della direttiva Servizi».

Pertanto, la Commissione Ue ha deciso di presentare «uno strumento legislativo autonomo per ammodernare l’attuale procedura di notifica nel quadro della direttiva Servizi al fine di migliorare l’applicazione delle disposizioni vigenti di tale direttiva, stabilendo una procedura più efficace ed efficiente per prevenire l’adozione, da parte degli Stati membri, di regimi di autorizzazione o di taluni requisiti non conformi alla direttiva Servizi. Le disposizioni della presente direttiva non modificano l’attuale direttiva Servizi al di là della necessaria revisione delle specifiche disposizioni relative alle procedure di notifica».

«Più specificamente – prosegue la Commissione – gli obiettivi di questo strumento legislativo sono incrementare l’efficienza della procedura di notifica, migliorare la qualità e il contenuto delle notifiche trasmesse, includere requisiti aggiuntivi che, come dimostrato dall’applicazione della direttiva Servizi, possono costituire ostacoli significativi al mercato interno dei servizi, e potenziare l’effettiva osservanza dell’obbligo di notifica. Una procedura di notifica più efficace, efficiente e coerente sosterrà gli Stati membri e preverrà l’introduzione di regimi di autorizzazione o requisiti discriminatori, non giustificati o sproporzionati in relazione ai servizi contemplati dalla direttiva Servizi. Tali regimi di autorizzazione o requisiti producono un’economia meno aperta e meno integrata, con prezzi più alti e una riduzione delle possibilità di scelta per i consumatori. Possono inoltre limitare l’imprenditorialità e gli investimenti, poiché è probabile che riducano il numero delle imprese che vengono avviate e accedono al mercato europeo. Si prevede quindi che la normativa proposta contribuirà a incrementare la competitività e l’integrazione dei mercati dei servizi in Europa, a beneficio sia dei consumatori sia degli imprenditori».

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