Confartigianato Imprese Demaniali

Bolkestein, Confartigianato Balneari incontra il ministro Garavaglia

Al centro del colloquio la riforma delle concessioni demaniali marittime

Confartigianato Balneari-Demaniali ha incontrato il ministro del turismo Massimo Garavaglia per avviare un confronto col governo che la categoria intende consolidare per affrontare e risolvere i temi più delicati per le imprese balneari, in primis la Bolkestein e la durata delle concessioni.

«È stato un incontro concreto – commenta Mauro Vanni, che coordina il tavolo di lavoro nazionale di Confartigianato Balneari-Demaniali e guida il sindacato regionale Emilia-Romagna e provinciale di Rimini – fra persone che hanno l’obiettivo di dare al nostro settore quella sicurezza necessaria a produrre gli interventi che tanti imprenditori vogliono mettere in campo. Ci sono molti temi sul tavolo, li affronteremo con lo spirito costruttivo espresso in questo prezioso incontro».

Mauro Vanni era accompagnato dal segretario Massimo Crociati e dal vicesegretario Gianluca Capriotti. «Abbiamo invitato il ministro al congresso nazionale di Confartigianato Balneari-Demaniali che si terrà alla prossima edizione di Sun, la fiera di settore che si svolge ogni anno a Rimini. In quell’occasione la nostra nuova organizzazione di settore si strutturerà definitivamente e speriamo di poter condividere col governo le buone notizie che da tanto tempo si attendono per dare una prospettiva reale alle imprese e al turismo balneare. Infine un grazie a Enzo Ceccarelli, ex sindaco di Bellaria Igea Marina, per avere favorito l’incontro».

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  1. Mi incuriosisce sapere cosa ha detto il Ministro Garvaglia. Cosa può aver detto? Ha preso impegni a nome del Governo che prorogherà le Concessioni? …oops no, quello lo hanno già fatto ed è andata male. Ha promesso che ripristineranno il diritto di insistenza? …oops no, quello lo hanno già fatto ed è finita con una procedura di infrazione. Vi ha proposto la disapplicazione della Bolkestein? …oops non si può fare, anche se qualche filone giurisprudenziale minoritario continua a sostenerlo. Cosa mai avrà detto o promesso? Forse la durata delle concessioni per almeno 100.000 anni! Ecco questo è possibile, ma solo dopo una gara e chi la vince avrà la concessione per sempre. Ma poi? E vabbé poi chiederete al Governo di abolire le concessioni che durano 100.000 anni perché i vostri associati sono rimasti fuori… boh… si vedrà.

    In realtà, fuor di sarcasmo, cari Confartigianato Balneari, ciò che dovreste chiedere, seriamente chiedere, perché è giusto, sono fondamentalmente due cose:
    1) il riconoscimento dell’avviamento per chi termina la concessione, senza che il concessionario che ha concluso la sua concessione possa essere avvantaggiato rispetto agli altri partecipanti alla gara di riassegnazione della concessione;
    2) pagamento da parte dello Stato del valore venale delle opere legittimamente realizzate sul bene in concessione al momento dell’incameramento.
    Ovviamente anche il canone della nuova concessione dovrà essere stabilito secondo i valori di mercato e la durata delle stesse dovrà essere almeno pari a quella fissata per le locazioni commerciali (6 + 6).
    In questo modo tutti avrebbero quello che meritano per aver investito in una attività imprenditoriale, non ci sarebbe concorrenza sleale nei confronti delle altre attività commerciali che invece pagano un canone di locazione a valore di mercato e si escluderebbe l’applicazione della “legge salica” che vede le concessioni succedersi in liena retta di padre in figlio.
    Il presente intervento non ha fini di lucro, ma esclusivamente di interesse scientifico.

    • Scusate se pongo una questione abbastanza tormentata, in merito a giudizi discordanti fra loro, delle varie autorità preposte al rinnovo delle concessioni e legali demanialisti. Si tratta di concessioni storiche rilasciate a privati (non associazioni), per uso deposito attrezzi da pesca e deposito per attrezzi da pesca-sportiva .
      Come ben sappiamo, sono i vecchi deposito costruiti da pescatori su terreno demaniale che hanno conservato le concessioni per decenni ed ora di fronte alla proroga al 2033 alcuni enti “navigano” nell’incertezza di prorogare o no.
      Parlo della Regione Puglia dove ce ne sono un bel po e i concessionari che ne avevano la disponibilità fino al 2020, molti, ad oggi non hanno nessun titolo perché ancora in balia delle amministrazioni che non sanno cosa fare e/o interpretano la legge ognuno a proprio modo.
      Quindi la domanda agli esperti è: RIENTRANO nella legge per la proroga al 2033 o No ?.
      Grazie

    • Sembra ovvio ormai che il punto di caduta per risolvere la questione sia il riconoscimento dell’indennizzo in favore del concessionario uscente.Oppure andare a mettere in discussione norme e regole sanciti nei Principi Fondamentali Della Costituzione Italiana e del Diritto Europeo.La politica aspetta con ansia che la Corte Costituzionale li tolga da questo pasticcio perche’ Poco possono piu’ fare senza uscire dai binari delle Leggi interne e dei Trattati internazionali.Lo sa Garavaglia,lo sanno tutti tranne I diretti interessati.

