Norme e sentenze

Balneari e proroga al 2020: assurda sentenza della Cassazione

''Norma disapplicata con considerazioni contraddittorie'': il commento dell'esperto demanialista.

Prosegue il caos nei tribunali in materia di concessioni balneari, con le più svariate sentenze che continuano ad accumularsi in ogni parte d’Italia in assenza di una norma nazionale che regolamenti il settore. Questa volta, però, la pronuncia è particolarmente grave: i giudici della Cassazione penale hanno infatti per la prima volta disapplicato la proroga al 2020 con delle considerazioni contraddittorie e caratterizzate da preoccupanti derive interpretative.

La sentenza della Corte di Cassazione – III sezione penale, la n. 21281 del 14 maggio 2018, riguarda un contenzioso su un’area demaniale marittima di quasi 23mila metri quadrati, per la quale è stato ritenuto sussistente il reato di abusiva occupazione ex artt. 54 e 1161 del Codice della navigazione, a confermare il sequestro di un’area il cui utilizzo era garantito da concessione demaniale prorogata ex lege al 2020 in virtù del DL 194/2009.

Vista l’estrema complessità tecnica della questione, riportiamo il commento di Giannicola Ruggieri di Demaniomarittimo.com, tra i massimi esperti italiani in materia: «La pronuncia, nelle sua parte più sobria, mette al centro del ragionamento la solita sentenza della Corte di giustizia europea “Promoimpresa” del 14 luglio 2016 – esordisce Ruggieri – e scolpisce su pietra dei principi che ormai possiamo definire “consolidati”, ossia: concessioni demaniali in direttiva Bolkestein, interesse transfrontaliero certo da valutarsi caso per caso, eventuale legittimo affidamento da valutarsi anch’esso caso per caso in relazione al reale investimento posto in essere, sussistenza della scarsità di risorse naturali da valutarsi ancora caso per caso con criteri oggettivi appuntati sul territorio ove insiste la concessione, pacifica disapplicazione della proroga DL 194/09 e della successiva norma detta “salva-spiagge” contenuta nel DL 113/2016».

«Ma la pronuncia spaventa per altre questioni che per la prima volta vengono messe in campo», prosegue Ruggieri. «La Corte suggerisce infatti un’orrenda quanto incomprensibile interpretazione del DL 113/2016, la cui valenza sarebbe legata solo ai rapporti instauratisi dopo l’entrata in vigore della legge 88/2001 e comunque validi a prescindere dal rinnovo automatico sessennale introdotto dalla stessa legge 88/2001 (?), e una altrettanto brutta lettura del DL 194/2009 applicabile solo alle concessioni rilasciate successivamente allo stesso DL (???)».

«La sentenza prosegue con il disconoscimento della proroga ex DL 194/2009 quale “automatica”, specificando che essa necessita di un provvedimento espresso da parte della P.A. Corollario della non condivisibile lettura è la possibilità di negarla in caso di mancato pagamento del canone, operando così una impossibile commistione con l’istituto della decadenza».

«I giudici culminano infine con l’assunto secondo cui l’obbligo di disapplicazione della norma di proroga grava anche sul giudice penale, in quanto “il potere-dovere di disapplicare la normativa nazionale in contrasto con la normativa comunitaria sussiste solo laddove tale ultima normativa sia dotata di efficacia diretta nell’ordinamento interno (Sez. 3, n. 41839 del 30/09/2008 – dep. 07/11/2008, Righi, Rv. 241422). Ed è indubbio, dopo la pronuncia della Corte costituzionale (sentenza n. 227 del 24 giugno 2010), che l’art. 12 della Direttiva Bolkestein è self-executing, cioè ha efficacia diretta nell’ordinamento degli Stati membri, dunque la stessa può essere disapplicata anche dal giudice ordinario“. A seguito di ciò, la sentenza disapplica la norma di proroga senza operare nessuna valutazione caso per caso sull’applicabilità dell’art. 12 della direttiva Bolkestein, in contrasto con quanto sostenuto nella prima parte della stessa sentenza».

«La sentenza, che segna l’esordio della Cassazione penale nel difficile argomento della disapplicazione della proroga delle concessioni demaniali, non piace affatto – è il commento finale di Ruggieri – e speriamo che, nel futuro, i giudici possano mutare orientamento lasciandosi convincere da tesi meno estreme».

Per scaricare il testo integrale della sentenza (pdf, 9 pagine), clicca qui.

© Riproduzione Riservata

Mondo Balneare

Dal 2010, il portale degli stabilimenti balneari italiani: notizie quotidiane, servizi gratuiti, eventi di settore e molto altro.
Seguilo sui social: