Il clima di odio contro i balneari ha portato a due gravissime aggressioni contro due concessionari, da parte di tre turisti. I fatti, riportati dal Resto del Carlino, sono avvenuti nei lidi di Comacchio, in provincia di Ferrara. Secondo quanto riferito dal quotidiano locale, i turisti ritenevano che le concessioni fossero scadute e hanno aggredito i due balneari con testate, pugni in faccia e mani al collo.
Si tratta di due distinti episodi. Il primo ha visto come vittima Pier Paolo Carli, titolare dello stabilimento balneare Astor a Porto Garibaldi: una coppia di turisti aveva affittato un ombrellone con due lettini per una settimana e l’ultimo giorno, al momento del conto, si sono rifiutati di pagare i 73 euro richiesti. «La spiaggia non è vostra», ha detto uno dei due, che di fronte alle insistenze del balneare, ha reagito mettendogli le mani al collo.
Peggio ancora è andata ad Alex Ferroni, titolare dello stabilimento balneare Capri a Lido degli Estensi, che ha riportato una frattura al naso. In questo caso si è trattato di uno dei tanti avventori che hanno piantato il proprio ombrellone personale davanti alla prima fila dello stabilimento balneare. Nel corso di questa estate gli episodi del genere sono stati molto numerosi, a causa di una campagna mediatica portata avanti da alcuni comitati e forze politiche radicali che si battono contro le concessioni balneari e a favore delle spiagge libere. In questo caso però il turista, un uomo di 50 anni, ha reagito in modo violento alla richiesta del concessionario di spostare l’ombrellone, ovvero con una testata e un pugno in faccia a Ferroni, procurandogli la frattura del naso.
Si tratta di due episodi gravissimi, che accendono i riflettori sulle conseguenze della disinformazione portata avanti per tutta l’estate dai comitati delle spiagge libere e da alcune forze politiche radicali. A causa delle loro campagne mediatiche basate su falsità, nell’opinione pubblica si è diffusa l’errata credenza che le concessioni siano scadute e che i balneari non abbiano nessun diritto a occupare la spiaggia. In realtà non è così: i concessionari stanno infatti operando in regime di “proroga tecnica” grazie a una regolare autorizzazione consentita dalle leggi locali e nazionali. Alcuni media generalisti hanno dato ampio spazio alla disinformazione delle concessioni scadute, preferendo lo scandalismo alla corretta informazione. Di conseguenza gli episodi di occupazione da parte di turisti, che collocavano i propri teli e ombrelloni all’interno delle aree in concessione, sono stati molto numerosi. E alla fine dell’estate, sono sfociati in due gravissimi episodi di violenza. Complice anche il clima di odio contro i balneari, alimentato da anni di giornali e tv che hanno massacrato la categoria, e che sta andando avanti anche in questi giorni in cui il governo sta scrivendo una norma per regolamentare le gare delle concessioni. Se i comitati delle spiagge libere e le forze politiche radicali hanno la responsabilità di una propaganda aggressiva e scorretta, i media che hanno dato loro voce sono stati irresponsabili, non avendo assolto al compito del giornalismo di informare correttamente le persone. Con le conseguenze appena avvenute sui lidi di Comacchio.
Così Carli riferisce l’episodio al Resto del Carlino: «Una coppia di turisti aveva preso ombrellone e due lettini per una settimana. Sono venuti a pagare il conto di 73 euro, mi hanno detto che non avevano soldi e che siamo degli usurpatori, che la spiaggia non è la nostra ma dello Stato. Che c’è la direttiva Bolkestein e che le spiagge andranno all’asta, che non abbiamo il diritto di chiedere soldi a loro. Che siamo dei farabutti. Li ho seguiti fino al lungomare, ho cercato di far capire loro che non siamo proprio per niente usurpatori, che quello che c’è sulle spiagge ce lo siamo guadagnati, è opera nostra. La donna si è messa a urlare, continuava ad alzare la voce. Io a quel punto le ho risposto, sempre tenendo le mani dietro la schiena. All’improvviso mi ha messo le mani al collo, stringeva. Ancora adesso faccio fatica a deglutire. Mi sono sentito male. Sono arrivati i carabinieri, che hanno preso le generalità dei due turisti, e anche l’ambulanza. Avevo la pressione a duemila, non stavo in piedi». Molto amara è la conclusione del concessionario: «Ci sono persone che sull’onda della direttiva europea ci definiscono usurpatori, ci accusano di esserci arricchiti. Queste parole creano un clima d’odio nei nostri confronti, che in alcune persone finisce per attecchire. Sì, penso che quello che mi è successo sia l’effetto di tutta questa situazione».
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