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Balneari, Campomenosi: “Bene riferimento Salvini a Draghi su Bolkestein”

Il capodelegazione della Lega al parlamento Ue commenta l'audizione del leader del suo partito col premier incaricato

«Grazie anche al lavoro della Lega al Parlamento europeo, Matteo Salvini è l’unico leader che oggi, al tavolo con il presidente del consiglio incaricato Draghi, ha posto anche temi relativi al rapporto con Bruxelles su cui l’ultimo governo è stato gravemente assente». Così su Facebook Marco Campomenosi, capodelegazione della Lega al Parlamento europeo.

«È stato importante citare, tra i tanti, l’esempio della situazione della direttiva Bolkestein che, nonostante la legge voluta dalla Lega nel 2018, ha visto un susseguirsi di vicende assurde quali invasioni di campo di una magistratura che, in alcuni casi, dimostra di ignorare il diritto Ue e decide unilateralmente e in conflitto con il legislatore e il potere esecutivo di non applicare norme dello Stato Italiano assolutamente in vigore», afferma Campomenosi.

«La conseguenza, che allarma molto i detentori delle concessioni, è la reazione di alcune amministrazioni locali che confuse, eccessivamente timorose e male informate, agiscono in maniera distorta e dannosa non applicando la legge Centinaio» (che ha disposto l’estensione al 2033 delle concessioni, NdR). «Questa situazione, sempre combattuta in prima linea dalla Lega, sta generando ulteriore incertezza, complice un governo uscente, teoricamente “europeista”, che nulla ha fatto per difendere il settore balneare italiano di fronte a una Commissione europea che spesso dimostra di non aver compreso la realtà della situazione».

Conclude Campomenosi: «La Bolkestein è il classico esempio di norme Ue calate dall’alto in nome di principi teorici che creano incertezza sul futuro di lavoratori e imprese spesso a conduzione familiare, penalizzando e mettendo a rischio investimenti in attività tradizionali del comparto turistico Italiano. È proprio l’esatto contrario di ciò che il nostro paese avrebbe bisogno oggi, con il turismo che vive una crisi epocale mai vista prima. Bene ha fatto Matteo Salvini a ricordarlo a Mario Draghi».

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  1. Parole sane e di buon senso che non lasciano spazio ad interpretazioni. Come si fa a dire ad un a persona che fa questo lavoro da una vita e che ha sprecato sullo stesso tutte le energie sue e dei propri familiari di andare via, come se fosse un rifiuto. Addirittura senza ristoro semmai dopo aver costruito e investito creando lavoro.

  2. A Genova e nel Tigullio alcuni Comuni non stanno applicando la legge 145/18 e hanno emesso provvedimenti che prevedono proroghe al 30/09/2022. Si tratta di provvedimenti che rischiano di distruggere tante piccole/medie imprese turistiche del territorio. Come si può concretamente nel breve periodo risolvere il problema di questi concessionari che si ritrovano in una situazione di grande incertezza e subiscono disparità di trattamento rispetto ai moltissimi concessionari che nella stessa Liguria e in Italia hanno ottenuto la regolare applicazione della legge 145/18? Occorrono azioni immediate, concrete.

  3. Sono uno dei pochi concessionari di un paese di 1.000 anime . Tutte le concessioni del nostro litorale sono affidate a famiglie che lavorano e vivono nel borgo , generando servizi , occupazione , offerta turistica e ricaduta economica per il paese stesso . La nostra amministrazione non ha ritenuto importante difendere gli interessi e le attività di alcuni dei propri cittadini e si propone come capofila nazionale per disconoscere l estensione delle concessioni al 2033 . La loro proposta , non si capisce con quale fondamento giuridico , è “concedere” una proroga tecnica di due anni . Un paese che dovrebbe difendere strenuamente la propria identità e la propria forza economica sarà uno dei primi in Italia ad aprire le porte alla competizione europea . Sono un imprenditore e sono un uomo , imposto e pianifico la vita della mia azienda e della mia famiglia in base all orizzonte temporale dato dalla concessione e non mi sento di rubare niente a nessuno . Io non temo le evidenze pubbliche , io temo chi le gestisce !! Pensare che le sorti mie , della mia famiglia e del frutto di due generazioni di lavoro siano in mano alla pochezza della politica italiana e all improvvisazione delle amministrazioni locali mi sgomenta . Riconosceteci un avviamento per quello che abbiamo creato , dateci degli obbiettivi di buona gestione che si traducano in punteggi per riaggiudicarsi la concessione , riconoscete il legame tra una gestione locale e il valore socio-economico per la comunità , premiate chi destagionalizza e offre occupazione e investe continuativamente in innovazione e servizi . Se ci fossero queste premesse , le gare non farebbero così paura ! Percepisco il livore di chi ,a torto o a ragione, ci vede come una categoria privilegiata ma i bandi non saranno la panacea . I bandi saranno solo un occasione in più per società di grandi capitali ( trasparenti e meno ) speculatori e professionisti degli appalti per estendere i loro affari . Basta guardare chi si aggiudica già oggi i bandi di gestione delle libere attrezzate . Permettete a chi fa bene il proprio mestiere di continuare a farlo e riordiniamo in maniera più chiara ed equa questo comparto .

  4. Ottimo, continuate a rimarcare il problema!
    In Liguria la procura, di matrice pentastellata, crea panico tra gli amministratori locali, che disapplicano la legge e ” prendono tempo”.
    L’ Europa ci chiede semplicemente un piano, che non è mai stato fatto, non ci chiede di spianare l’ intera categoria dei balneari.
    Mi sembra che c’è ne siano già abbastanza di categorie alla frutta, grazie al Covid.
    Occorre un ministro che si occupi da subito del comparto mare, altrimenti una fetta enorme del settore turismo continuerà a soffrire, a non investire, ad annaspare e questo non aiuterà nessuno.
    Grazie per l’impegno Dott. Campomenosi, una sua elettrice.

  5. Sicuramente metteranno o salvini oppure centinaio ministro , speriamo che sistemi le proroghe e che si chiuda questa vicenda , almeno per altri 30 anni ,poi si vedrà !

  6. Buongiorno, vorrei aprire uno stabilimento balneare, ma il mio comune e da 15 anni che progetta e da incarico a vari architetti ma alla fine non viene mai approvato, e chi vuole investire sul mare niente e bocciato, volevo sapere anche se non c’è il piano spiaggia, si può aprire lo stabilimento balneare ??
    Chiedo a voi che siete più aperti del comune
    Sicuro di una cordiale risposta porgo distinti saluti

    • Mi piacerebbe leggere qualche risposta di un balneare..per quanto ne so senza PUL che delimita nuove aree concedibili l’unica opzione è acquistare, cioè il subentro, ma visto il momento ti consiglio di segnalare la direttiva comunale che proroga le concessione all’AGCM facendo una PEC e poi sostieni i bandi con eventualmente una segnalazione alla procura se nel 21 non verranno fatti. In bocca al lupo

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