Norme e sentenze

Balneari, Consiglio di Stato: “Priorità tutela bene demaniale per attuali concessionari”

Il soggetto più adatto a conservare il bene spiaggia è l’attuale concessionario, finché questo bene non gli viene tolto per motivi di legge. Lo ha affermato il Consiglio di Stato con l’ordinanza n. 2392/2022 pubblicata lo scorso lunedì 23 maggio, che si è espressa sul contenzioso fra il New Beach Club e il Comune di Carrara. L’ordinanza ha accolto le ragioni della società concessionaria, difesa dagli avvocati Cristina Pozzi e Stefania Frandi, consentendole di proseguire l’attività.

Nell’ordinanza cautelare, i giudici di Palazzo Spada affermano che il caso in oggetto, riguardante l’impugnazione proposta in primo grado di un provvedimento di diniego di autorizzazione al subingresso nella concessione demaniale, è «caratterizzato da un evidente periculum in mora, anche in considerazione dell’esigenza di mantenere la res adhuc integra e di assicurare al contempo che il bene demaniale non resti inutilizzato nell’imminente stagione balneare a fronte della avvenuta alienazione dell’azienda da parte dell’originario concessionario». Per questi motivi il Consiglio di Stato ha deciso di accogliere l’istanza cautelare, con conseguente sospensione dell’esecutività della sentenza appellata.

Così l’avvocato Cristina Pozzi esprime soddisfazione per le ragioni espresse dall’ordinanza: «Il Consiglio di Stato ha affermato che la conservazione del bene spiaggia è essenziale e che il migliore conservatore di tale bene è il concessionario, fintanto che non accada qualcosa che affermi o dimostri nel merito che gli vada tolto il bene. Si tratta di una considerazione molto importante poiché dimostra che l’affidamento ai concessionari, prima di essere oggetto di revoca o di provvedimenti cautelari, deve essere sottoposto a un vaglio molto attento da parte del giudice amministrativo, al fine di evitare di lasciare il bene a una potenziale incuria e comunque di revocare dei diritti a un concessionario». Un tema ancora più importante in queste ore, in cui in Senato si sta discutendo la proposta di riordino delle concessioni balneari che prevede la possibilità di deroghe di un anno per le amministrazioni impossibilitate a espletare le gare entro il 31 dicembre 2023, mantenendo valida l’occupazione dell’area demaniale da parte del concessionario uscente.

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  1. Domenico Scanu says:

    Ragionevoli motivazione del Consiglio di Stato. Se mai si arriverà alla messa al bando delle CDM il Concessionario uscente senza demerito, dovrebbe essere equamente indennizato. Egli è l’inventore originario della sua attività, e perderla sarebbe una sottrazione della risorsa del suo sostentamento.

  2. Ma se, come pare, saranno le multinazionali e i grossi capitali ad aggiudicarsi le concessioni, mi domando dov’è queste società pagheranno le tasse
    Nei paradisi fiscali come succede ora?

  3. Scusate… ancora un po’ di confusione. Incomprensibile il titolo con un virgolettato: “Priorità tutela bene demaniale per attuali concessionari” Il Consiglio di Stato non ha affermato nulla del genere e in ogni caso la frase virgolettata (non si capisce detta da chi o scritta dove) non ha alcun senso compiuto.
    Il Consiglio di Stato nei procedimenti cautelari si esprime solo sul “periculum” e mai sul merito (leggere con attenzione il CPA), e infatti l’Ordinanza rimanda ogni considerazione di merito al processo.
    L’unico bene tutelato è il bene demaniale e che tale tutela si ha quando il bene demaniale è affidato ad un concessionario che si assume le responsabilità del caso… a nulla rileva la questione dell’indennizzo.

  4. Nikolaus Suck says:

    Che significa e che vorrebbe dire “Priorità tutela bene demaniale per attuali concessionari”? E non mi è chiaro cosa si vorrebbe trarre da una semplice ordinanza cautelare, che come presupposto semmai ha la tutela del bene demaniale e non certo quella del concessionario.
    Boh.

  5. Mistral… Concordo pienamente con te che per una certa parte politica di questa Repubblica delle banane , l’ unico bene da tutelare è il bene pubblico ( e non c’è nulla da eccepire sulla tutela del bene pubblico) Peccato che però per questa parte politica i 30.000 titolari di CDM possano tranquillamente essere espropriati come in un paese del terzo mondo della loro attività senza alcun adeguato compenso

    • Si espropria un bene privato mentre una concessione demaniale è un bene pubblico . Per cui non si espropria nulla. Basta dire balle.

  6. Gian, …. e soltanto dopo aver reso “appetibili” , grazie alle iniziative, all’ intraprendenza ed ai capitali degli attuali concessionari. Si, solo e soltanto adesso, dovevamo sapere, che, il nostro lavoro sarebbe dovuto andare all’asta, dopo l’abrogazione e modifiche di alcune norme! Prima, non solo vi erano delle leggi che non avrebbero potuto consentire le aste, ma non vi erano nemmeno i motivi per poterle invocare, semplicemente perché non erano appetibili come adesso. Hai capito i furbastri?!

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