Sib-Confcommercio

Balneari, Sib: “Fiducia in prossimo governo per tornare a investire”

Le parole del presidente Capacchione all'assemblea di stamane al Sun di Rimini: "Riforma Draghi ingiusta e sbagliata"

RIMINI – «È giunto il tempo di mettere la parola “fine” all’annosa vicenda delle concessioni balneari, che ci trasciniamo dal 2009: anziché intervenire con l’accetta come ha fatto l’ex premier Draghi, bisogna operare col bisturi per evitare di fare altri danni». Così Antonio Capacchione, presidente del Sindacato italiano balneari aderente a Fipe-Confcommercio, ha aperto l’assemblea generale dell’associazione stamattina al SUN di Rimini, fiera nazionale del settore in corso fino a domani in contemporanea con TTG e SIA. «Sei turisti su dieci scelgono il mare non solo per la bellezza naturale delle spiagge italiane, ma soprattutto per la qualità dei servizi offerti dagli stabilimenti balneari, che è unica al mondo», ha sottolineato Capacchione. «Per questo, quando lottiamo per la tutela delle nostre imprese, lottiamo anche per salvaguardare l’Italia».

«Il settore balneare è sano ed efficiente – ha proseguito il presidente del Sib – e si è sviluppato con la fiducia nelle leggi dello Stato, perciò ora lo Stato non può tradirci. Vorremmo investire in riqualificazione delle nostre strutture, efficientamento energetico, pannelli solari e difesa della costa, ma manca il presupposto della certezza normativa. Avevamo la legge 145/2018 che era un provvedimento ben scritto, con le linee guida per il riordino del settore e una tempistica adeguata per completare tutti i passaggi, ma poi il dpcm attuativo non è mai stato emanato e perciò l’Unione europea ha avviato una procedura di infrazione, com’era ovvio dopo due anni di attesa. Tuttavia, è profondamente ingiusto e sbagliato che Draghi abbia imposto, con la legge sulla concorrenza, la messa a gara di tutte le concessioni demaniali marittime in spregio alla stessa sentenza della Corte di giustizia europea “Promoimpresa” che la prescrive solo laddove la risorsa sia scarsa o vi sia un interesse transfrontaliero certo».

«Siamo fiduciosi che il nuovo governo manterrà le promesse fatte – ha concluso Capacchione – e attendiamo una convocazione per poter fornire il nostro contributo. I tempi non sono più rinviabili, in quanto già oggi dobbiamo programmare gli investimenti per la prossima stagione. Ci aspettiamo l’apertura di un dialogo per un percorso corretto senza contenziosi amministrativi».

All’assemblea del Sib sono intervenuti, in rappresentanza rispettivamente di Regioni e Comuni, l’assessore al turismo dell’Emilia-Romagna Andrea Corsini e l’assessora al demanio di Rimini Roberta Frisoni. «Il settore balneare si trova in una fase di sospensione – ha evidenziato Corsini – e stiamo attendendo di capire le mosse che intende fare il prossimo governo per una soluzione che deve essere definitiva. Spero francamente che non si torni a parlare di “uscita dalla Bolkestein” o di proroghe di dieci-quindici anni: ciò significherebbe fare ancora demagogia sulle teste degli imprenditori balneari, mentre questo è il momento di essere seri e realisti, dando garanzie concrete rispetto ai criteri con cui effettuare le evidenze pubbliche e gli indennizzi agli eventuali concessionari uscenti».

«Speravo che il governo Draghi facesse un po’ meglio su questo tema – ha ammesso Corsini – e invece ha escluso Regioni e Comuni dalla stesura della norma. Ma fortunatamente ci sono ancora i margini per rimediare in fase di decreto attuativo. L’importante è restituire certezza alle imprese e fissare alcuni criteri generali sulla riforma, per poi lasciare alle Regioni e ai Comuni i margini per scrivere i bandi a seconda delle rispettive specificità territoriali».

Infine l’assessora Frisoni, in merito alle difficoltà dei Comuni, ha evidenziato che «in questi ultimi anni gli investimenti pubblici sui waterfront sono andati avanti, mentre quelli dei privati sono rimasti bloccati a causa dell’incertezza normativa. Anche le amministrazioni locali sono terrorizzate dai bandi, perché ci sono tempi molto stretti e non conosciamo ancora i criteri. Chi ha scritto questa riforma a Roma non vive sulla propria pelle le difficoltà dei Comuni: saremo noi a scrivere i bandi e ricevere gli eventuali ricorsi, perciò è grave che il governo non ci abbia consultato in fase preventiva».

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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