Sardegna Sindacati e associazioni

Balneari sardi uniti contro sentenza Consiglio di Stato che annulla validità concessioni

Convocata un'assemblea generale il 26 novembre per stabilire le risposte della categoria

Le associazioni di categoria che rappresentano gli imprenditori balneari della Sardegna hanno firmato per la prima volta una lettera congiunta che condanna la sentenza emessa due giorni fa dal Consiglio di Stato per annullare l’estensione al 2033 delle concessioni demaniali marittime. Si tratta di un primo e significativo segno di unità dei sindacati di settore davanti a questo momento drammatico per la categoria. Le tre associazioni firmatarie della lettera – Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti e Federbalneari – hanno anche convocato un’assemblea generale per il prossimo 26 novembre alle ore 11 al Palazzo dei congressi di Cagliari, al fine di stabilire le azioni di risposta della categoria.

«Il coordinamento delle sigle sindacali balneari della Sardegna esprime sconcerto in merito alla motivazione della sentenza del Consiglio di Stato, pur nel rispetto istituzionale dei dispositivi in essa contenuti», esordisce la lettera, firmata da Claudio Maurelli (presidente Federbalneari Sardegna), Gianluigi Molinari (presidente Fiba-Confesercenti Sardegna), Claudio Del Giudice (presidente Sib-Confcommercio Sardegna) e Alberto Bertolotti (vicepresidente Sib-Confcommercio). «I rispettivi consigli direttivi nazionali si riuniranno ad horas per decidere le iniziative da intraprendere per tutelare le decine di migliaia di famiglie di lavoratori che da oggi fronteggiano un futuro di nera disperazione».

Prosegue la lettera: «Pur esprimendo deferenza per la decisione, la sentenza appare sconcertante perché il Consiglio di Stato afferma la contrarietà al diritto europeo delle proroghe disposte dal legislatore e dalla pubblica amministrazione in quanto “automatiche e generalizzate” e, nel contempo, stabilisce esso stesso una proroga, assolutamente insufficiente a stabilizzare il comparto balneare, di soli due anni. Il giudice non può sostituirsi al legislatore, cui esclusivamente compete l’onere di trovare il corretto contemperamento tra le esigenze di garanzia della concorrenza e di tutela dei diritti fondamentali dei concessionari, trentamila piccole e medie imprese italiane, nel 98% a conduzione familiare».

«Dopo questa sentenza a sezioni riunite, con un dispositivo che, a parere di molti giuristi, si è esteso al di là delle assegnate competenze, sarà la politica a più voci, con gli orientamenti dei vari partiti, a scrivere la legge quadro di riforma del demanio marittimo, nell’ottica di superare le criticità emerse dalla sentenza. E nei tempi tecnici strettamente necessari per eseguire la ricognizione delle concessioni esistenti ed emanare le regole per le gare, oltre alla messa in sicurezza del comparto», sottolineano i quattro presidenti.

«Si è arrivati in questa situazione perché la politica, dal 2006, non è riuscita a varare una legge quadro di riforma integrale e risolutiva. Spingeremo fortemente perché questa sia equa e condivisa da tutte le parti in causa. Ora la palla passa alla politica nazionale. Il governo ha promesso la legge di riordino del settore subito dopo la sentenza, da scrivere in una ”ottica di problematiche micro economiche” come sostenuto dallo stesso presidente Draghi, ovvero tenendo conto della variegata realtà e delle specificità dell’impresa e del turismo balneare italiani. Le sigle sindacali sarde riunite hanno incontrato già stamattina l’assessore agli enti locali Quirico Sanna, che ha ribadito la linea sino a ora percorsa dal suo assessorato, da tutto il governo e dal consiglio regionale, ovvero di supportare e difendere la piccola impresa balneare sarda. Non intendiamo diventare terra di shopping per i grandi gruppi stranieri. Il costituito coordinamento delle sigle sindacali balneari convoca ora tutte le imprese balneari dell’isola, governo e consiglio regionale e parlamentari sardi a raccolta il prossimo venerdì 26 novembre alle ore 11 al Palazzo dei congressi della Fiera di Cagliari per supportare e stimolare la politica nazionale a legiferare tempestivamente, onde evitare che la Sardegna diventi la “nuova Grecia” come sono riuscite a fare con efficacia Spagna e Portogallo tramite l’adozione di leggi organiche sul demanio, mai contestate da Europa e tribunali», conclude la lettera.

