Attualità

Autostrade come balneari: Ue mette Italia in mora

Bruxelles contesta le proroghe automatiche delle concessioni

La Commissione europea ha messo in mora l’Italia con l’accusa di avere prorogato automaticamente la durata delle concessioni di alcune autostrade. La lettera inviata nei giorni scorsi da Bruxelles evidenzia come, a due anni di distanza dalla sentenza della Corte di giustizia europea che aveva intimato al nostro paese la corretta attuazione delle norme Ue in materia di appalti pubblici e contratti di concessione, il governo italiano «sembra non abbia ancora adottato misure per garantire una tempestiva esecuzione» del procedimento. La Commissione Ue ha dunque fatto recapitare a Palazzo Chigi una lettera di messa in mora, prodromica a una possibile procedura di infrazione che prevederebbe multe salate.

Il contenzioso contro l’Italia sulle concessioni autostradali ha avuto inizio nel 2014, quando Bruxelles fece notare che secondo il diritto comunitario la proroga di un contratto equivale a una nuova concessione, che può essere aggiudicata solo mediante una procedura di gara aperta e trasparente. L’Italia invece – ad avviso della Commissione Ue – starebbe violando la direttiva 2004/18/CE relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi. In particolare, nonostante due anni fa una sentenza della Corte di giustizia europea abbia dichiarato l’illegittimità delle proroghe automatiche sulle concessioni autostradali, il nostro paese ha prolungato fino all’anno 2046 le concessioni della Società Autostrada Tirrenica, titolare della Livorno-Rosignano Marittimo sull’autostrada A12 e del tratto Livorno-Civitavecchia. La società è controllata da Autostrade per l’Italia spa che detiene oltre il 99%.

Seppure diversa, la vicenda è per certi aspetti vicina a quella delle concessioni balneari: anche su di esse l’Ue ha infatti inviato lo scorso dicembre una lettera di messa in mora, con l’accusa che l’estensione automatica fino al 2033 decisa dalla legge 145/2018 sarebbe in contrasto con la direttiva 2006/123/CE detta “Bolkestein” e con la sentenza del 14 luglio 2016 “Promoimpresa” che ha dichiarato l’illegittimità delle proroghe automatiche sulle concessioni balneari. Dagli sviluppi del contenzioso sulle autostrade – e viceversa – potrebbero dunque arrivare interessanti spunti giuridici, come è già avvenuto con le recenti pronunce europee in materia di concessioni per il gioco d’azzardo.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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