Attualità

Balneari, De Luca (Pd) contro ricorso FdI su sentenza Consiglio di Stato

Il deputato dem ritiene che l'iniziativa "non risolve in alcun modo il problema"

Il deputato del Partito democratico Piero De Luca (nella foto) si scaglia contro la proposta di Fratelli d’Italia di un ricorso in Corte costituzionale per opporsi alla sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la proroga delle concessioni balneari al 2033 e imposto di riassegnarle tramite gare pubbliche entro la fine del prossimo anno. «La politica deve analizzare i processi, valutarli e trovare soluzioni senza attendere le sentenze della magistratura come, purtroppo, è accaduto molte volte sulle questioni più disparate», esordisce De Luca in una nota. «Per questo, anche nella vicenda dei balneari, nel pieno rispetto della separazione tra poteri, il parlamento assolva al suo compito e si occupi di trovare in tempi rapidi una soluzione coerente, equilibrata ed efficace».

Prosegue De Luca: «L’iniziativa di Fratelli d’Italia, seppure legittima, non risolve in alcun modo il problema e per questo riteniamo servano altri strumenti. La maggioranza in parlamento, d’intesa con il governo, ha il dovere e la possibilità di definire rapidamente una normativa, confrontandosi con le Regioni, i Comuni e le associazioni di settore».

«Il nostro obiettivo e’ di affrontare con serietà, in modo organico e coerente, questa tematica», conclude il deputato dem. «Ribadiamo che l’obiettivo è quello di adottare quanto prima una normativa equilibrata e ragionevole che consenta di avviare il rinnovo dell’affidamento delle concessioni balneari, al fine di dare certezza e sicurezza giuridica agli operatori di un settore strategico per l’economia e l’occupazione di tutto il paese, tutelando però adeguatamente il legittimo affidamento maturato, la forza lavoro, il valore sociale delle aziende attualmente operanti nel comparto, gli investimenti fatti negli anni, e tenendo conto di ulteriori considerazioni legate a obiettivi di politica sociale, di sicurezza dei lavoratori, della protezione dell’ambiente, della salvaguardia del patrimonio culturale e dei motivi imperativi d’interesse generale».

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  1. io li metterei a lavorare tutti quanti 8 PD, 5 STELLE, ECC.ECC.) una stagione, cosi vediamo se sta soluzione la trovano……
    MUOVETEVI !!!!!! VERGOGNATEVI DI COME AVETE RIDOTTO L’ITALIA E SOPRATTUTTO COME DICE MIO NONNO ” MANGIA PANE A TRADIMENTO”

  2. La mantia Luciano says:

    Il ricorso serve a far capire che la
    Magistratura non deve interferire con il potere politico, anche se questo è inadempiente.

  3. Teo+Romagnoli says:

    I concessionari vanno indennizzati ! Chi paga? Naturalmente gli aspiranti nuovi concessionari. Non fa una piega. Il prezzo che comprenderà Avviamento, ammortamenti e attrezzature lo stabilisce il vecchio concessionario. Se nessuno ci mette i SOLDI, resta al vecchio concessionario..evidenza conclusa.
    L’ alternativa è un caos di denunce e sommosse, stabilimenti rasi al suolo e mancanza del servizio turistico per anni, soldi sperperati e famiglie sull’astrico. Clienti in fuga delusi e traditi..

  4. Il PD è da sempre a favore delle aste. Basta rileggere alcune dichiarazioni degli ex ministri Boccia, Franceschini e company. E’ inoltre garante dell’attuale establishment e non ha alcuna intenzione di promuovere un legittimo contenzioso con la Commissione Europea, di cui è garante e parte integrante. Bene ha fatto FDI e Giorgia Meloni a promuovere un ricorso alla Corte Costituzionale contro la sentenza del CDS, anche per stanare il PD, il M5S, LEU e compagnia bella, che in pubblico a chiacchiere difendono il settore balneare e in privato studiano il modo migliore per cancellarli dal settore turistico.

  5. Tutela imprese says:

    Rispetto per questa gente che rischia di perdere tutto. Serve una politica forte, una politica che svolga il ruolo di garante a livello europeo , sbattendo i pugni e tutte le porte verso chi nn vuole capire. La magistratura è di parte, completamente asservita ad ogni normativa europea anche ingiusta, incapace di penetrare nei bisogni della gente e nei disagi sociali, sconfinando sistematicamente nel potere legislativo pur di raggiungere i dictat europei. E bene sì questo è un esproprio indegno di un paese civile.

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