Prosegue senza novità sostanziali il lavoro di confronto tra il ministero delle Infrastrutture e la Conferenza delle Regioni per elaborare il bando-tipo sulle gare delle concessioni balneari. Anche la riunione del 30 aprile si è chiusa senza la presentazione di alcun documento ufficiale. Si è trattato del terzo appuntamento, dopo quelli del 17 e 27 aprile, in significativo ritardo poiché il testo avrebbe dovuto essere varato entro il 31 marzo scorso.
Il Mit ha confermato che il tavolo di confronto servirà a raggiungere un accordo sui criteri “per l’assegnazione delle concessioni balneari per finalità turistico-ricreative” con gli enti locali, per poi passare al vaglio delle associazioni di categoria. L’obiettivo è “semplificare e rendere trasparenti le procedure, garantendo parità di condizioni tra gli operatori e maggiore certezza per amministrazioni e imprese. Al centro criteri di selezione, modalità di valutazione delle offerte e indennizzi”. Tuttavia, le gare non potranno prevedere il riconoscimento dell’intero valore aziendale per i concessionari uscenti, come chiedono le associazioni di categoria.
Per Legacoop “resta la preoccupazione” che i tempi di definizione delle linee guida ministeriali sul bando-tipo nazionale “possano dilatarsi oltre quanto necessario”. Spiega l’associazione: “Mentre alcuni, troppi a dire il vero, hanno dato per scontato che il percorso del bando-tipo nazionale fosse finalmente concluso, siamo ancora alla fase di approfondimento degli aspetti procedurali e della definizione di criteri uniformi su scala nazionale. È essenziale che il bando-tipo tenga conto delle specificità e del valore economico e sociale del sistema balneare locale, fatto di piccole imprese familiari e di servizi collettivi garantiti grazie alle cooperative dei balneari. Se però, come pare, il bando-tipo nazionale è ancora ben lontano dall’essere licenziato, per il momento delle evidenze pubbliche sarà fondamentale avere pronte, con la definizione del lavoro già avviato, almeno le linee guida regionali”.
Nel frattempo non si placano le polemiche per la mancata proroga delle concessioni balneari colpite dal ciclone Harry in Sicilia, Calabria e Sardegna. Tramite un emendamento al disegno di legge Commissari approvato in commissione Ambiente del Senato, la Lega aveva proposto il rinnovo delle licenze fino al 30 settembre 2030 in caso di danni alla costa provocati dall’erosione e da “eventi meteorologici di eccezionale intensità”. Tuttavia la commissione Bilancio ha cassato l’emendamento, che avrebbe sollevato problemi di compatibilità con l’articolo 81 della Costituzione e avrebbe esposto al rischio di una messa in mora da parte dell’Unione europea. Al momento, quindi, la scadenza resta fissata al 30 settembre 2027, ma i Comuni non sono ancora pronti alle gare d’appalto, che devono essere concluse entro il 30 giugno 2027. Alcuni le hanno già avviate e altri le hanno concluse, ma la maggior parte attende il bando-tipo su cui il governo lavora da mesi senza aver ancora prodotto nulla. Il risultato è che sta avvenendo un vero e proprio caos normativo, con i tempi che stringono sempre di più.
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