      • Alessandro says:

        Ancora…a parte che è il consiglio di stato e nn la corte costituzionale…questo qualsiasi decisione prenderà il 2033 è inattaccabile per motivi tecnici e burocratici…ci vogliono dai 6 /8 anni per organizzare una cosa del genere e questo tempo verrà rispettato dai comuni ligi …gli altri ci metteranno molto di più ..al 2034

    • Scusami ma caro io sono un concessionario di bacoli dopo veniamo a mangiare a casa tua,ma tu ke cavolo ne sai dei sacrifici ke uno ha fatto per averla

  2. Avv.Lucano says:

    La normativa europea è inapplicabile sulle coste italiane , per questioni logiche, storiche ed economiche . Dovrà l’Europa dopo lo scontro con la normativa italiana , trovare il modo di salvaguardare il tessuto economico e sociale della miriade di imprese balneari a carattere familiare. Non è un problema risolvibile con le aste , è un problema di lavoro e della sua tutela in tutte le sue forme , anche sui beni pubblici , che se ne facciano tutti una ragione .

    • Non capisco come un Avvocato (Lucano nel caso specifico), o almeno uno che si fregia di tale titolo, possa riportare frasi del genere: “La normativa europea è inapplicabile sulle coste italiane”; “Dovrà l’Europa dopo lo scontro con la normativa italiana”; e ancora: “Dovrà l’Europa […] trovare il modo di salvaguardare il tessuto economico e sociale della miriade di imprese balneari a carattere familiare”; “Non è un problema risolvibile con le aste , è un problema di lavoro e della sua tutela in tutte le sue forme , anche sui beni pubblici”.
      Sono basito!!! Ma abbiamo studiato su libri diversi??? Dove sta scritto che la normativa europea è inapplicabile sulle coste italiane??? Le coste italiane sono state estromesse dalla UE e io non ne sapevo nulla???
      E lo scontro dell’Europa con la normativa italiana??? Che istituto è questo “scontro”? La UE non si scontra con le normative nazionali, ma avendo le sue norme un rango superiore, le sanziona per mezzo della Commissione prima e della Corte di Giustizia poi. Mai una norma della UE si è infranta contro le norme nazionali, è sempre successo il contrario.
      Per non parlare del farsi carico della salvaguardia del tessuto economico e sociale di alcune famiglie italiane. Ma la UE (non l’Europa) si fa carico della salvaguardia del tessuto economico e sociale di un intero Stato, oppure di una regione, attraverso degli efficacissimi strumenti di finanziamento, mai dei singoli cittadini. Dove l’ha trovata questa castroneria?
      E infine… esisterebbe un contrasto tra le aste e il lavoro… presumibilmente allude all’assegnazione delle concessioni con modalità di evidenza pubblica. Ma questa modalità, cioè quella del libero mercato che esclude i privilegi di pochi a danno di molti, ha sempre portato ad un incremento del lavoro, non alle emergenze occupazionali. Solo gli Stati che ostacolano il libero mercato o favoriscono i monopoli, hanno problemi di disoccupazione, per il semplice motivo che in quegli Stati fare impresa è più difficile.
      La prego Avvocato Lucano, faccia come Wikipedia, quando fa queste affermazioni riporti le fonti, così anche noi abituati a scrivere in base a dati oggettivi possiamo aggiornarci con queste sconvolgenti novità che in ogni suo intervento escono fuori come conigli dal cilindro del mago.

      • Avv.Lucano says:

        E perdi tutto questo tempo per scrivere tutte queste cose ovvie. Devi trarre la giusta conclusione dalle affermazioni, nn sto scrivendo un parere legale ma sto affermando un pensiero . Cioè quello che ciò che vuole l’Europa difficilmente verrà applicato in Italia. Nn serve fare sermoni su mondo balneare per spiegare concetti ripetuti milioni di volte, la concorrenza, le aste , la parità ecc , basta offendere chi lavora .

  3. Avv.Lucano,la normativa Italiana c’e’ esiste da sempre,ed e’ applicabilissima e molto simile a quella Europea.Se ne faccia una ragione.E poi con questa storia dei balneari storici…….quanti ne sono subentrati attraverso le vendite che si sono sempre fatte?Si diventa magicamente storici purche’
    si comprino Le spiagge direttamente dai balneari con titolo nobiliare incluso nel prezzo?

  4. Avv.Lucano says:

    Aprite la mente e pensate alle migliaia di famiglie che lavorano in modo onesto. Forse cambierete prospettiva. E comunque nn sta scritto da nessun parte che l’iper concorrenza sia la strada giusta, anzi per molti compreso il sottoscritto è la morte delle spiagge italiane e della sua cultura ricettiva .

    • Quando parla Lucano mi viene sempre in mente il paragone con un medico che nega I principi fondamentali della sua scienza.Ma forse devo aprirla la mente.

  5. Avv. Lucano mi sorge il sospetto che lei gestisca o persone vicino a lei gestiscono una concessione demaniale e in tal caso ben venuto negli opinionisti di parte, cioè con interessi propri che però devono distinguersi da Mistral e avv. Suck e Ilaria i quali commentano per etica propria…io punto alla concessione che riguarda lei e lei la difende e io lo capisco ma mi farei chiamare “balneare lucano” più che “avv lucano”!

    • Avv.Lucano says:

      Nessun problema chiamami come vuoi sarebbe un onore essere un balneare , nn devo dimostrare niente a nessuno, ma per me ragionate a senso unico senza calarvi nei panni di chi lavora e ha investito su una spiaggia la propria vita . Poi mi auguro che il vostro sogno si avveri, per carità, ma la vedo molto dura, qua sono anni che parlate ma la vostra rivoluzione evidentemente è molto complicata. Buona fortuna

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