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Balneari, Sib: “Governo completi riforma concessioni e preveda ristori per imprese di spiaggia”

Le richieste dell'associazione sono state esposte nel corso di un'audizione in Senato

Il Sindacato italiano balneari contesta il mancato aiuto economico alle imprese di spiaggia durante l’emergenza Covid e ribadisce l’urgenza di una riforma organica del settore che completi il rinnovo delle concessioni e dia un assetto normativo certo agli imprenditori. In una nota inviata alla commissione industria al Senato in occasione di un’audizione sui sistemi di sostegno e di promozione dei servizi turistici, l’associazione balneare aderente a Fipe-Confcommercio lamenta che «l’epidemia in corso ha ritardato notevolmente l’inizio della stagione balneare di quest’anno; aumentato i costi di gestione lievitate per le spese di sanificazione e controllo; ridotto le presenze a eccezione dei fine settimana e dei dieci giorni di agosto complice anche le avverse condizioni atmosferiche. Infatti dalle indagini statistiche è risultato che “il turismo nei primi 8 mesi del 2020 in Italia porta un calo totale del -58,5%, mentre quello della sola estate registra un valore più contenuto di – 42,4%” (bollettino Enit n. 9 del 22 ottobre 2020). Quest’anno, pertanto, in attesa di più precise rilevazioni, si sarebbero avute solo 84 milioni di presenze e 24 milioni di arrivi con una perdita di 28 miliardi del segmento “mare” e di circa 3 miliardi per i soli servizi alla balneazione».

Inoltre, l’associazione rimarca l’urgenza di risolvere i problemi legati al rinnovo delle concessioni fino al 2033: «Purtroppo, a dispetto delle aspettative di governo e parlamento, sono molti i Comuni e le Autorità di sistema portuali che non hanno ancora applicato la legge n. 145/2018.
Nel contempo, siffatta proroga è stata disapplicata da diversi giudici italiani: da ultimo con la sentenza della Cassazione penale n. 1082 del 21 ottobre 2020. Sussiste, pertanto, il rischio concreto e attuale che i titolari di concessioni demaniali marittime prorogate per legge possano essere ritenuti addirittura responsabili del reato, ancorché contravvenzionale, di occupazione abusiva di cui all’articolo 1161 del Codice della navigazione. Urge, quindi, l’emanazione di una norma che eviti che l’intera balneazione attrezzata italiana venga sottoposta a sequestro penale a seguito di una ingiusta equiparazione fra chi occupa il pubblico demanio senza alcun titolo e chi invece è titolare di una concessione demaniale prorogata per legge».

«Anche se la questione più urgente riguarda la durata delle concessioni demaniali marittime – aggiunge inoltre il Sib – è, comunque, l’insieme della materia che necessita di una riforma organica così come delineata nella legge n. 145/2018 che, purtroppo, non ha sinora avuto alcun seguito (siamo ancora in attesa del dpcm di avvio della riforma che doveva essere emanato entro il 30 aprile del 2019). Si resta, infatti, stupefatti nel constatare come questo settore cruciale sia ancora sostanzialmente disciplinato dal Codice della navigazione del 1942 e che il trasferimento di funzioni dallo Stato alle Regioni sia stato così parziale e contradditorio da creare sin qui conflitti istituzionali e ulteriore confusione per le aziende interessate. Necessitano di soluzioni innovative un insieme di problematiche: dalle modalità di affidamento delle concessioni alla natura delle opere, dalle delimitazioni dei beni demaniali ai criteri di determinazione dei canoni, dalle fattispecie estintive e modificative alla sovrapposizione di soggetti titolari delle funzioni. In tale riordino è centrale la salvaguardia delle aziende attualmente operanti nel rispetto di due principi giuridici e di giustizia tanto elementari quanto fondamentali: la tutela del legittimo affidamento, che rischia di essere gravemente leso e offeso se non viene trovato il corretto e giusto rimedio così come indicato dalla stessa sentenza della Corte di giustizia europea del 14 luglio 2016 “Promoimpresa”; e la salvaguardia del diritto alla proprietà della propria azienda così come tutelato proprio dalla giurisprudenza comunitaria (v. sentenza della Cgue del 28 gennaio 2016 “Laezza”), in quanto la concessione demaniale costituisce presupposto indissolubilmente connesso all’azienda tal che il trasferimento dell’una comporta anche il trasferimento dell’altra».

Per quanto riguarda i ristori alle imprese danneggiate dalla crisi economica dovuta al Covid-19, il Sib denuncia infine che «nei complessivi 100 miliardi di aiuti economici stanziati in favore delle attività economiche per l’emergenza causata dal Covid-19, non un euro è stato destinato ai balneari. È emblematico, a tal proposito, che le aziende balneari siano le uniche a essere state escluse persino dal credito di imposta del 65% previsto per gli investimenti nel turismo (articolo 79 del decreto legge 14 agosto 2020 n. 104, convertito con la legge 13 ottobre 2020 n. 126 cd “decreto agosto”). Disorienta, pertanto, che nei molteplici interventi normativi sin qui adottati dal governo non vi sia stato alcun provvedimento economico in favore delle aziende balneari relativamente al canone o alla modifica del trattamento fiscale ingiusto per le 30.000 imprese del settore (dall’aliquota Iva al 22% invece che al 10% come per tutte le altre aziende turistiche al pagamento della Tari per l’intero anno e non per il periodo di effettivo esercizio dell’attività)».

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Il Sindacato italiano balneari si è formalmente costituito il 14 dicembre 1960 e, attraverso la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), aderisce alla Confcommercio - Confturismo.
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    Ma ristori per cosa ? Ormai il 31 dicembre è prossimo , la stagione è finita , La riforma è presto che fatta , devono essere messe a gara pubblica ,mi pare che sia chiara la cosa , gli ITALIANI non ne hanno soldi da spendere in INFRAZIONI con L Europa perché si proroghino illegalmente ,VIOLANDO I TRATTATI EUROPEI.
    Buona giornata

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      Non sai neanche di cosa parli!!! Di infrazioni l’Europa ne ha aperte all’incirca una quarantina nei confronti dell’Italia da anni !!! Ma neanche una per quello che riguarda le concessioni poi la proroga a già 2 anni e ancora non si è sentito niente!!!! Anche perché lo stesso bolkestein a detto che le spiagge non rientrano nella normativa!!!!quelli come te mi fanno schifo non pensate che dietro una spiaggia c’è gente con famiglia e un mutuo aperto…..ripeto fate schifo.

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    Sono già partite le prime diffide per i comuni che hanno provato ad estendere CON RISERVA tra l’altro le concessioni fino al 2033 perché sono consapevoli del fatto che non possono essere prorogate . Le infrazioni sono state avviate a partire dal 2006 .
    BASTA !!!!!!!
    È solo questione di tempo non vanno a bando quest’anno andranno il prossimo , la proroga è illegittima , non si può regalare un pezzo di spiaggia pregiatissimo una ricchezza , senza una evidenza pubblica , non si può più fare questa è solo la punta dell’iceberg , avete trasformato il diritto di concessione con un diritto di proprietà, illegalmente privatizzando tutto .
    Ma ripeto è solo questione di tempo , finirà presto !

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