Puglia

Bari, Decaro estende concessioni balneari al 31 dicembre 2024

Il sindaco è anche presidente dell'Anci e la sua scelta potrebbe influenzare altri Comuni

Il Comune di Bari ha approvato ieri una delibera per disporre l’estensione della validità delle concessioni demaniali marittime fino al 31 dicembre 2024. Si tratta di una notizia particolarmente rilevante poiché il sindaco della città, Antonio Decaro, è anche presidente dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci), pertanto la sua scelta potrebbe influenzare le amministrazioni ancora indecise sul da farsi. Al momento infatti, com’è noto, i funzionari locali sono spaccati fra chi è orientato a rispettare la nota sentenza del Consiglio di Stato di novembre 2021, che ha imposto la scadenza delle concessioni il 31 dicembre 2023 e proibito qualsiasi ulteriore proroga automatica, e chi invece sta applicando la legge 118/2022 del governo Draghi che ha consentito un anno di deroga in più in caso di “difficoltà oggettive” a espletare le gare. L’Anci non è espresso un parere ufficiale in merito e ogni Comune sta agendo per conto proprio, ma la scelta di Bari è di peso non solo per il ruolo del primo cittadino, bensì anche per come è stata motivata la volontà di avvalersi dell’anno in più.

Spiega infatti una nota del Comune di di Bari: «La giunta comunale ha approvato la delibera che individua al 31 dicembre 2024 il limite massimo per la conservazione delle concessioni demaniali marittime prorogate per legge negli anni passati e ricadenti sul territorio cittadino di Bari. La proroga garantisce la continuità dei servizi offerti dai concessionari all’utenza, la conferma degli introiti in favore degli enti concedenti, la conservazione delle infrastrutture e, allo stesso tempo, consente agli uffici comunali l’espletamento delle procedure per il rinnovo del sistema concessorio in ambito locale. Il provvedimento riguarda tutte le concessioni demaniali interessate dalle proroghe disposte “per legge” ma oggetto di decisione contraria del Consiglio di Stato che le aveva dichiarate inefficaci, e pone quindi fine allo stato di incertezza che ne era seguito».

Con lo stesso atto, la giunta comunale ha anche approvato una ricognizione delle concessioni demaniali in essere, con la volontà di «restituire il quadro complessivo delle condizioni d’uso della fascia costiera cittadina, individuando le parti di territorio concedibili e differenziandole da quelle interessate dai divieti della legge regionale n. 17/15» (che impone una determinata percentuale e tipologia di litorali da non mettere in concessione, NdR). «La delibera dà infatti conto della ricognizione sullo stato attuale in base alla morfologia del territorio, alle funzioni assolte e alle limitazioni imposte dalla disciplina di settore, e restituisce il quadro complessivo delle condizioni d’uso della fascia costiera, individuando le parti di territorio concedibili e mettendone in evidenza il grado di occupazione».

Conclude la nota dell’amministrazione comunale: «La lunghezza complessiva della linea di costa barese interessata corrisponde a 34,34 chilometri. Di questa, una lunghezza di 7,23 chilometri è esclusa dalle competenze delegate al Comune (aree portuali e basi logistiche militari) mentre un’altra, estesa circa 10,55 chilometri, è fascia demaniale marittima “non utile” per via delle restrizioni indicate dalla legge. Della fascia costiera “utile”, la cui lunghezza complessiva corrisponde a 16,56 chilometri, una parte (5,20 chilometri) presenta scarse o limitate capacità di impiego per via delle caratteristiche intrinseche e costruttive. In questo quadro, secondo le previsioni dell’articolo 8, comma 2, legge regionale 17/2015, la ripartizione “Governo e sviluppo strategico del territorio” dovrà procedere all’istruttoria per l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime secondo procedure improntate ai principi comunitari in materia di concorrenza».

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