«È grave che il governo non abbia ancora emanato un provvedimento legislativo chiarificatore, più volte invocato, che non solo salvaguardi la balneazione attrezzata italiana, ma soprattutto superi lo stato di caos amministrativo e giudiziario in cui versa il settore». Lo ha dichiarato Antonio Capacchione, presidente del Sindacato italiano balneari aderente a Fipe-Confcommercio, nel corso della giunta nazionale convocata d’urgenza a Roma per definire le prossime mobilitazioni della categoria, dopo la manifestazione dello scorso 11 aprile.
«Il rischio è non solo che la possibile assenza dei servizi alla balneazione e del salvamento possa creare problemi alla pubblica incolumità, ma anche e soprattutto che scompaiano migliaia di posti di lavoro, non solo stagionali», ha continuato Capacchione.
Il massimo organo dirigente del Sib-Confcommercio ha deliberato di «avviare una serie di iniziative di protesta, sia locali che nazionali, per la mancata emanazione di una legge che sta mettendo in pericolo non solo la sopravvivenza di 30.000 imprese balneari, ma in special modo l’immagine e il settore turistico del paese, con conseguenti gravissime ripercussioni economiche e occupazionali».
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