Emilia-Romagna

Bolkestein, Emilia-Romagna, Comuni e associazioni per le concessioni spiagge

La Regione ha fatto ripartire il tavolo per definire un percorso condiviso sulle gare delle concessioni

La Regione Emilia-Romagna fa squadra con Comuni costieri e associazioni di categoria dei balneari, e rilancia il lavoro di coordinamento sull’applicazione della direttiva Bolkestein alle spiagge. Si tratta di una serie di proposte operative per riattivare i tavoli di lavoro regionali, definire linee guida comuni e costruire una piattaforma utile a garantire una applicazione omogenea sul territorio regionale, in modo da salvaguardare il sistema turistico locale. L’obiettivo è anche quello di monitorare i prossimi passi annunciati dal governo e assicurare in tutte le sedi che gli annunciati nuovi provvedimenti normativi, a partire dalla riforma del Codice della navigazione e dal decreto attuativo sugli indennizzi, leggano le necessità del sistema balneare dell’Emilia-Romagna. Nel frattempo il governatore regionale Michele De Pascale attacca il governo per le mancate promesse.

I temi sono emersi lo scorso giovedì, durante una serie di incontri promossi dall’assessora regionale al turismo Roberta Frisoni con tutti i rappresentanti delle associazioni balneari regionali, i Comuni costieri e le cooperative degli stabilimenti romagnoli. Appuntamenti che danno seguito al programma di mandato regionale e segnano un nuovo passo nel percorso condiviso di accompagnamento dei territori nella fase di applicazione della direttiva europea.

”L’Emilia-Romagna fa squadra a tutti i livelli, seguendo la sua migliore tradizione”, ha dichiarato l’assessora Frisoni. “I tempi sono stretti e il quadro normativo purtroppo non è stato ancora definito in modo chiaro, il che non solo apre a una molteplicità di contenziosi, ma lascia scoperti anche temi fondamentali per garantire una gestione armonica di questa fase delicatissima, a partire dalla definizione di equi indennizzi e dalla garanzia di continuare sempre a offrire servizi di qualità per i nostri turisti. Lavoriamo insieme a sindaci, associazioni e operatori per elaborare linee guida condivise e proposte unitarie, con l’obiettivo di tutelare il nostro sistema balneare e accompagnare i territori in un passaggio complesso ma fondamentale. Il tema non riguarda solo le spiagge, ma l’intera filiera turistica della costa, con un impatto diretto sull’economia regionale e sull’occupazione. Per questo è indispensabile un approccio coordinato e la piena partecipazione di tutti i livelli istituzionali”.

Prosegue Frisoni: ”Abbiamo la responsabilità di governare al meglio questa partita e le sfide che essa pone, e lo faremo rafforzando un metodo di lavoro unitario e condiviso con i principali attori dei territori per difendere e valorizzare un sistema economico e turistico strategico per l’Emilia-Romagna, che coinvolge migliaia di imprese e lavoratori”. Frisoni ha sottolineato anche la necessità di sostenere i Comuni costieri, spesso in prima linea ma con risorse limitate, in una fase che richiede certezze normative e strumenti adeguati. ”I Comuni sono stati lasciati soli finora a gestire procedure complesse – ha concluso – e non solo non hanno nessuna compartecipazione ai canoni demaniali, ma rischiano pure di dover rinunciare a una quota degli eventuali aumenti della tassa di soggiorno, che lo Stato intende trattenere fino al 30%. Serve un impegno comune per garantire equilibrio, sostenibilità e autonomia ai territori”.

Intanto il presidente dell’Emilia-Romagna Michele De Pascale torna a punzecchiare il governo: “La grande promessa fatta ai balneari è una promessa già tradita. Il governo aveva promesso una cosa e sta facendo tutto il contrario”. Interpellato al suo arrivo a un convegno a Bologna della Federazione Bcc dell’Emilia-Romagna, De Pascale ha smorzato le polemiche dei giorni scorsi e ha chiarito che, in realtà, col governo è d’accordo fino a un certo punto. “È passato solo il punto su cui siamo d’accordo”, ha precisato il governatore. “All’incontro che abbiamo avuto ho rappresentato una cosa chiara, che i balneari conoscono bene: questo governo aveva promesso agli operatori del settore che li avrebbe fatti uscire dalla Bolkestein, che non avrebbero mai affrontato le evidenze pubbliche sulle concessioni. Era una promessa fatta da tutte le forze politiche di maggioranza, nessuna esclusa: Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega. È stata una promessa che il giorno dopo le elezioni è completamente evaporata”. Non solo le evidenze si dovranno fare, sottolinea De Pascale, “ma in questo momento nemmeno è chiaro se chi dovrà perdere la concessione vedrà o non vedrà un indennizzo. Ho fatto l’esempio dei tassisti, per i quali è previsto un indennizzo a ogni nuova licenza emanata. Il gestore di uno stabilimento balneare, che perde la concessione e deve smettere di fare impresa, oggi non avrebbe alcun indennizzo. Il ministro ha proposto una strada ed è una strada di minima, sul minimo che si possa fare. Su questo avrà tutta la collaborazione della Regione Emilia-Romagna”.

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