Sindacati e associazioni

Balneari, Sib e Fiba chiedono incontro a Mattarella

Capacchione e Rustignoli hanno scritto al presidente della Repubblica per contestare le sue riserve sulla proroga di un anno delle concessioni

I presidenti del Sib-Confcommercio Antonio Capacchione e di Fiba-Confesercenti Maurizio Rustignoli hanno inviato una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che nei giorni scorsi ha espresso riserve sulla proroga di un anno delle concessioni balneari approvata nel decreto milleproroghe. «I balneari italiani da troppo tempo vivono e lavorano in uno stato di profonda incertezza per l’abrogazione, con il decreto n. 194 del 30 dicembre 2009, del cosiddetto “diritto di insistenza” che fino ad allora aveva assicurato la continuità aziendale inducendo gli attuali operatori a scegliere questa attività e a farne una scelta di vita», esordisce la lettera. «Da quel momento si è proceduto a prorogare la scadenza delle concessioni vigenti nelle more di una riforma della materia sempre rinviata e mai fatta da tutti i governi che nel frattempo si sono succeduti».

Proseguono Capacchione e Rustignoli, entrando nel merito delle riserve di Mattarella: «Lo scorso 24 febbraio, in occasione della promulgazione della legge di conversione del decreto legge n. 198 del 29 dicembre 2022, ha inviato una sua lettera al presidente del consiglio dei ministri e ai presidenti di Camera e Senato, per segnalare molteplici profili di criticità del provvedimento legislativo. Fra le evidenziate criticità ha menzionato anche le norme che hanno ulteriormente prorogato le concessioni demaniali marittime con finalità turistico ricreative. Ha quindi invocato un intervento legislativo che assicuri la concorrenza e nel contempo tuteli i diritti degli operatori e la certezza del diritto. Signor presidente della Repubblica, quanto da lei invocato è proprio quello che da tempo chiedono i balneari italiani: che l’esigenza di una maggiore concorrenza non avvenga a discapito dei diritti fondamentali, come il lavoro e la proprietà aziendale degli attuali operatori o violando il loro legittimo affidamento nelle leggi e nei provvedimenti del nostro Stato. Per cui ci auguriamo che la sua lettera contribuisca alla soluzione strutturale e definitiva della
questione».

Nella sua lettera, Mattarella ha anche sottolineato la necessità di interventi legislativi non confliggenti con il diritto europeo. In merito a questo, precisano i presidenti di Sib e Fiba, «i balneari italiani chiedono proprio la corretta applicazione del diritto europeo. Ci è stato evidenziato che la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea “Promoimpresa”, che ha affrontato la questione, ha chiarito che l’applicazione della direttiva Bolkestein presuppone la scarsità della risorsa che spetta allo Stato italiano accertare (punto 43). La stessa sentenza ha anche precisato (punto 56) che l’applicazione della medesima direttiva debba avvenire nel rispetto dei “motivi imperativi di interesse generale” fra i quali rientrano, fra l’altro, proprio i menzionati diritti al lavoro, alla proprietà aziendale e alla tutela del legittimo affidamento».

Aggiungono Capacchione e Rustignoli: «Signor presidente della Repubblica, nella sua lettera ha anche segnalato la possibile incompatibilità delle norme varate con “sentenze definitive numero 17 e 18 dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato”. Con deferenza e rispetto facciamo presente che si tratta di sentenze che hanno sollevato diffuse
perplessità, critiche e persino sconcerto fra i giuristi per la presenza di molteplici e gravi vizi: dal diniego all’eccesso di giurisdizione; dall’invasione del potere legislativo a quello della Corte costituzionale. Per tale motivo sono state, con il convinto e appassionato patrocinio di autorevoli giuristi, ritualmente impugnate davanti alla suprema Corte di Cassazione a sezioni unite».

Conclude la lettera: «La balneazione attrezzata italiana è il frutto del lavoro di decine di migliaia di famiglie che hanno avuto l’unico torto di aver creduto nelle leggi dello Stato e che adesso rischiano di perdere il lavoro e il frutto del loro lavoro. Anche in considerazione del suo autorevole intervento, le chiediamo un incontro per meglio rappresentare le ansie e le preoccupazioni di chi ha realizzato, con sacrifici e passione, un modello di balneazione che il mondo ci invidia».

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