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Balneari, i sindaci: “Su gare servono certezze, strumenti e finanziamenti”

Proficuo incontro tra alcuni amministratori comunali organizzato da Consenso Europa allo studio Tonucci&Partners

Un quadro normativo estremamente incerto, la mancanza di finanziamenti e strumenti per la pianificazione e la gestione del comparto balneare, il bisogno di salvaguardare la storia e le vocazioni territoriali, la difficoltà nella gestione dei rapporti con i concessionari uscenti, la necessità di valutare misure compensative o premiali. Sono alcuni degli allarmi lanciati da numerosi amministratori locali, associazioni di categoria e operatori del comparto balneare che hanno partecipato martedì all’incontro organizzato da Consenso Europa presso gli uffici di Palazzo Soderini dello studio Tonucci&Partners, dal titolo “Riforma delle concessioni balneari: tra continuità e cambiamento”.

«La riforma delle concessioni balneari – ha spiegato il sindaco di Fiumicino Mario Baccini – è una priorità per il nostro paese. Nel Lazio c’è una sub-delega da parte della Regione Lazio che ritengo illegittima, perché trasferisce tutte le responsabilità ai Comuni senza finanziamenti o strumenti. Nei prossimi giorni incontrerò i vertici regionali e chiederò tali mezzi per fare le gare, altrimenti restituirò le deleghe».

L’assessore con delega al patrimonio marittimo di Roma Capitale Tobia Zevi ha segnalato che per bandire delle gare pluriennali servono i decreti attuativi nazionali e i piani di utilizzo degli arenili, mentre per il sindaco di Porto Sant’Elpidio (Fermo) Massimiliano Ciarpella i Comuni «sono l’anello debole di un iter partito nel 2006 e che ancora non ha trovato soluzione». Il primo cittadino di Gaeta Cristian Leccese ha invece evidenziato la distanza tra la normativa e la realtà: «Nella definizione delle gare, non si può prescindere dall’esperienza acquisita dal comparto e dalla specificità del territorio». Anche i tempi per la definizione delle gare rappresentano un tema da non sottovalutare. «Sono gare complesse – ha chiarito Mara Bernardini, area manager Emilia e dorsale adriatica di Sinloc – e temo che non si riusciranno a preparare nei pochi mesi che ci sono stati assegnati».

Il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli ha invece affrontato la questione della scarsità di risorse. «Nel mio territorio – ha detto – ci sono molte aree libere e disponibili che potrebbero essere messe a gara per nuovi insediamenti. È fondamentale che un comparto così importante per i territori abbia certezza sul suo futuro il prima possibile, perché questa incertezza sta causando un blocco degli investimenti che produce danni all’intera comunità».

Presente anche il deputato e membro della Commissione attività produttive, commercio e turismo Riccardo Zucconi, che ha sottolineato la necessità di prevedere un indennizzo per il concessionario uscente. «Per questo – ha aggiunto – ho proposto l’abrogazione dell’articolo 49 del Codice della navigazione, che nega questa possibilità».

L’avvocato Piergiuseppe Venturella, partner di Tonucci&Partners, presente insieme ai colleghi Giorgio Altieri e Gianluca Bocchino, ha tirato le fila della discussione ponendo l’accento sul ruolo dei gestori delle concessioni balneari non semplicemente come attività commerciali, ma anche di rilievo pubblico, perché favoriscono lo sviluppo del territorio. «Nella definizione dei bandi – ha detto – sarà fondamentale considerare la competenza e l’esperienza maturata dalle imprese del territorio, che non rappresenterà un passepartout per rimanere lì a vita, bensì un importante elemento di qualificazione». Dello stesso parere l’avvocato Gianluca Bocchino, che ha indicato tre elementi che dovranno essere contemplati dalle future gare: «Valorizzazione delle specificità territoriali, divieto di cumulo e forme di indennizzo in riferimento all’avviamento. Misure che hanno come obiettivo quello di allontanare una competenza non qualificata».

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