Il Sib-Confcommercio proclama la mobilitazione generale dei balneari. Lo ha deciso il Consiglio Direttivo Nazionale dell’associazione nella riunione del 19 maggio 2026, che ha esaminato le ultime vicende relative alle concessioni demaniali marittime ad uso turistico ricreativo.
“Gli Enti concedenti (Comuni e Autorità portuali) stanno nella quasi totalità dei casi attendendo l’emanazione del cd bando tipo previsto dall’art. 8 del Dl. 11 marzo 2026 nr. 32 convertito con la legge 8 maggio 2026 nr. 71”, riepiloga una nota del Sib. “Nei pochi casi in cui si è assistito a una “fuga in avanti” effettuando i bandi si sta assistendo a rilevanti disservizi con mancanza totale (Ginosa) o parziale (Ostia, Spotorno, Bibione, ecc.) dei servizi di balneazione con gravissimo nocumento per le relative destinazioni turistiche”.
“Il problema della errata applicazione della Bolkestein viene sempre più percepita dall’utenza che viene privata dei servizi balneari di eccellenza che caratterizzano l’offerta turistica del Paese e che rischia di trasformarsi in una diminuzione delle spiagge presidiate dal servizio di assistenza ai bagnanti”, prosegue il Sib. “È stata grave la mancata approvazione degli emendamenti presentati al decreto legge 32/2026 Commissari per superare l’attuale situazione caotica sulle modalità di affidamento delle concessioni demaniali marittime. Bene, invece, quanto legiferato dalla Regione Calabria che, recependo le nostre richieste in merito, per la corretta applicazione della Direttiva Bolkestein e per incentivare la ricostruzione delle aziende danneggiate dal ciclone Harry. L’auspicio è che il Governo non le contesti magari sollevando un conflitto di competenze davanti alla Corte Costituzionale”.
Conclude la nota: “È comunque urgente e indispensabile, in materia, un intervento normativo chiarificatore del Governo e del Parlamento. La gravità della situazione impone la mobilitazione della nostra Organizzazione e della categoria in via preliminare con una diffusa e capillare campagna informativa rivolta ai Rappresentanti di ogni schieramento politico (senatori e deputati), alle Istituzioni territoriali (Regioni, Provincie e Comuni) e soprattutto all’utenza balneare. Non si esclude alcuna forma di protesta e di azione sindacale che dovesse essere necessaria nel caso di perdurante inerzia del Governo”.
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