Sindacati e associazioni

Bandiere Blu, record Italia: “Merito dei balneari, ma servono certezze sul futuro”

Le associazioni di categoria rivendicano il contributo dei concessionari nel mantenere le spiagge pulite, sicure e confortevoli: "Un errore distruggere il settore con la Bolkestein"

Cresce il numero di Bandiere Blu italiane, con un totale di 236 località costiere, dieci in più rispetto al 2023: si conferma così anche quest’anno l’eccellenza delle spiagge del Belpaese, grazie soprattutto al costante impegno degli imprenditori balneari nel preservare e migliorare la bellezza dei nostri litorali. Sono dunque anche le associazioni nazionali di categoria a festeggiare l’assegnazione delle Bandiere Blu 2024 annunciate ieri, che vedono l’Italia classificarsi al quarto posto nel mondo tra i paesi con il maggior numero di vessilli rilasciati dalla ong Foundation for Environmental Education.

«Le nostre spiagge si confermano la destinazione preferita dei vacanzieri: questo anche perché i 30.000 imprenditori balneari italiani ci mettono professionalità, esperienza e tanta passione», commenta Antonio Capacchione, presidente del Sindacato italiano balneari aderente a Fipe-Confcommercio. «La balneazione attrezzata italiana, con i suoi servizi di eccellenza costituisce, un fattore di competitività di queste località e, complessivamente, del nostro paese nel mercato internazionale delle vacanze. Pertanto sarebbe estremamente dannoso per tutti lederla o distruggerla. Ma oggi gli imprenditori balneari hanno assolutamente bisogno di certezze per il futuro». Il riferimento è alla scadenza delle concessioni, fissata per il prossimo 31 dicembre con l’obbligo di riassegnarle tramite gare pubbliche nel rispetto della direttiva europea Bolkestein.

Prosegue il presidente del Sib-Confcommercio: «La “questione balneare”, che coinvolge un settore strategico per l’economia del paese, è molto delicata perché riguarda decine di migliaia di famiglie che rischiano di perdere le proprie imprese e l’unico reddito da lavoro. Auspichiamo che quanto prima si emani una legge che concili l’esigenza della concorrenza con la tutela dei diritti degli imprenditori balneari: dalla conservazione del lavoro alla salvaguardia della proprietà aziendale, fino alla tutela del loro legittimo affidamento nelle leggi e nei provvedimenti delle istituzioni. Tutto questo a vantaggio dell’ambiente, dell’offerta turistica, dell’economia, dell’occupazione e, in modo particolare, dell’immagine del Belpaese».

Analogo il commento congiunto di Fabrizio Licordari, presidente di Assobalneari-Confindustria, e Bettina Bolla, presidente di Base balneare: «Questo successo, che premia il turismo non solo marittimo, ma anche lacustre e fluviale, non sarebbe possibile senza il costante e serio operato dei balneari, veri custodi delle nostre spiagge. La qualità delle coste italiane nasce dall’impegno che dedichiamo nella gestione e nella manutenzione dei nostri stabilimenti, nel rispetto di elevati standard di pulizia, sicurezza e qualità dei servizi offerti ai clienti. Grazie al nostro lavoro, abbiamo trasformato i litorali italiani in una delle mete più ambite per i turisti provenienti da tutto il mondo e, quotidianamente, contribuiamo attivamente alla conservazione del nostro prezioso patrimonio naturale. Il riconoscimento delle Bandiere Blu ci incoraggia a continuare su questa strada di eccellenza e responsabilità ambientale, ma per poter continuare a offrire il nostro contributo, è fondamentale che il governo si impegni a promulgare una legge che tuteli e valorizzi l’operato di oltre 30.000 imprese che, oggi, vivono in una situazione di caos e incertezze».

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