Emilia-Romagna

Bellaria, ecco il futuro della spiaggia secondo i balneari

Il progetto di riqualificazione dell'architetto Gori, commissionato dalla Cooperativa Bar di spiaggia, riconosciuto come eccellenza dall'Università La Sapienza.

Gli stabilimenti balneari di Bellaria Igea Marina disegnano il proprio futuro a modo loro, con un piano di riqualificazione dell’arenile, commissionato dalla Cooperativa bar di spiaggia, la cui eccellenza è stata già riconosciuta dall’Università La Sapienza di Roma. Il progetto va a collocarsi nell’acceso dibattito in corso in questi giorni tra i balneari di Bellaria e l’amministrazione comunale, con i primi che si oppongono alle evidenze pubbliche che la giunta Ceccarelli vorrebbe istituire già da quest’anno su tutte le 140 concessioni della località romagnola (che insistono su demanio comunale).

Il progetto di riqualificazione dell’arenile di Bellaria Igea Marina, firmato dall’architetto Cristian Gori del Coworking Studio e promosso dalla Cooperativa Bar di spiaggia di Bellaria Igea Marina, è stato illustrato nella recente XX Conferenza della Società Italiana di Urbanisti all’Università la Sapienza di Roma. Una vetrina di eccellenza, che evidenzia la qualità della proposta come uno dei più importanti progetti urbani italiani, per reinterpretare in modo innovativo l’intera fascia costiera di Bellaria Igea Marina proponendo questa nuova visione all’amministrazione comunale che sta appunto decidendo in queste ore il futuro dell’arenile bellariese (vedi notizia).

L’idea particolarmente interessante è quella di «concepire l’intera fascia a mare della ferrovia come un “woonerf marino“, ovvero un ambito condiviso a uso prevalentemente ciclopedonale, coinvolgendo in modo organico arenile e zona alberghiera», ci spiega l’architetto Gori. Il progetto, intitolato “Live the coast line“, mira infatti a promuovere una nuova immagine ideologica della costa, sviluppando l’idea del woonerf marino su cinque obiettivi prestazionali: salubrità ambientale, sicurezza urbana, rinnovamento dei servizi balneari, socialità, soggettività. «Si tratta di requisiti-obiettivo – aggiunge Gori – frutto di una mediazione concertata in grado di riflettere su aspirazioni, criticità e problematiche presenti nel contesto. Il tutto è finalizzato a tradurre i nuovi orientamenti economici, sociali e culturali del sistema vacanziero balneare locale in una nuova riorganizzazione dei luoghi, sia di quelli privati che pubblici».

Tre i punti salienti della proposta avanzata all’amministrazione, così illustrati dall’architetto Gori: «Primo punto, contemplare tutte le strade che conducono verso il mare come “passage“, introducendo l’applicazione del floorscape per la loro valorizzazione. Questo obiettivo è perseguibile mediante la realizzazione di manti stradali specifici ed elementi di arredo coordinati, al fine rendere perimetralmente visibile la connotazione del woonerf marino. Dagli asfalti colorati ai lampioni pubblici, dagli elementi di arredo urbano alle insegne pubblicitarie, sino ai nuovi impianti tecnologici informatici che consentono di “connettersi” e interagire con la città. Secondo punto, la realizzazione del nuovo percorso di lungomare, con cui dare seguito alla riqualificazione degli assi attualmente esistenti nelle località di Igea Marina e Bellaria centro, estendendo poi il completamento per il tratto attualmente mancante in corrispondenza della parte nord della città. Ciò implica la trasformazione dell’asse stradale da semplice linea di accessibilità carrabile, come è sempre stata interpretata in passato, in un’occasione per caratterizzare la morfologia degli spazi urbani con piste ciclopedonali e marciapiedi con incluse aree di socializzazione e di permanenza arredate. Terzo e ultimo punto, nonché l’aspetto più innovativo del masterplan, è quello di concepire e affermare lo spazio riservato ai servizi per le attività balneari, bar e ristoranti come una specifica tipologia di spazio sociale. Più precisamente, si intende riconoscere questa fascia riservata ai servizi come un ambito di “filtro” che coniuga la naturalezza della spiaggia con la densità della città urbanizzata. Un luogo peculiare divenuto tale grazie agli investimenti degli storici imprenditori privati, la cui presenza ha reso possibile quel processo di antropizzazione che consente tutt’ora di vivere la linea di costa romagnola».

Le linee di disposizione sulle quali dovranno essere progettati architettonicamente i chioschi e le cabine per riorganizzare la fascia dei servizi è frutto di un attento studio della prossemica sui modi di come vengono vissuti questi luoghi da turisti e operatori. «Dal punto di vista urbanistico – sottolinea Gori – blocchi edilizi si dispongono ortogonalmente al profilo di costa, al fine di creare dei coni visivi che consentano la vista del mare dall’asse del lungomare. Una scelta strategica che consente di evidenziare il waterfront del lungomare. Ciò si traduce, nella scala edilizia, con la riproposizione dello schema insediativo urbano “a pettine” nel carattere distributivo delle architetture degli stabilimenti balneari. Un atto compositivo, dove l’input architettonico trova nelle forze esterne della dinamica urbana la sua origine».

Altro aspetto particolarmente apprezzabile è la “flessibilità controllata” che offre il masterplan, in grado di garantire la possibilità ai singoli operatori di esprimere la propria soggettività nella realizzazione delle proprie attività. Contemporaneamente, però, viene assicurata dal punto di vista del risultato morfologico una “unità conoscitiva”, permettendo quindi di connotare il tratto rivierasco di Bellaria Igea Marina a livello paesaggistico costiero.

Tali input progettuali sono tradotti in una “immagine struttura” attraverso la quale intraprendere le azioni di valorizzazione dell’ambiente urbano e del paesaggio marino. Si tratta insomma di un masterplan che richiama l’attenzione alla valorizzazione delle energie del territorio, includendo nelle potenziali risorse non solo quei caratteri naturalistici ambientali, ma anche l’affermazione di quei caratteri prestazionali di natura antropologica che rappresentano l’essenza stessa di questa realtà.

«La mia è un’idea progettuale concreta – conclude l’architetto Gori – che ha espressamente voluto evitare l’illusione a modelli utopici di città turistica non pertinenti al contesto specifico. Un masterplan che fa parlare di Bellaria Igea Marina a livello nazionale, in virtù della capacità di essere riuscito a compiere quel passaggio dalla riflessione concettuale al suo modo di essere architettonico e urbano. Un’azione propositiva della Cooperativa Bar di spiaggia che intende allargare la riflessione all’amministrazione e alla città, per dare seguito in modo concertato al rinnovamento della fascia costiera di Bellaria Igea Marina».

In poche parole, un progetto esemplare di rigenerazione urbana e paesaggistica sulla costa italiana, che si spera possa concretizzarsi al più presto.

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