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  1. Complimenti ai pochi sindaci sardi che non avendo prorogato hanno dimostrato coraggio e rispetto delle istituzioni che rappresentano..bravissim!

  2. W l’amministrazione regionale della Sardegna, tutte le altre, assieme al governo nazionale la dovrebbero seguire, affinché venga evitato lo scempio totale in questo Paese, consentendo a tutto il mondo di fare “shopping”, e “saccheggio” sulle coste italiane che, non hanno alcuna analogia con quelle dei Paesi membrI, se si considera che Spagna e Portogallo, non consentiranno a nessuno di mettere all’asta le loro coste. Un vero disastro per l’talia, non solo per i balneari italiani. Una “storia” ASSURDA E INCONCEPIBILE che solo degli inetti potranno consentire!

    • Saccheggio? Perchè quello condotto dai vostri stabilimenti cosa è? Gli arenili sono demanio e devono essere messi all’asta. Anche se venisse Amazon, finita la concessione, amen. Di nuovo all’asta. Concorrenza, concorrenza,………

    • leggete cosa ha fatto draghi…criminale e maledetti voi politici che vi siete venduti….. art. il giornale di udine….la polpetta avvelenata dei fondi europei .draghi svende le nostre spiagge agli stranieri

    • maurelli una soluzione c e ,fondi un partito cosi vediamo i nostri pilitici come spariranno..a disposizioni ci sono milioni di voti le basta per cominciare la battaglia? governi non eletti, politici venduti, antitrust rustichelli con mandato prorogato(difatti è un fuori ruolo e parla di proroghe a noi quando lui è stato il primo a riceverla) cds al sevizio dell europa, presidente del consiglio messo dall europa e non eletto ,passaggi parlamentari azzerati è ora di finirla di farci prendere per il culo. dobbiamo marciare su roma senza troppi indugi e incazzati non col buonismo..i politici non sono piu affidabili dato che appoggiano un criminale di nome draghi,.questa è l anticamera di una rivoluzone. noi nel mio paese siamo pronti e le posso assicurare che non siamo pochi. ci stiamo organizzando sentendo anche colleghi di altre regioni…si aspetta solo la conferma di una data.sempre con i sardi non mollate

      • D’accordo con Ernesto fate anche voi un partito così Ernesto potremo misurare quel consenso nazionale di cui i balneari si riempiono la bocca ma che io neppure trovo qui che è una testata a loro favore.

  3. Forza tutti insieme a fare cosa?A chiedere che venga annullata la sentenza e che si ripristini quel sistema vergognoso che ha permesso di fare I padroni assoluti sulle pubbliche spiagge?E che si scriva chiaro nella vostra legge dei sogni che le spiagge dopo di voi saranno dei vostri figli e poi nipoti oppure che possiate venderle,subaffittarle e fare I cacchi vostri? Volete che si dichiari indennizzabile il fatto di avere comprato,investito sulla fiducia di leggi contrarie al diritto e alle leggi comunitarie e nazionali,Leggi da sempre sottoposte a procedure d’infrazione?Cosa vi garantiva che tutto sarebbe rimasto cosi’?Le promesse elettorali e propagandistic he di chi quelle Leggi le ha fatte sapendo bene che non portavano nulla e a nulla hanno portato?Cominciate a tirare fuori carte e documenti che attestino Chiaramente che avete comprato,investito prima del 2009 e vedere quanto manca per coprire I costi di questi.Dopo il 2009 la buonafede non c’e’ piu’, c’e’ solo l’azzardo e quello e’ un problema solo vostro.

    • Cara Ilaria vedo che l’argomento ti appassiona così tanto da commentare tutti gli articoli che escono di ora in ora. Mi chiedo quale esperienza negativa avrài mai avuto 🤔. Non avendo una partita iva o una attività (presumo) non hai minimamente idea di cosa significhi portare avanti una attività d’impresa in Italia e sul demanio vengono svolte una miriade di attività non solo lettini e bagni. Coloro che come te pensano che da domani di botto tutte le spiaggie diventeranno libere o che magari i costi legati ai servizi caleranno vi sbagliate di brutto. Lo stato non metterà di certo le spiaggie all’asta per incassare meno canone anzi il contrario ed indovina chi pagherà il surplus ?? Ahhh una nazione di fenomeni siamo aha

  4. Nikolaus Suck says:

    Non vi arrendete mai eh? Ma le avete viste le leggi di Spagna e Portogallo invece di parlare a vuoto? Se applicano la Spagna in Italia, avete chiuso del tutto!

    • Si in Portogallo in pratica se ne sbattono altamente della Bolkeinstein e addirittura le concessioni le concedono direttamente per 90 anni . La verità è che ogni nazione ha le proprie peculiarità e nessun paese europeo è minimamente paragonabile all’Italia in tema di economia costiera e questo fa gola a tanti italiani e non. Poi ci mancherebbe se l’Europa ci obbliga a diventare tutti dipendenti pubblici che ben venga 😂

    • è proprio perche le abbiamo viste suck e anche di persona che parliamo dato che sono in vigore dal 14 ottobre 2014 il giorno in cui Vivienne Reading ha dato l ok dell europa. Che fai vigili chi scrive in modo da riferire ai tuoi padroni se c e qualche cosa che non torna? ..da oggi ti sarò col fiato sul collo …ci puoi giurare walter maria del cds. e come ti torno a dire il cds cioe tu suck vi siete spinti oltre le vostre competenze.

  5. Da certi commenti capisco che l’invidia per chi lavora e si è creato una impresa con grandi sacrifici, è più pericolosa del covid-19, almeno quello con il vaccino o con altre precauzioni si può combattere, l’invidia non la cura nemmeno la penicillina.

    • Non c’è invidia
      C’è la consapevolezza che per anni avete fatto quello che avete voluto,non certo con i vostri sacrifici ma sfruttando i lavoratori stagionali.
      Le spiagge non sono vostre , devono essere libere per tutti,io non devo pagare per andare in spiaggia.
      E se così non sarà pazienza ,almeno vi sarà concorrenza.
      Vi siete fatti padroni di una cosa non vostra.

      • Ma padroni di che????le spiagge libere per chi preferisce andarci, ci sono, io penso che lei non sappia minimamente i costi che ci sono per gestire una spiaggia. Ho un lido, e i dipendendo vengono assunti regolarmente e altrettanto regolarmente vengono retribuiti, lavoro in primis presso la mia struttura, senza turni ne giornate di riposo che invece applico per i dipendenti….prima di sputare veleno verso il ns settore, la invito ad informarsi e non fare di tutta l’erba un fascio

        • Andrea Etruria says:

          Non fai niente di più di qualunque altra impresa italiana che però ha le tasse al 63%. Ormai vi sembra che sia un merito pagare la gente che assumete. Guarda che anche noi imprenditori di altri settori lo facciamo e, dipendenti a parte, abbiamo una tassazione che voi balneari neanche immaginate probabilmente. Io fatturo come 3 bagni messi insieme e poi mi devo ritagliare un utile magari uguale ad un solo bagno.

          Le ingiustizie stanno da tutte le parti. Non siete voi le pecorelle indifese. E si, molti di noi, dal fuori, aspettano le aste

  6. In Sardegna le spiagge sono belle grazie alla NATURA , non ai balneari , “i balneari sardi “ se così li volete chiamare mettono solo le sdraio e ombrelloni da giugno a settembre , poi sgomberano tutto , chi ha un chiosco idem non lo lascia mai tutto l’anno anche perché sono rare le strutture fisse IN SARDEGNA, sono tutte concessioni SEMPLICI E DI FACILE RIMOZIONE, quindi che non si venga a raccontare la favola della cicogna , nel frattempo i comuni commissariati INGIUSTAMENTE vista la sentenza del consiglio di stato GIUSTISSIMA ora preparano i bandi , e daranno spazio a tutti , in TRASPARENZA E IMPARZIALITÀ .

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